cucito creativo Archives - KatiaFabricStudio
70
archive,tag,tag-cucito-creativo,tag-70,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-9.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive

cucito creativo Tag

05 Jul Le stagioni e i ricordi…del mio primo telefono

 

Di stagioni, di simboli e di ricordi.

“Quando i telefoni cellulari cominciarono a essere di uso “comune” e “plebeo” anche io acquistai il mio primo “mobile”. Era la fine del ’98, verso Natale, era un Motorola, li vendevano in nero o grigio e a pensarci ora forse pesava 2 o 300 grammi. Un bel peso da tenere in borsa, ma all’inizio erano tutti così belli cicciotti,  fu il mio primo telefono, l’unico modello che potevo permettermi (lavoravo da poco) e ne ero felice. Rimase con me fino all’inizio del 2002 quando  acquistai quello che fu il mio grande amore dei cellulari; il Sony Ericsson T39,  Si poteva definire un “UFO” quando uscì sul mercato, era il primo modello con fotocamera, (non integrata, era una appendice da comprare a parte ed attaccare al telefono; non la comprai mai perché troppo costosa) e rimase con me per ben 9 anni (anche se accompagnato prima e soppiantato poi, da altri telefoni e alla fine era diventato solo un cellulare di scorta di una seconda sim). Eppure lui è stato in assoluto il cellulare di cui serbo il ricordo più tenero e al contempo appassionato, probabilmente perché lo associo al periodo della mia vita in cui ho dei ricordi vividi e piacevoli. Quel telefono lo acquistai in contemporanea ad una storia d’amore appassionata, ad un nuovo lavoro in cui misi l’anima, ai periodi delle feste e delle amicizie sincere. Forse alla fine era solo un banale telefono ma io gli riconoscei un amore spassionato e lo presi a simbolo per ricordare tutto questo.”

 

Perché misi tanta cura nel conservare quel telefonino? Forse per prolungare l’epoca che stavo vivendo, le emozioni e i sentimenti. Forse perché quando ti sudi le cose e riesci ad acquistarle con la fatica, le ami di più e poi perché mi piace aver cura delle cose, almeno di quelle di valore.

 

I nostri oggetti a volte diventano simboli, piccoli ex-voto o reliquie da conservare. Rappresentano una parte di noi stessi del nostro mondo e del nostro tempo.

 

Per questo mi piace aver cura delle mie cose, perché ;

  • mi sono costate fatica, per acquistarle o per costruirle
  • riconosco il valore intrinseco e quello che donano alla mia vita (penso agli strumenti di lavoro, come possono essere le macchine da cucire, le stampanti 3D, i programmi di grafica, i pc etc)
  • ne prolungo la vita, evito quindi di comprare sempre cose nuove, riciclando e quindi contribuendo al risparmio energetico
  • fanno rivivere in me le sensazioni e le emozioni legati a un momento a un periodo diventandone il simbolo

 

Ecco perché mi piace prendermi cura delle cose; per il mio telefono quando l’ho comprato un anno fa ho realizzato una cover per poterlo conservare e trasportare in sicurezza. Da quell’occasione è nata l’idea di realizzarne in tanti colori e finiture.  Se le vuoi vedere le puoi trovare qui: http://etsy.me/2upC2CJ

 

Come ti aiutano?

  • proteggono il telefono da graffi e polvere quando lo appoggi
  • hanno una taschina sul davanti per  trasportare  piccoli oggetti come gli auricolari  quando sei in viaggio o lo tieni in borsa
  • rendono il tuo telefono più “privato” agli occhi indiscreti ed attutiscono leggermente i bip della suoneria
  • li puoi personalizzare con i colori che preferisci abbinandoli al tuo stile e al tuo gusto

Li trovi nel mio shop http://bit.ly/KFSshop e utilizzando il codice sconto “20SALE” fino al 15 luglio li puoi avere scontati! Non perdere l’occasione!

Se sei in partenza per le vacanze ti auguro buon viaggio e aspetto di vedere tante belle immagini dei posti che visiterai, se invece rimani in città ti aspetto qui la settimana prossima, e non ti svelo ancora nulla sull’argomento!

 

 

 

 

 

Read More

03 May La mia borsa non è un porto di mare

 

“Accumulo e porto con me sempre tante cose che poi sparisce sempre tutto nel buco nero”.

