slow fashion Archives - KatiaFabricStudio
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03 May La mia borsa non è un porto di mare

 

“Accumulo e porto con me sempre tante cose che poi sparisce sempre tutto nel buco nero”.

Anche a te succede questo? La tua borsa è simile a un porto di mare? Dove arrivano, partono, si spostano, si mettono e si tolgono merci navi e persone?

 

La mia si, e io con due bambini da 5 anni a questa parte mi sono convertita alle maxi borse, per cui immagina cosa ci puoi trovare dentro. All’inizio quando il mio bimbo aveva pochi mesi, avevo preso l’abitudine di portarmi due borse una con i miei effetti personali e una in cui ci dovevo portare pure il latte, il biberon , il termos per l’acqua calda, ciuccio, pannolini, salviettine, un eventuale cambio, etc etc. Se sei mamma mi puoi capire. Ora che sono cresciuti devo comunque pensare all’acqua alla merenda, alla fame improvvisa ai ginocchi sbucciati…:-)

 

Ma anche la mia borsa “normale” non demorde mica sai…hai mai provato a svuotarla e mettere il contenuto sul tavolo? vuoi solo una parte di elenco delle cose che ho trovato io?

  • Portafoglio gonfio (non di soldi quelli non ci sono mai, ma ho ben, si le ho contate ho almeno 25 tessere fidelity dei vari negozi)
  • Telefono
  • Caramelline (non si sa mai l’alito..o un calo di zuccheri o la gola secca)
  • Set di ritocco per il make up (beh dai una incipriata nel pomeriggio può sempre servire)
  • una pochette per  giorni del ciclo
  • qualche moneta spicciola che a volte non metto nel portafoglio perché esco di corsa dal negozio e butto là.
  • il gettone per il carrello della spesa
  • la molletta per i capelli..a volte mi servisse
  • fazzoletti in svariato numero di pacchettini tutti rigorosamente iniziati e salviettine igienizzanti
  • una shopper leggera che tengo nel caso mi fermassi a fare delle spese non preventivate
  • bigliettini vari raccolti in giro o comunicazioni della scuola o penne e post it vari
  • varie ed eventuali stagionali…(occhiali da sole…sciarpina, berretto o fascia, crema per le mani….etc etc etcetera

 

Visto che ogni volta che cerco anche solo le chiavi è come cercare un ago in un pagliaio, mi  capitato solo qualche settimana fa di perderle. Panico più totale, era una giornata di pioggia e vento forte, e per fare prima quando ho portato i bimbi all’asilo e cercare di coprirli con l’ombrello e chiudere la macchina e attraversare la strada (si immagina la scena fantozziana) le ho messe in tasca, ma una tasca piccola e non chiusa bene e da li mi devono essere cadute. (poi fortunatamente ritrovate grazie a un signore gentilissimo qualche giorno dopo)

Per questo ho imparato a organizzare la mia borsa e ho deciso di utilizzare la tecnica  dei “compartimenti stagni” per usare un termine marinaresco. Ho deciso di organizzare la mia borsa e trovare per ogni cosa una soluzione. Tasche e taschine per gli oggetti piccoli, pochette e bustine per ogni settore. (uno per il makeup, uno per fazzoletti e salviette, una cover per il telefono che mi permetta di trovarlo e proteggerlo e così via…) Perché:

  1. Prima di tutto voglio risparmiare tempo, perché non ne ho mai abbastanza e comunque lo voglio impiegare in cose più piacevoli per me
  2. Perché mi piace avere il controllo sulle cose, o sentirmi sicura che mentre sono fuori sono in grado di far fronte alle piccole necessità come pulirmi le mani o soffiare il naso ai piccoli
  3. Per una questione di igiene e pulizia…pare che per esempio lo schermo del cellulare sia un vero ricettacolo di germi che poi spargiamo ovunque.
  4. Poi se cambio borsa basta che trasferisco la pochette che mi serve e faccio prima.

Io ho migliorato il mio rapporto con la paura di non essere pronta a far fronte alle mie necessità quando sono fuori, perché ora la mia borsa non è più un porto di mare. E poi è anche bellissimo tirare fuori una pochette colorata dalla borsa con quello che serve, è anche un modo discreto e personale. (tipo quando in ufficio devo andare in pausa e basta portare con te una di queste.

Mi piacerebbe conoscere anche il tuo rapporto con la borsa, la ami grande o piccola? e anche la tua somiglia a un porto di mare?

 

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19 Apr Vesto Unico, Vesto con Piacere

 

 

Siamo ormai vicini alla Fashion Revolution week di quest’anno, ( se non sapete di cosa si tratta, potete leggere qui) e oggi voglio dedicare il mio post blog della rubrica Wild Soul proprio a questo tema, anche se con la mia personale interpretazione.

Mi è capitato di viaggiare in molti paesi europei e qualcuno anche extra europa e una cosa che mi ha sempre colpito è come le donne non si vestano tutte uguali. Noi italiani siamo più omologati in questo, prendiamo a modello una persona (vip, blogger o personaggio della tv) e via a volerle assomigliare a tutti i costi, stessi jeans, stessi occhiali e medesima borsa. Io invece adoravo le donne francesi, o le inglesi perché non sono tutte prodotte in serie, le loro gonne così uniche, magari vintage, magari di negozi indipendenti. Si quegli store indipendenti che propongono una moda che non arriva dai grandi marchi o catene e che hanno spesso pezzi unici una maglietta a tiratura limitata o le borse fatte in paglia tinte a mano.

