DIY e Fai da te Archives - KatiaFabricStudio
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DIY e Fai da te Tag

03 May La mia borsa non è un porto di mare

 

“Accumulo e porto con me sempre tante cose che poi sparisce sempre tutto nel buco nero”.

Anche a te succede questo? La tua borsa è simile a un porto di mare? Dove arrivano, partono, si spostano, si mettono e si tolgono merci navi e persone?

 

La mia si, e io con due bambini da 5 anni a questa parte mi sono convertita alle maxi borse, per cui immagina cosa ci puoi trovare dentro. All’inizio quando il mio bimbo aveva pochi mesi, avevo preso l’abitudine di portarmi due borse una con i miei effetti personali e una in cui ci dovevo portare pure il latte, il biberon , il termos per l’acqua calda, ciuccio, pannolini, salviettine, un eventuale cambio, etc etc. Se sei mamma mi puoi capire. Ora che sono cresciuti devo comunque pensare all’acqua alla merenda, alla fame improvvisa ai ginocchi sbucciati…:-)

 

Ma anche la mia borsa “normale” non demorde mica sai…hai mai provato a svuotarla e mettere il contenuto sul tavolo? vuoi solo una parte di elenco delle cose che ho trovato io?

  • Portafoglio gonfio (non di soldi quelli non ci sono mai, ma ho ben, si le ho contate ho almeno 25 tessere fidelity dei vari negozi)
  • Telefono
  • Caramelline (non si sa mai l’alito..o un calo di zuccheri o la gola secca)
  • Set di ritocco per il make up (beh dai una incipriata nel pomeriggio può sempre servire)
  • una pochette per  giorni del ciclo
  • qualche moneta spicciola che a volte non metto nel portafoglio perché esco di corsa dal negozio e butto là.
  • il gettone per il carrello della spesa
  • la molletta per i capelli..a volte mi servisse
  • fazzoletti in svariato numero di pacchettini tutti rigorosamente iniziati e salviettine igienizzanti
  • una shopper leggera che tengo nel caso mi fermassi a fare delle spese non preventivate
  • bigliettini vari raccolti in giro o comunicazioni della scuola o penne e post it vari
  • varie ed eventuali stagionali…(occhiali da sole…sciarpina, berretto o fascia, crema per le mani….etc etc etcetera

 

Visto che ogni volta che cerco anche solo le chiavi è come cercare un ago in un pagliaio, mi  capitato solo qualche settimana fa di perderle. Panico più totale, era una giornata di pioggia e vento forte, e per fare prima quando ho portato i bimbi all’asilo e cercare di coprirli con l’ombrello e chiudere la macchina e attraversare la strada (si immagina la scena fantozziana) le ho messe in tasca, ma una tasca piccola e non chiusa bene e da li mi devono essere cadute. (poi fortunatamente ritrovate grazie a un signore gentilissimo qualche giorno dopo)

Per questo ho imparato a organizzare la mia borsa e ho deciso di utilizzare la tecnica  dei “compartimenti stagni” per usare un termine marinaresco. Ho deciso di organizzare la mia borsa e trovare per ogni cosa una soluzione. Tasche e taschine per gli oggetti piccoli, pochette e bustine per ogni settore. (uno per il makeup, uno per fazzoletti e salviette, una cover per il telefono che mi permetta di trovarlo e proteggerlo e così via…) Perché:

  1. Prima di tutto voglio risparmiare tempo, perché non ne ho mai abbastanza e comunque lo voglio impiegare in cose più piacevoli per me
  2. Perché mi piace avere il controllo sulle cose, o sentirmi sicura che mentre sono fuori sono in grado di far fronte alle piccole necessità come pulirmi le mani o soffiare il naso ai piccoli
  3. Per una questione di igiene e pulizia…pare che per esempio lo schermo del cellulare sia un vero ricettacolo di germi che poi spargiamo ovunque.
  4. Poi se cambio borsa basta che trasferisco la pochette che mi serve e faccio prima.

Io ho migliorato il mio rapporto con la paura di non essere pronta a far fronte alle mie necessità quando sono fuori, perché ora la mia borsa non è più un porto di mare. E poi è anche bellissimo tirare fuori una pochette colorata dalla borsa con quello che serve, è anche un modo discreto e personale. (tipo quando in ufficio devo andare in pausa e basta portare con te una di queste.

Mi piacerebbe conoscere anche il tuo rapporto con la borsa, la ami grande o piccola? e anche la tua somiglia a un porto di mare?

 

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22 Mar Ti sei mai chiesta cos’è il giusto prezzo?

 

Parlando con alcune colleghe creatrici e sui forum dedicati, ho riscontrato che una delle obiezioni che spesso un cliente fa a un creativo/artigiano è relativa al prezzo.

 

  ” 19 euro per una pochette?” “20 euro per tre quaderni?” “E che ci vuole a farlo? MA è solo un disegno”

Questi sono solo alcuni degli esempi sui toni con cui a volte si svolgono le conversazioni clienti/espositori nei mercati o alle fiere. Premesso che è giusto esprimere liberamente ciò che si pensa, (evviva se possiamo farlo!) Vorrei spezzare una lancia in favore del Giusto prezzo, per far capire come valutare una creazione in modo da conoscere perché ha certo prezzo, affinché si sappia come scegliere e soprattutto apprezzare ciò che si sta acquistando.

 

L’abbondanza negli odierni megastores con materiali importati ci ha abituato ad avere in mente un prezzo di riferimento per ogni prodotto e nella nostra mente facciamo sempre parallelismi con il prodotto di riferimento confrontandone i prezzi. questo è il comportamento medio. C’è poi chi ama il fatto a mano e l’artigianato e chi non lo conosce affatto e quindi va in tal senso educato.

 

Impariamo oggi ad andare però al di là di questo meccanismo mentale e a valutare ogni singolo oggetto per quello che rappresenta. Quando io addetta ai lavori vedo un prodotto magari simile a quelli che faccio io, mi piace valutarne la fattura, apprezzarne le lavorazioni e i dettagli e conosco ciò che sta dietro. D’altro canto l’esperienza mi permette anche di valutare se un prodotto ritengo sia fatto bene o meno. (Si carino ma non foderato, pattern più semplice e non sartoriale..) Tutte conoscenze tecniche che mi permettono di valutarne il giusto prezzo. Ma non tutti siamo addetti ai lavori.