Anche a te succede questo? La tua borsa è simile a un porto di mare? Dove arrivano, partono, si spostano, si mettono e si tolgono merci navi e persone?

 

La mia si, e io con due bambini da 5 anni a questa parte mi sono convertita alle maxi borse, per cui immagina cosa ci puoi trovare dentro. All’inizio quando il mio bimbo aveva pochi mesi, avevo preso l’abitudine di portarmi due borse una con i miei effetti personali e una in cui ci dovevo portare pure il latte, il biberon , il termos per l’acqua calda, ciuccio, pannolini, salviettine, un eventuale cambio, etc etc. Se sei mamma mi puoi capire. Ora che sono cresciuti devo comunque pensare all’acqua alla merenda, alla fame improvvisa ai ginocchi sbucciati…:-)

 

Ma anche la mia borsa “normale” non demorde mica sai…hai mai provato a svuotarla e mettere il contenuto sul tavolo? vuoi solo una parte di elenco delle cose che ho trovato io?

  • Portafoglio gonfio (non di soldi quelli non ci sono mai, ma ho ben, si le ho contate ho almeno 25 tessere fidelity dei vari negozi)
  • Telefono
  • Caramelline (non si sa mai l’alito..o un calo di zuccheri o la gola secca)
  • Set di ritocco per il make up (beh dai una incipriata nel pomeriggio può sempre servire)
  • una pochette per  giorni del ciclo
  • qualche moneta spicciola che a volte non metto nel portafoglio perché esco di corsa dal negozio e butto là.
  • il gettone per il carrello della spesa
  • la molletta per i capelli..a volte mi servisse
  • fazzoletti in svariato numero di pacchettini tutti rigorosamente iniziati e salviettine igienizzanti
  • una shopper leggera che tengo nel caso mi fermassi a fare delle spese non preventivate
  • bigliettini vari raccolti in giro o comunicazioni della scuola o penne e post it vari
  • varie ed eventuali stagionali…(occhiali da sole…sciarpina, berretto o fascia, crema per le mani….etc etc etcetera

 

Visto che ogni volta che cerco anche solo le chiavi è come cercare un ago in un pagliaio, mi  capitato solo qualche settimana fa di perderle. Panico più totale, era una giornata di pioggia e vento forte, e per fare prima quando ho portato i bimbi all’asilo e cercare di coprirli con l’ombrello e chiudere la macchina e attraversare la strada (si immagina la scena fantozziana) le ho messe in tasca, ma una tasca piccola e non chiusa bene e da li mi devono essere cadute. (poi fortunatamente ritrovate grazie a un signore gentilissimo qualche giorno dopo)

Per questo ho imparato a organizzare la mia borsa e ho deciso di utilizzare la tecnica  dei “compartimenti stagni” per usare un termine marinaresco. Ho deciso di organizzare la mia borsa e trovare per ogni cosa una soluzione. Tasche e taschine per gli oggetti piccoli, pochette e bustine per ogni settore. (uno per il makeup, uno per fazzoletti e salviette, una cover per il telefono che mi permetta di trovarlo e proteggerlo e così via…) Perché:

  1. Prima di tutto voglio risparmiare tempo, perché non ne ho mai abbastanza e comunque lo voglio impiegare in cose più piacevoli per me
  2. Perché mi piace avere il controllo sulle cose, o sentirmi sicura che mentre sono fuori sono in grado di far fronte alle piccole necessità come pulirmi le mani o soffiare il naso ai piccoli
  3. Per una questione di igiene e pulizia…pare che per esempio lo schermo del cellulare sia un vero ricettacolo di germi che poi spargiamo ovunque.
  4. Poi se cambio borsa basta che trasferisco la pochette che mi serve e faccio prima.

Io ho migliorato il mio rapporto con la paura di non essere pronta a far fronte alle mie necessità quando sono fuori, perché ora la mia borsa non è più un porto di mare. E poi è anche bellissimo tirare fuori una pochette colorata dalla borsa con quello che serve, è anche un modo discreto e personale. (tipo quando in ufficio devo andare in pausa e basta portare con te una di queste.

Mi piacerebbe conoscere anche il tuo rapporto con la borsa, la ami grande o piccola? e anche la tua somiglia a un porto di mare?

 

Read More

22 Mar Ti sei mai chiesta cos’è il giusto prezzo?

 

Parlando con alcune colleghe creatrici e sui forum dedicati, ho riscontrato che una delle obiezioni che spesso un cliente fa a un creativo/artigiano è relativa al prezzo.