Sono belle, sono tutte diverse, ognuna ha un proprio stile e ha una sua personalità. Io sinceramente le ammiro, le adoro e trovo che siano veramente Wild Spirit.

Cosa significa Wild Spirit per me? La mia Wild Soul è la donna che non si lascia condizionare troppo dalle mode, ma ricerca il suo stile. Se una tendenza proprio non le piace, non la seguirà. (ammetto per me niente risvoltini ai pantaloni, no non ce la faccio) ecco il lato wild. Indomito e  Selvaggio.

 

Perché vestire unico?

 

  1. Perché è utile non solo a te ma al pianeta: meno produzione di massa, significa meno sfruttamento delle persone e meno inquinamento. Ricorda che non tutto è inesauribile e io vorrei lasciare qualcosa ai miei figli da godere in questa terra.
  2. Perché mi differenzia : non sono più omologata a un codice, sono una persona, magari amo un colore e lo indosso spesso così esprimo il mio stile. (certo questo per come lo interpreto io non significa che vado in giro con la parrucca incipriata del 700)
  3. Mi permette di esprimermi in libertà: Se quella scarpa non mi piace, non la indosserò solo per appartenere a una élite o esibire uno status symbol. Sarò pienamente libera di portare ciò che mi fa stare bene nell’umore e nel corpo.

 

Il vestire con piacere è dato dal sentirsi bene con i propri panni addosso, vestirsi provando una gioia nell’indossare quel capo, quell’accessorio, perché mi fa stare bene con me stessa in primis e poi nel mio modo di rapportarmi  con gli altri.  Ti è mai capitato di presentarti  a un colloquio o ad un appuntamento importante e tu prima abbia indossato un vestito che ti piaceva o ti stava particolarmente bene? e magari ti facesse pure sentire forte e bella. Alzi la mano chi almeno una volta l’ha fatto. Non c’è nulla di male…io mi sento a disagio se non ho un colletto…si un colletto, della camicia della polo o della giacca…per me il collo deve esserci è un pò il scudo…la mia copertina di linus. Tu nai un dettaglio o un capo che ti fa stare particolarmente bene o con cui ti senti più sicura? Lascia un commento così scopriremo quali sono i capi o le piccole manie che ci portiamo con noi!

 

Quindi Vesto Unico, Vesto con Piacere per dire IO SONO, PENSO E MI ESPRIMO.

 

 

 

 

 

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12 Apr L’Handmade é un piacere come il cioccolato

 

 

Per gratificarsi a volte non è necessario far ricorso al cioccolato. Si lo sappiamo il cioccolato è goloso, buono, e ha diversi effetti sul nostro organismo tra cui stimolare quegli ormoni che provocano senso di euforia e ci regalano sensazioni di benessere e appagamento.

 

Spesso ricorriamo a piccoli gesti per sentirci appagati e soddisfatti. Uno tra questi che colpisce molte donne è l’acquisto istintivo, compulsivo. Beh chi non resiste davanti a una bella vetrina o un bel banco di prodotti di bellezza ben rifornito? Oh, lungi da ma voler fare la paternale! anzi io mi includo proprio in questo gruppo!

Mi piace la cioccolata e mi piace girovagare per i negozi alla ricerca di cose nuove, belle utili e che mi piacciano tanto! Per fortuna che da quando ho i bimbi piccoli ho meno tempo per fare questo con buona pace del mio portafoglio!

Ecco secondo me l’handmade oggi rappresenta una valida alternativa al cioccolato. Seguendo e frequentando sempre più il mondo dell’artigianato e della creatività mi nutro di tanta bellezza, di ingegno e di creatività a 360 gradi e sempre più mi piacciono le creazioni che vedo realizzate da tanti bravi artigiani e senza passare dai negozi di catena tradizionali faccio acquisti molto appaganti.

Perché paragono l’handmade al cioccolato?

  • Un acquisto da una/un creativo mi fa stare bene, soddisfa i miei piccoli o grandi bisogni e lo fa proprio pensando alle mie necessità. (la tracolla della borsa per tenere le mani libere quando sono con i bambini per es. così li tengo per mano)

 

  • Stimola l’euforia perché è un acquisto “social” perché ho conosciuto lui/lei il creativo/a, la sua storia, la sua professionalità. Magari ho visitato il suo laboratorio e ho visto con quanta cura e tempo realizza i suoi piccoli tesori. entro in contatto con il produttore e compro da una persona non da una insegna. Senza dimenticare che concorri alla riduzione di sfruttamento e inquinamento.

 

  • Un acquisto artigianale non è magari un prodotto essenziale (ma non sempre pensiamo ai produttori bio alimentari ) ma mi aiuta in tante occasioni: mi serve una clutch bag per una cerimonia e la vorrei fatta con la stoffa dell’abito. Vorrei un regalo personalizzato per il compleanno della cugina Teresa e trovo chi mi decora una tazza con il suo nome e la sua data di nascita, cose che non potrei trovare altrove ma che qualcuno è in grado di realizzare per me.

 

Se ti vuoi sentire bene, senza temere la bilancia, sfrutta la naturale endorfina fatta con la Magia dell’Handmade. Non ci sono effetti collaterali e non ci sono controindicazioni! Posologia libera 🙂

 

Visto che questo è l’ultimo post prima di Pasqua, beh allora tanti auguri di Pace e Serenità per tutti, che ne abbiamo bisogno!!

 

 

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