Oggi voglio aiutarti a riflettere su alcuni punti che ti permetteranno di fare le tue valutazioni. Per fare questo,  ti voglio raccontare un pò di come nasce l’idea di ogni mia creazione, che sia una borsa, una pochette, un astuccio o semplicemente un decoro per la casa.

Perché te lo voglio raccontare? Ho manie di grandezza o sono presa da un grande ego? No, anzi non mi piace apparire, ma mi piace entrare piano piano in contatto con le persone e creare una conoscenza profonda e degna di fiducia e per questo voglio farti entrare un pò nel mio mondo e in quello che amo fare per te e darti gli strumenti per comprenderlo.

Voglio farti vedere perché parlo di tradizione sartoriale quando spiego  le mie opere.  Beh se già non lo sai, o se ancora non hai letto la mia about page, ti dico che ho frequentato l’istituto per la moda e  il tessile ai tempi delle superiori con un vecchio ordinamento che ancora prevedeva molte ore di disegno, di modellistica e scienze applicate. In ogni mia creazione parto quindi dall’idea, e dall’esperienza acquisite parlando quindi di professionalità.

All’inizio mi viene un’idea o mi innamoro di un tessuto e mi immagino già un prodotto realizzato con lo stesso. Ne curo poi tutto il processo produttivo facendo tutte le lavorazioni necessarie.

  1. Il percorso per dar vita a una borsa o accessorio  ha dei punti che così posso riassumere:
  2. Disegno il prodotto così come lo immagino o lo vorrei vedere finito
  3. Ne studio la fattibilità pensando allo schema costruttivo e al pattern/cartamodello
  4. Se ritengo ci siano dei punti più ostici nella realizzazione, ne preparo un modello di carta per capire i passaggi della costruzione. Questo nei prototipi o pezzi unici come le borse più grandi.
  5. Passo al taglio del tessuto in tutte le sue componenti, esterno/interni/parti di supporto e preparo tutti ciò che compone la borsa e/o altro, quindi anche le fibbie/bottoni/cerniere ed etichette.
  6. Comincio a cucire la varie parti, preparando prima ogni passaggio che non sarebbe più possibile fare dopo, come per es. attaccare le etichette col marchio all’interno o le eventuali applicazioni.
  7. Quando il tutto è cucito a macchina alla fine rimane la parte da rifinire a mano, come la chiusura della fodera, il fissaggio dei fili  e la stiratura.

 

Naturalmente se è prevista la decorazione manuale come dipingere il tessuto vanno aggiunti, lavaggio, disegno, trasferimento disegno, pittura asciugatura e stiratura supplementari.

Come puoi vedere i vari step sono diversi, e non sono nemmeno pochi. Inoltre la differenza sostanziale tra il lavoro di un artigiano da quello della produzione di massa è che non faccio operazioni in serie e quindi tempi e costi si allungano perché ti stai chiedendo?

 

 

Ti faccio degli esempi:

  • Quando io cucio una pochette utilizzando una sola macchina da cucire di solito devo infilare/sfilare il filo ogni volta io devo cambiare colore, quindi se la stessa è per esempio bianca e blu dovrò cambiare più volte il filo a seconda del colore che devo utilizzare. Immagina in una una borsa di più colori o con inserti vari quante volte e quanto tempo impiego in questa operazione. Nella produzione di massa ogni operaio addetto alla macchina da cucire cuce migliaia di pezzi dello stesso colore perché fa un solo passaggio chi cuce la cerniera, chi il fondo, chi il manico etc.
  • La stessa riflessione vale per lavorazioni particolari e strumenti come i piedini della macchina da cucire. Per attaccare la zip, per fare le impunture, per la pelle servono piedini e aghi della macchina diversi da sostituire ogni volta.
  • Altri tipi di lavorazioni sono poi per esempio le stampe; nelle shoppers io non uso stampe ma sono  Dipinte a mano per cui devo preparare il tessuto, il colore e passare lo stesso a pennello e lasciar asciugare prima di finire.

Solo da questo ne puoi evincere che i tempi di realizzazione sono diversi e già qui c’è una prima spiegazione sui costi, io magari in un ora produco un astuccio, in un industria ne vengono prodotti almeno 1000.

Ma oltre ai costi di materiale, il prezzo è da anche dal tempo, dalla cura e soprattutto dall’amore che ogni artigiano mette nella sua opera d’arte dall’inizio alla fine. La sua missione è completa; inizia con la nascita dell’idea, la cresce e infine la affida a chi la saprà amare come lui.

Il messaggio che voglio far passare oggi è “Chiedersi chi è quella persona che c’è dietro ogni creazione, e quanto c’è di essa in quello che fa” .

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08 Mar Alle Donne istantanee e un pò indomite

 

Sono scontata e sono banale a mettere la foto della mimosa oggi? Forse si, oggi ne vedremo tanto di giallo che te ne verrà a noia. Però la foto è mia, non è presa da siti di foto professionali, e mi dirai tu si vede pure!. (angolo a sin basso un pezzo di cancellata) Ma aggiungo  io non importa perché è presa da un mio vicino di casa, è istantanea, fresca e un pò selvaggia come come sono io e come è il mio lavoro. Per donne attive, avventurose e sempre in movimento. Quando ho fatto la foto c’era un bel vento e tanto sole quelle giornate in cui vorresti andare a fare trekking in montagna tanto si sta bene. Così mi piaceva oggi, portare un pò di mimosa nella tua casa anche se solo in foto.

Oggi il web è pieno di simbologia e commenti sul colore giallo e i suoi significati, dal canto mio non voglio aggiungere altro, ma ti suggerisco un articolo che di recente mi è piaciuto molto leggere visto che a me il giallo piace e contiene ottimi consigli sul giallo nella moda; il post di Anna Turcato ricco di sfumature e idee preziose per superare la paura  di indossare e abbinare questo colore.

Non ti voglio annoiare con la retorica sulla festa delle donne, voglio solo ricordare che si tratta di una giornata simbolo in cui soffermarsi a riflettere anche solo un minuto sulla nostra storia.  L’8 marzo è una giornata dedicata al riconoscimento delle lotte che sono state portate avanti  da donne forti e coraggiose che hanno combattuto affinché venissero riconosciuti loro, diritti sociali, economici e politici. (Ricordiamoci per esempio le donne sono arrivate al voto molti anni dopo degli uomini, in Italia solo nel 1946). Una giornata, ma ne servirebbero 365 di giorni  contro le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, molte donne sono vittime nel mondo.

Non mi piace festeggiare l’8 marzo, o meglio non l’ho fatto mai nel senso più prosaico del termine, (feste etc) preferisco un caffè o una cenetta tra donne in un giorno qualsiasi quando c’è solo il piacere di stare insieme e di festeggiarsi come mamme, mogli, donne e super creature magiche perché un pò lo siamo no? E senza magia riusciremmo a gestire casa, figli, scuole, sport, educazione, marito, hobby, lavoro, genitori, condominio, amici e via dicendo in solo 24h al giorno?

Per questo io credo sia giusto festeggiare la nostra bellezza, la nostra completezza e la nostra dignità. Visto che l’8 marzo è nato come simbolo delle lotte che le nostre nonne e le loro nonne hanno portato avanti per il nostro futuro, l’augurio che voglio fare quest’anno è quello che finalmente venga riconosciuto alle donne la possibilità di lavorare:

  • part time quando lo vorranno in tutte le aziende italiane (perché credetemi in molti casi è ancora un tabù)
  • la possibilità di accedere a un colloquio di lavoro e sentirsi chiedere : “ha figli o pensa di averne a breve?”
  • senza discriminazioni o obblighi, stipendio pari a quello di un collega maschio o niente fogli bianchi firmati alla stipula del contratto.

 

Ecco queste sarebbero per me le prossime tre conquiste che le donne dovrebbero avere sul piano della libertà e del riconoscimento dei loro diritti. Ce ne sono e saranno anche altre, hai voglia di dirmi cosa ti auguri per la tua festa delle donne?

E per liberare  la tua creatività voglio farti un regalo; con il progetto “#Imakemytote” a marzo puoi divertirti a tirare fuori la tua creatività di donna, oppure ritagliarti un momento di relax solo per te divertendoti a colorate la tua personale tote bag. Come fare? Stampa il file allegato, colora la tua tote immaginaria come ti piacerebbe fosse la tua borsa, nessun limite alla fantasia, usa colori, scritte quello che vuoi e poi se ti va condividi sui tuoi social con l’hashtag #Imakemytote così potremmo vedere tutte le borse che la nostra fantasia ha creato!

 

Stampa il pdf printable qui: Imakemytote

Se invece non ti senti creativa ma vuoi lo stesso farti una coccola, per oggi e solo  fino alle 24h puoi utilizzare uno speciale sconto sul mio Etsyshop : utilizza il codice “8marzo” per acquistare borse a accessori per donne attive con uno sconto del 15%.

 

Aspetto di vedere i tuoi disegni, magari potrei realizzare proprio una delle tote che disegnerai tu!

 

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01 Mar La Professionalità vince SEMPRE

 

 

 

 

 

Io e mio marito abbiamo deciso che è ora di rinnovare la cameretta dei bambini, finché c’era la culla e il fasciatoio ci siamo arrangiati ma ora che i bimbi sono un pò più grandicelli vorremmo cercare di organizzare meglio gli spazi e renderla più fruibile.  Così da qualche settimana ci siamo messi alla ricerca di soluzioni e  idee e abbiamo cominciato  a visitare dei rivenditori per avere dei preventivi e delle proposte da valutare.

Abbiamo visitato 5 negozi fisici e  1 on line. Tre di questi propongono lo stesso marchio di camerette per cui ci è più facile fare anche i confronti. Ma voglio fare una riflessione indipendente dal discorso prezzo fine a se stesso.

Il risultato delle nostre visite/contatti è stato:

  • 2 negozi ci hanno fatto un preventivo a spanne, solo parlando, così buttando li un prezzo preso dal listino e tolto uno sconto non ben identificato con la calcolatrice.  RISULTATO: Si ho un’idea generale ma poi se torno questa potrebbe essere molto diversa perché non abbiamo preventivato/progettato nulla, nè valutato eventuali extra. Magari potrebbe anche essere più conveniente ma così facendo mi farebbe perdere tempo per una seconda visita. = Dubito che Torneremo

 

  • 1 negozio ci ha fatto un preventivo un pò più serio, almeno ho un foglio con qualche appunto in mano, si è preso il tempo per farlo e il tempo per spiegarci il tutto. RISULTATO: apprezzo lo sforzo  ma è stato pressante sul voler farci comprare subito e ci ha fatto vedere un catalogo del 2015. = Mi ha dato l’idea un pò di pressapochismo, e interessati solo alla vendita non tanto al customer care.

 

  • 1 negozio ci ha liquidato dicendo che o prendevamo la composizione così come era esposta nello show room o  sarebbe costata molto di più. ERRORE COMMESSO: perché ha deciso il prezzo per me? io non ho detto che budget avevo (e se fosse alto?) ma  come voglio la cameretta e vorrei un preventivo su misura. = Niente servizio al cliente Tailor made, nessuna proposta fa al caso nostro, e ci ha dato l’idea che non avessero voglia di farci un preventivo. Vendita Persa

 

  • Da un altro negozio consigliatoci da parenti, ci hanno fatto un preventivo senza nemmeno darci una spiegazione sulla struttura della cameretta, parlando solo di prezzo e urgenza dell’acquisto perché le loro offerte scadono fra due giorni. COMMENTO ma una fotocopia per il cliente perché non lasciarla magari elencato ciò che mi stai vendendo e le caratteristiche migliori?

 

  • 1 negozio ci ha fornito un disegno personalizzato della cameretta, con un preventivo su misura completo di dettagli con colori e forme disponibili e ha già fatto un Follow up al cliente.

 

Secondo voi se dovessi acquistare oggi la cameretta a chi mi rivolgerei?

Certo ammetto che il mio campione è esiguo, ma avere un servizio professionale solo dal 16% dei negozi interpellati fino ad oggi, è oltre che molto triste secondo me, sinonimo di non voler curare il proprio business, di non avere strategie o politiche mirate a costruire un marchio e una identità per il brand.

Mi sembra di incontrare molta gente improvvisata ma soprattutto poco formata, e quindi poco professionale sia come conoscenza del prodotto che come approccio al cliente (e io lo ammetto perché per molti anni ho fatto servizi al pubblico che non sia facile anzi non lo è) però ora sono diventata molto esigente nel valutare un servizio di qualità e professionale. Da cliente ammetto che se la scelta di acquistare ricade su uno piuttosto che un altro produttore/rivenditore è proprio in base al servizio che mi offre e come me lo offre. Un cartellino col nome del negozio/commessi, una maglietta uguale per tutti i consulenti,  una cartellina lasciata al cliente, sono investimenti di piccola entità per un business ma possono fare molta differenza nelle scelte del cliente.

Per questo ho scelto di voler fare la differenza agli occhi del mio cliente, nel mio business, perché alla mia professionalità tengo e voglio sia il segno distintivo nelle mie creazioni, Ho scelto di fare servizio tailor made, anche se è un processo lento e non sempre altamente remunerativo e ho scelto di dimostrare che faccio sul serio.

Propongo i miei accessori, le mie borse secondo il mio stile, ma insieme possiamo ri-disegnare il tutto e personalizzare ogni progetto come vuoi. Ti piace la forma ma non il colore? scrivimi, valutiamo insieme cosa posso fare insieme a te.

Perché secondo me la Professionalità vince sempre.

Oggi un post un pò anomalo, perché ti ho voluto parlare un pò di come la penso e di cosa voglio come cliente perchè sono i valori che cerco di trasmettere nel mio business, per raccontarti chi sono, come sono e cosa faccio.  Se vuoi sul mio shop www.katiafabricstudio.etsy.com puoi leggere anche i feedback lasciati dai clienti.

 

Aspetto di leggere le tue esperienze e commenti su cosa osservi e come valuti quando devi fare un acquisto e confrontare diversi servizi.

 

 

 

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22 Feb Segui sempre la tua strada e impara a cucire diritto.

 

 

 

 

Ti ricordi quel vecchio film del 1939 con Judy Garland, Il Mago di Oz? Dorothy doveva seguire il sentiero dorato che l’avrebbe condotta dal grande Mago di Oz per tornare a casa nel Kansas. Dorothy segui il sentiero, lungo il quale fece incontri magici, alcuni paurosi, ma trovò anche grandi amici, l’uomo di latta, lo spaventapasseri e il leone codardo. Dorothy segui la sua strada, anche nel magico regno di Oz rimase sempre lei una fiera ragazzina del Kansas e alla fine riuscì a tornare a casa.

 

Si è capito che amo i vecchi film? Si quelli che con zero effetti speciali ( e che oggi ci fanno sorridere) ma che tanto ci hanno fatto sognare, ridato fiducia e infuso di grandi eroi/ne che inseguivano i loro ideali?. Dici che sono una sognatrice? Forse un pò, e si ho sognato almeno venti volte di essere Rossella O’Hara almeno per un giorno. Mio marito mi dice che sono vecchia…:-)

Però io un vestito con le tende di Tara me lo cucirei ben volentieri, sarà per questo che ho voluto fare la scuola di moda e disegnare abiti? Tutta colpa di Via col Vento? Forse un pò si, tanto si sa l’imprinting che si ha durante l’infanzia, ci rimane anche da adulti, e io questo film l’ho visto per la prima volta a due anni. E io ho scelto di seguire la mia strada, il sentiero che mi avrebbe condotta al mio regno di Oz.  A volte affrontando le correnti, a volte entrando in vicoli ciechi, ma ogni volta che parlo con una cliente soddisfatta, ho capito che sono andata dritta e ho centrato il mio sentiero. Mattoncino dopo mattoncino come Dorothy.

 

E tu? Ti sei mai trovata a dover seguire una strada con molte insidie pur di arrivare al tuo regno di Oz?

 

Io credo di aver cominciato a scuola quando il primo semestre nelle lezioni teoriche riuscivo meglio che nelle pratiche. Cosa ho fatto? Ho mollato no! Ho continuati a seguire la mia strada e punto dopo punto ho raggiunto OZ. Molte volte incontro persone che mi dicono “io non so fare, ma mi piacerebbe imparare a cucire, ho la macchina della nonna ma non so usarla bene”. Prendi esempio da Dorothy, ha affrontato la strega dell’ovest pur di arrivare dove voleva, non ti farai spaventare da una cucitura diritta?

Intanto perché può essere utile per te imparare a cucire, perchè in tutto quello che fai ci deve essere un vantaggio per te:

  • per sopperire a piccoli inconvenienti (bottoni, strappi, scuciture) che si possono verificare
  • perché vuoi realizzare piccoli progetti DIY
  • per rinnovare l’arredo della casa o rimodernare alcuni capi che hai
  • per ritrovare la fiducia in te stessa appassionandoti a un hobby.

Se hai quindi un desiderio, la voglia di imparare qualcosa o sperimentare, allora io ti dico prova, fai come Dorothy e segui la strada.  Se ti va di provare ti lascio il link al mio  tutorial per principianti:

 

-Esercizio per la cucitura diritta. Clicca qui

Aprirai  la pagina dove troverai foto-spiegato un semplice esercizio da fare se sei alle prime armi e vuoi far crescere  la tua abilità con la macchina da cucire. Ti permette di imparare a fare cuciture diritte senza sforzo! Personalmente testato al primo anno dell’istituto per la moda,!

Fammi sapere se ti è utile, o cosa ti piacerebbe realizzare come primo progetto fai da te per il cucito. Sarò felice d creare nuovi tutorial per te!

Ci ritroviamo qui la settimana prossima, cominceremo il mese di marzo , mese in cui parleremo di primavera, novità, e colori e… prepara le matite!

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15 Feb Il panico della prima vendita…oltreoceano e consigli per non essere impreparati

Su cosa ho imparato fino ad oggi

 

Quando ho aperto il mio Etsy shop, nel 2011, non avevo idea del grande mondo che avrei scoperto. Avevo sentito parlare di Etsy, ma ancora in Italia era sconosciuto ai più, mentre conoscevamo già bene altre piattaforme di vendite varia. Ma Etsy era dedicato al “fatto a mano” all’artigianale”. In quel periodo io facevo handmade,  e in oltre non lavoravo perché in attesa del mio primo figlio.  Ho aperto e messo delle cosine in vendita, ricami, prodotti per bambini, qualche borsa, di tutto un pò insomma.

Devo ammettere che l’ho aperto un pò così senza avere una chiara idea di cosa fosse il branding e di come si costruisce una identità legata al marchio etc (tutte cose che oggi dopo anni e con tanto impegno e studio conosco almeno in parte). Ho fatto la cosiddetta “gavetta” imparando sul campo.

La prima vendita mi ha messo parecchia agitazione ma era in Italia e devo dire grazie a una attività di promozione interna ad etsy. per cui diciamo che mi ha emozionato ed agitato, e se ci ripenso ora, dopo tutto il lavoro sul branding, sul taget e sul cliente fatto, mi darei un pessimo voto.

Ma il panico mi prese qualche tempo più tardi quando arrivò la seconda vendita e la prima Oltreoceano. Tra l’altro la cliente mi chiedeva una personalizzazione alla borsa che avevo in vendita.

Da cosa derivavano le mie paure e la  mia agitazione? Panic, si si mi prese una sano e terrificante panico a stringermi le budella, per tanti motivi per i quali oggi posso dire, che gestire un’attività non è facile ma soprattutto bisogna essere preparati. Alcune delle cose che mi turbavano erano:

  • Comunicavo con la cliente in inglese, e sebbene io abbia una comprensione dello scritto discreta, alcuni termini tecnici o slang non li conosco per cui ogni volta per leggere i suoi messaggi impiegavo parecchio tempo per essere sicura di capire bene le sue richieste.
  • Avrei dovuto spedire in Texas, oh un bel viaggetto..e se non arrivava? e come sarebbe stato meglio confezionarlo?
  • La borsa era una creazione unica, in parte con tessuto nuovo in parte derivante da un progetto di up-cycled, e quindi non disponevo di molto materiale per fare le modifiche e si sa se sbagliavo qualcosa sarebbe stato un grosso problema.

 

Oggi ho imparato sul campo ad affrontare tutte queste “agitazioni” e soprattutto ho letto e studiato molto, non posso dire che  so tutto, anzi ancora c’è molto da imparare e mi sono iscritta anche al programma di Etsy Resolution che si sta svolgendo in questi giorni e che aiuta ad aprire uno shop su etsy, grazie a dei tutor che seguono chi vuole aprire lo shop e cominciare a vendere on line, perché sebbene io ormai abbia aperto da un pò qualche nuovo suggerimento può sempre arrivare. Dopotutto si sa non si finisce mai di imparare.

Se posso darti dei consigli oggi su come affrontare la vendita su un marketpalce come Etsy (ma che rimangono valide anche per altri marketplaces con piccole modifiche) sono sicuramente questi:

 

  • Naviga prima sulla piattaforma, vedi che genere di cose si vendono, come vengono presentate, cosa scrivono di loro i venditori e leggi bene le policies e il Manuale del venditore creato per risolvere i dubbi. Fatti un’idea generale di come può esserti utile un marketplace per creativi come Etsy, ALM o Amazon Handmade.
  • Se sei un artigiana o una creatrice e vuoi impostare il tuo lavoro su una vetrina come Etsy o gli altri, puoi leggere prima delle risorse utili a farti capire come impostare il tuo brand. Per questo ti suggerisco “Tutto fa branding di Gioia Gottini” un semplice e-book con tanti esercizi che ti fa ragionare sul tuo piccolo business e trovare il tuo perché fai quello che fai. Io l’ho scoperto solo l’anno scorso, ma è stato molto utile per fare un lavoro di restyling e impostazione del mio marchio, della mia impronta online.
  • Su Etsy, c’è una grande community e dei gruppi/ team di venditori che si aiutano e si promuovono a vicenda, in un team puoi trovare il supporto necessario  e fare networking per partecipare a iniziative per farti conoscere.
  • Se vuoi farti conoscere, oggi è molto utile avere anche un profilo nei social, perché ormai la comunicazione si è spostata anche su questi canali. Trova i social più adatti a te, al tuo cliente e a farti trovare. Per conoscere meglio e utilizzare IG ti posso consigliare un e-book di approfondimento molto utile: quello di Rita Mys.cottage.
  • Osserva, osserva e osserva cosa fanno gli altri, i tuoi cosiddetti concorrenti o le persone che da più tempo sono li. Non è per copiare ma per capire che errori commetti o cosa puoi migliorare, soprattutto nelle foto, che sono essenziali per vendere on line a distanza. Non preoccuparti, ognuno ha il suo stile e c’è spazio per tutti.
  • Non sentirti sola, ci sono molte risorse utili, e persone esperte che ti possono aiutare a fare altri piccoli aggiustamenti affinché la tua attività abbia successo, con corsi, consulenze e revisioni. (dalla commercialista, alla web designer, alla consulente di prodotto)

 

Ultimo, ma non meno importante secondo me, non avere fretta, e se vuoi cominciare sii sicura di avere un pò di cose pronte da proporre, con le foto, di aver già capito come poter spedire nel caso i tuoi acquirenti siano lontani da te, e non ultimo aver calcolato bene il valore del tuo lavoro. (leggi prezzi 🙂

Quello che mi sento di averti suggerito qui sopra è derivato dalla mia esperienza diretta e personale, sicuramente ci saranno anche altri suggerimenti validi che qui non metterò e che magari scoprirai tu e per questo torna a raccontameli nei commenti!

Ora se vuoi vedere i miei shop dove propongo le mie creazioni puoi cliccare qui e farti un’idea, ogni suggerimento è ben accetto!

Ti ringrazio dell’accoglienza riservata alla #KFSloveweek che si sta concludendo oggi  e  della partecipazione! Presto arriveranno nuove iniziative dove dovrai anche metterci del tuo!

 

 

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25 Jan Come essere Green in poche mosse

Quest’anno il colore dell’anno di Pantone è un verde chiaro, che loro chiamano Greenery. Che sia una scelta dai risvolti socio/psicologici, antropologici o che semplicemente si siano rifatti al nostro vecchio detto “Verde porta Speranza”?

Non so come la pensi Pantone, ma io sono un amante del verde in generale, dopotutto una versione del verde la vedete anche qui nel mio sito e fa parte della mia palette di colori. Io amo molti i colori legati alla terra, quindi i verdi che si rifanno al bosco, ai prati, le terre come il siena bruciato o le sfumature di ocra. Questo colore del 2017 è chiaro e brillante che mi piace un pò meno, ma vediamone le proprietà per capire come usarlo.

Nella cromoterapia, una pratica alternativa che fa uso dei colori come terapia in grado di stimolare il corpo e  ritrovare il  naturale equilibrio il verde è il colore  dell’armonia e della calma. Il verde infatti è il risultato dell’incontro di due dei colori primari giallo e blu, ed è il punto di equilibrio tra i colori caldi (giallo arancio rosso) e quelli freddi (violetto indaco blu).  Ora la cromoterapia ancora non è riconosciuta dalla comunità scientifica, in quanto nessuna pratica cromo-terapica è mai stata in grado di superare uno studio clinico. (cit- Wikipedia) però di certo alcuni colori stimolano più l’energia di altri.  Quello che a mio parere è vero è che su un prato verde a me viene una grande voglia di stendermi e rilassarmi. In primavera quando la terra ritorna verde, mi viene anche la voglia di stare fuori, passeggiare e godere della natura. Nell’arredamento viene infatti usato per ambienti living dove si vuole favorire il rilassamento o la concentrazione, come soggiorni o camere da letto.

Il verde nella moda è stato visto sempre come un colore difficile, soprattutto per gli abbinamenti, poco adatto alle bionde, per fortuna  gli stilisti di recente ci hanno regalato capi green che hanno finalmente sdoganato questo colore. Senza pensare alla storia del costume e dell’abbigliamento che ci riporta all’uso di questo colore nel passato basti citare per l’arte “Il ritratto degli Arnolfini” del fiammingo Jan ven Eyck esposto alla National Gallery di Londra che ne testimonia l’uso nel ‘400 o al cinema all’abito verde che Rossella cuce con le tende in “Via col Vento” il film vincitore del premio oscar del ’40.

Essere Green ha però anche oggi un altro significato, più sociologico e vuole dire rispettare la natura, evitare lo sfruttamento di foreste o coltivazioni. Significa evitare di inquinare, prediligere fibre naturali, coltivazioni bio, limitare l’uso di sostanze chimiche e ridurre il carico di rifiuti che emettiamo.  Come possiamo essere green nella vita di tutti i giorni in poche mosse?

  1. Quando facciamo la spesa portiamoci un sacchetto, è vero che oggi quelli che ci danno nei negozi sono quasi tutti compostabili e quindi si possono utilizzare per la raccolta differenziata, ma non sono molto resistenti (leggi spesa sparsa sul pianerottolo) per certi carichi e possono comunque finire in giro a inquinare o essere pericolosi per gli animali. Se anche tu ami o collezioni le totes e cerchi un sacchetto che sia resistente ma anche bello ti ricordo che molte delle mie shopper, sono ora in saldo a prezzi di liquidazione perchè sono le ultime, esaurite queste non verranno per ora riassortite. Ti lascio il link alla sezione dello shop clicca qui, accaparrati la tua!
  2. Quando siamo in vacanza o magari facciamo un pic nic, non abbandonare sacchetti di rifiuti in giro, pratica poco salubre per gli animali che se ne possono nutrire o che si possono soffocare con plastica o quant’altro.  Oltre che essere una pratica maleducata.
  3. Prediligiamo fibre naturali, come cotone, lino, lana, canapa, seta, di origine vegetale o animale, di coltivazioni certificate o bio. Oltre a limitare l’utilizzo della chimica, sono più confortevoli da indossare.
  4. Riduciamo gli sprechi, riutilizziamo tutto quello che possiamo, riadattiamo capi di abbigliamento o articoli ancora in buono stato. Ci sono gruppi sui social che promuovono lo scambio, la vendita di materiali che non vuoi più o che non ti servono, ma possono essere utili ad altre persone. Io faccio parte (avendo due bimbi che crescono in fretta) di alcuni dedicati agli articoli dei bambini, come seggiolini, carrozzine, lettini che si utilizzano per alcuni mesi e poi finiscono buttati seminuovi, in questo modo evito di conferire in discarica materiale che può essere ancora utilizzato. E ho spazio in casa yeah!
  5. Cerchiamo di fare acquisti local, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di verdura, o alimentari in genere mi piace sempre più acquistare dai produttori, perchè acquisto genuino, aiuto un coltivatore/allevatore, evito l’inquinamento dovuto al trasporto su gomma della merce. Certo non per tutto posso farlo, ma di certo anche una piccola parte mi rende più Green!
  6.  Riduciamo il materiale da imballaggio al supermercato, scegliendo prodotti alla spina (detersivi/cereali latte) o prodotti dei banchi serviti per esempio, evitando lo spreco di confezioni.

E tu ami il verde come colore e hai qualche pratica che metti in atto per essere più green? Nella tua vita o lavori  fai riferimento ai colori per aiutarti a superare certi momenti? Raccontami!

Ci rincontriamo la prossima settimana con il nuovo post in cui parleremo di personalizzazione, ti aspetto!

 

 

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12 Jan La rivoluzione della moda artigiana ti migliora la vita

 

Da alcuni anni il concetto di moda sostenibile e il concetto di etica nel tessile ha cominciato a farsi avanti e a diventare un argomento di primo piano per chi lavora nel mondo dell’abbigliamento più in generale. Alcuni anni fa studi e ricerche portarono alla luce che l’industria tessile era una delle più inquinanti e con un grande impatto nel sociale. Dopo tali mobilitazioni di associazioni ambientaliste e non solo, molte aziende e grandi marchi dell’abbigliamento hanno cominciato a introdurre nei loro protocolli di lavorazione migliorie tali da consentire una riduzione dell’inquinamento dovuto alle loro lavorazioni.

Io non voglio entrare nel merito di un argomento complesso e difficile, ma voglio fare alcune considerazioni sul perché la rivoluzione della moda e la scelta dell’artigianale ti migliora la vita direttamente e indirettamente:

 

  • Sostenibilità Ambientale   la produzione di  enormi quantità di capi d’abbigliamento e accessori, comportano un utilizzo di risorse come l’acqua ed energia durante la lavorazione che poi viene rilasciata e sprecata. Se scegli di comprare da un artigiano/artigiana che ha una piccola produzione, o che spesso lavora in proprio, ridurrai l’utilizzo e lo spreco di risorse utili al pianeta. Dopotutto sappiamo che l’energia e l’acqua non sono infinite…
  • Riduzione Sostante tossiche: è stato evidenziato come nell’industria tessile si usino sostanze e coloranti tossici per l’uomo o addirittura cancerogeni in caso di esposizione prolungata. Alcune Aziende si stanno mobilitando in questo senso e ne prendiamo atto, ma molti artigiani o piccole realtà hanno cominciato a utilizzare coloranti a basso impatto o a tinte naturali di origine vegetale. Quando compi una scelta di acquisto valuta anche tutto ciò al fine di ridurre nell’ambiente la presenza di queste sostante e tutelare la tua salute. Un artigiano di solito acquista un piccolo pezzo di stoffa, evita gli sprechi e quindi utilizza al meglio le risorse disponibili.
  • Sostenibilità Sociale: gran parte delle produzioni tessili a basso costo (ma non solo) impiegano manodopera femminile, minorile e anche maschile sottopagata e con pochissime tutele. Prendi una delle tue magliette e leggi l’etichetta scopri MADE in …. Troverai molta Cina, Bangladesh, India, Turchia etc. Se scegli di acquistare da un artigiano/a saprai che non stai sfruttando nessuno, perché l’artigiano  ti farà pagare un prezzo equo per le ore di lavorazione che ha impiegato a produrre per te la giacca, la borsa, le scarpe etc garantendogli una dignitosa sussistenza.  In ogni caso la fashion revolution vuole porre l’accento sulle le condizioni di lavoro in alcuni paesi, a tal proposito ti vorrei segnalare l’iniziativa “Who Made my Clothes” link qui  con la quale anche quest’anno ad aprile 2017 si vuole riportare all’attenzione di tutti  questo tema scottante della riduzione dello sfruttamento umano nella produzione tessile.

 

In sostanza quali sono quindi i vantaggi per te quando acquisti da piccoli produttori, artigiani makers e crafters:

  1. Sai cosa indossi e chi l’ha prodotto/confezionato, evitando di sfruttare o sottopagare un padre di famiglia, una vedova, un bambino.
  2. Hai contribuito a ridurre l’inquinamento, e lo sfruttamento di energie non rinnovabili, considera anche oltre a quanto detto sopra che  molte merci fanno lunghi viaggi intorno al pianeta prima di arrivare nei grandi stores che frequentiamo.
  3. Promuovi e sostieni il lavoro tradizionale, la tua comunità locale, la cultura artigianale.

 

Il mio suggerimento? Il mio invito quando fai un acquisto è quello di  Leggere sempre le etichette di quello che acquisti, per fare una  una scelta consapevole. Oltre a trovare la composizione di quel capo, troverai dove è stato confezionato e chiediti #whomademyclothes.  La consapevolezza ti aiuterà a fare scelte responsabili o almeno a essere più attento ai temi della sostenibilità. Scegli di acquistare anche da piccoli produttori, da realtà di sviluppo equo e solidale oppure da aziende di moda etica. Se anche solo una parte del tuo guardaroba sarà di provenienza artigianale avrai fatto un grande passo verso la riduzione degli sprechi e il miglioramento della vita di qualcuno.

Ci sono molti negozi sia nelle nostre città che online dove puoi scoprire come talentuosi makers e artigiani confezionano modelli unici, originali o decorino in modo naturale capi per offrirti la possibilità di combinare con stile il tuo outfit. I maggiori marketplace online sono Etsy.com, Alittlemarket.it, Dawanda e Amazon Handmade, solo per citarne alcuni, ma fai attenzione anche in questo caso, leggi il profilo del venditore, così ne conoscerai la storia e la sua esperienza e se vuoi contattalo, saprà sicuramente consigliarti nel tuo acquisto.

Vuoi raccontarmi come fai acquisti tu e se conosci qualche negozio etico o artigianle dove hai acquistato? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

 

 

 

 

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04 Jan Il potere di una Buona Parola

Quanto potere c’è in una buona parola?

Cit: Certo, le parole non sono azioni; ma qualche volta una buona parola vale quanto una buona azione. (Arturo Graf)

Buongiorno e Buon 2017! Con questa citazione voglio aprire oggi il mio anno e farti un mio personale augurio, quello di trovare la tua parola dell’anno. Cos’è la parola dell’anno?

La Parola dell’anno è la tua parola guida per il 2017, una parola che ti servirà da ispirazione, da guida, da sostegno e da ricerca. Questo sarà il mio secondo anno in cui ho trovato la mia parola dell’anno, ispirata dalle lezioni di coaching di Gioia Gottini.

L’anno scorso la mia parola dell’anno è stata RISCATTO, che io ho interpretato come riscatto dalla propria condizione, era il momento per venire fuori, per uscire dal guscio in cui mi trovavo, quello cioè di mamma full time per ritrovare un pò di me stessa e dire ecco ci sono anche io sono una persona! Ha funzionato? Si per un buon 80%. Perché non per tutto  mi chiederai? Allora non funziona? No, Funziona eccome, a condizione che  la parola dell’anno tu la porti sempre con te, deve ispirarti e deve guidarti nelle scelte, e io forse qualche volta  non me la sono ripetuta abbastanza, quindi mea culpa, la parola era ok, il mio impegno ha vacillato.

Quest’anno ho fatto di nuovo la ricerca della mia parola seguendo il minicorso in 5   giorni di Susanna Conway (in inglese) e con esso sono giunta a trovare la mia parola per il 2017 e cioè INCREMENTO. Non è stata una rivelazione ma lei ha cominciato a ronzarmi nella testa e a predominiare sulle altre candidate tanto che ho sentito che mi guidava verso di lei. Letteralmente Incremento significa  portare ad aumento, accrescimento, sviluppo e l’ho trovata azzeccata per ispirarmi e guidarmi. Ho scelto la scala come foto simbolo, perché io associo a incremento il salire piano piano un gradino alla volta per raggiungere i propri obiettivi.

La parola dell’anno ti aiuta e ti guida in tutti gli ambiti della tua vita, privato e del business. Incremento per me significa principalmente 3 cose:

  • Sviluppo nel business, nel 2016 ho dato un nuovo nome alla mia attività,  aperto il mio sito, il mio profilo IG, questo blog correlato e sono uscita dal guscio, ristrutturando e gettando le basi, ora è giunto il momento di sviluppare tutto ciò, con nuove idee, nuovi temi, nuove creazioni sartoriali e tanto lavoro di organizzazione per darti un prodotto sempre migliore e su misura per i tuoi bisogni. tutto ciò si tradurrà anche in incremento di clienti e quindi profitto, mi auguro.
  • Crescita personale, vorrei crescere a incrementare soprattutto in termini di qualità il tempo che dedico a me stessa e alla mia famiglia, con attività di self care per me e attività con del buon tempo passato insieme ai miei figli/partner. Più tempo da dedicare ala lavoro e alla famiglia?? Impossibile fare entrambe le cose? Non credo se ci si organizza bene, ci proverò. Intanto in questi primi giorni dell’anno ho cominciato a correre…si diciamo a cammicorrere,,,per incrementare lo sport che pratico e decrementare il mio sovrappeso.
  • Incremento delle mie conoscenze – networking – collaborazioni. Già dal 2016 ho iniziato alcune letture e corsi che mi stanno aiutando a proporti sempre nuovi contenuti, in maniera più bella e tante idee da condividere on te, ecco per il 2017 voglio ampliare tutto questo.

La cosa divertente è che con la tua parola dell’anno ci puoi giocare, scegliere di stamparla e appenderla al muro davanti la tua scrivania, inciderla su una collana e portarla sempre al collo, ripeterla  a mò di mantra quando sei di fronte un bivio e farti suggerire la direzione da prendere. Cosa devo scegliere? cosa mi porterà di più verso il mio Incremento? (sostituisci incremento con la tua parola) e divertiti con lei! Io ho preparato sul mio Pinterest una bacheca di ispirazione con la mia parola dell’anno, clicca qui e seguimi per avere sempre nuove ispirazioni dalle immagini sulle mie bacheche dedicate alla moda e ai temi stagionali durante l’anno.

Se la mia parola dell’anno ti ha incuriosito e vuoi trovare la tua, puoi farti aiutare da Susanna Conway con il suo minicorso in inglese , oppure in italiano lo fa Ilaria Ruggeri Personal Musa, vai al suo sito e scopri il suo pacchetto INCANTO in cui ti aiuta a trovare la tua parola ispirazionale per il 2017.

Invece se vuoi conoscere  le novità, avere gli sconti dedicati in anteprima iscriviti alla mia Newsletter mensile, solo una all’inizio del mese senza spam, ti ruba solo 5 minuti di lettura e hai i vantaggi esclusivi.

Voglio ricordarti anche che fino al 6 gennaio puoi usufruire dello sconto del 10% nel mio Etsy shop, in occasione dei SALDI d’inverno, basta che utilizzi il coupon code “2017SALE” al momento dell’acquisto. Affrettati dura solo pochi giorni, e puoi già pensare ai regali da fare durante l’anno.

 

 

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28 Dec E se la bilancia non contasse?

 

La nostra società ci ha condotti a giudicare le persone con  parametri legati alla realizzazione monetaria e del successo. Ma è poi così giusto? E se non raggiungiamo tutti gli obiettivi?

Cominciamo dalla scuola, veniamo giudicati con un voto, un numero che ci dice  9: bravo sei stato bravo, oppure 5: non ci siamo sei sotto la sufficienza. (L.Messi e M.Phelps, solo per citare due casi di bimbi che non avrebbero avuto futuro nella vita) Dietro a molti 5 però si nascondono sensibilità acute, doti che vanno oltre il saper fare l’esercizio dei compiti. Per fortuna esistono molti insegnanti illuminati che capiscono i propri allievi uno per uno e potenziano molte delle attitudini e delle meravigliose capacità dei nostri ragazzi. Auspichiamoci in futuro tanta meritocrazia.

E sa la bilancia che giudica le persone non contasse?

Siamo arrivati a chiudere il 2016, questo è l’ultimo post dell’anno, inutile dire che è tempo di bilanci e di formulare buoni propositi. Ma non voglio giudicarmi troppo in fretta solo leggendo i numeri, perché noi siamo anche anima, emozioni, relazioni e tutto questo influisce sul nostro modo di percepire e applicarci al nostro biz.

Il 2016 è stato come lo volevo, come me lo ero auspicato? NI, non tutto ha funzionato, come avrei voluto, ma non mi voglio giudicare solo con i numeri, voglio soppesare cosa ha funzionato e cosa no, per capire dove posso migliorare altrimenti finirei per essere stroncata subito.

Parto da cosa non ha funzionato al meglio:

  • Numero clienti/ordini inferiore al 2015, sebbene il fatturato sia più alto, quindi meno clienti ma ordini più consistenti. Bene, direi da un lato, ma devo lavorare sulla mia comunicazione per raggiungere più persone del mio target e ampliare il mio brand.
  • In alcuni periodi sono stata molto “lontana” dal biz, per vari motivi, (solo una per esempio 2 bimbi piccoli che reclamano attenzioni o altri impegni) mentre il business ha bisogno di costanti cure. Come si traduce? Maggiore programmazione e organizzazione, proprio di recente ho sperimentato come tutto questi faciliti il lavoro e non il contrario.
  • Presenza discontinua sul fronte networking. Per una timida come me non è facile, ma posso sopperire con una comunicazione visiva più marcata. E magari la presenza dal vivo è da rivedere.

Ora metto sul piatto della bilancia cosa invece ho fatto per me e per il mio biz :

  1. Ho focalizzato la mia volontà, sul far crescere il mio business e farne diventare un lavoro a tutto tondo.
  2. Ho iniziato a seguire una coach di personal branding, Gioia Gottini e le sue Mansardine dalla prima puntata, traendone consigli e ispirazione soprattutto organizzativa.
  3. Ho cambiato nome del mio brand, e quindi ho fatto nascere la versione pro di KatiaFabricStudio, più focalizzata su chi sono e cosa faccio.
  4. Sto seguendo la formazione della Colibrì Academy per gli artigiani che vogliano avere uno shop online.
  5. Sto studiando un nuovo canale che uso da qualche mese e che mi piace molto come sistema di comunicazione per creative e cioè Istagram, con l’e-book di Rita Bellati.
  6. Ho creato un mio sito, di presentazione e conoscenza per farvi vedere chi sono e cosa faccio, E’ stato un lavoro enorme, e mi è costata tanta fatica e  tempo (che come mamma full time è sempre tiranno) ma inutile dire che è anche una grande soddisfazione.

A questo punto posso tirare le somme, ho lavorato sodo, ho imparato e sto imparando a migliorarmi, direi che ho gettato un bel seme grande e spero che le radici che sono germogliate facciano crescere un bell’albero nel 2017 e di raccoglierne i frutti.

 

E tu hai voglia di dirmi come ti senti in questa fine 2016 e se vuoi fare un bilancio? Qui non ci sono piatti ne numeri, ma contano le emozioni, senti di aver fatto tanto tutto quello che potevi?? Commenta qui sotto se vuoi, sarò felice di sentire anche come è andata.

 

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