 

  ” 19 euro per una pochette?” “20 euro per tre quaderni?” “E che ci vuole a farlo? MA è solo un disegno”

Questi sono solo alcuni degli esempi sui toni con cui a volte si svolgono le conversazioni clienti/espositori nei mercati o alle fiere. Premesso che è giusto esprimere liberamente ciò che si pensa, (evviva se possiamo farlo!) Vorrei spezzare una lancia in favore del Giusto prezzo, per far capire come valutare una creazione in modo da conoscere perché ha certo prezzo, affinché si sappia come scegliere e soprattutto apprezzare ciò che si sta acquistando.

 

L’abbondanza negli odierni megastores con materiali importati ci ha abituato ad avere in mente un prezzo di riferimento per ogni prodotto e nella nostra mente facciamo sempre parallelismi con il prodotto di riferimento confrontandone i prezzi. questo è il comportamento medio. C’è poi chi ama il fatto a mano e l’artigianato e chi non lo conosce affatto e quindi va in tal senso educato.

 

Impariamo oggi ad andare però al di là di questo meccanismo mentale e a valutare ogni singolo oggetto per quello che rappresenta. Quando io addetta ai lavori vedo un prodotto magari simile a quelli che faccio io, mi piace valutarne la fattura, apprezzarne le lavorazioni e i dettagli e conosco ciò che sta dietro. D’altro canto l’esperienza mi permette anche di valutare se un prodotto ritengo sia fatto bene o meno. (Si carino ma non foderato, pattern più semplice e non sartoriale..) Tutte conoscenze tecniche che mi permettono di valutarne il giusto prezzo. Ma non tutti siamo addetti ai lavori.

Oggi voglio aiutarti a riflettere su alcuni punti che ti permetteranno di fare le tue valutazioni. Per fare questo,  ti voglio raccontare un pò di come nasce l’idea di ogni mia creazione, che sia una borsa, una pochette, un astuccio o semplicemente un decoro per la casa.

Perché te lo voglio raccontare? Ho manie di grandezza o sono presa da un grande ego? No, anzi non mi piace apparire, ma mi piace entrare piano piano in contatto con le persone e creare una conoscenza profonda e degna di fiducia e per questo voglio farti entrare un pò nel mio mondo e in quello che amo fare per te e darti gli strumenti per comprenderlo.

Voglio farti vedere perché parlo di tradizione sartoriale quando spiego  le mie opere.  Beh se già non lo sai, o se ancora non hai letto la mia about page, ti dico che ho frequentato l’istituto per la moda e  il tessile ai tempi delle superiori con un vecchio ordinamento che ancora prevedeva molte ore di disegno, di modellistica e scienze applicate. In ogni mia creazione parto quindi dall’idea, e dall’esperienza acquisite parlando quindi di professionalità.

All’inizio mi viene un’idea o mi innamoro di un tessuto e mi immagino già un prodotto realizzato con lo stesso. Ne curo poi tutto il processo produttivo facendo tutte le lavorazioni necessarie.

  1. Il percorso per dar vita a una borsa o accessorio  ha dei punti che così posso riassumere:
  2. Disegno il prodotto così come lo immagino o lo vorrei vedere finito
  3. Ne studio la fattibilità pensando allo schema costruttivo e al pattern/cartamodello
  4. Se ritengo ci siano dei punti più ostici nella realizzazione, ne preparo un modello di carta per capire i passaggi della costruzione. Questo nei prototipi o pezzi unici come le borse più grandi.
  5. Passo al taglio del tessuto in tutte le sue componenti, esterno/interni/parti di supporto e preparo tutti ciò che compone la borsa e/o altro, quindi anche le fibbie/bottoni/cerniere ed etichette.
  6. Comincio a cucire la varie parti, preparando prima ogni passaggio che non sarebbe più possibile fare dopo, come per es. attaccare le etichette col marchio all’interno o le eventuali applicazioni.
  7. Quando il tutto è cucito a macchina alla fine rimane la parte da rifinire a mano, come la chiusura della fodera, il fissaggio dei fili  e la stiratura.

 

Naturalmente se è prevista la decorazione manuale come dipingere il tessuto vanno aggiunti, lavaggio, disegno, trasferimento disegno, pittura asciugatura e stiratura supplementari.

Come puoi vedere i vari step sono diversi, e non sono nemmeno pochi. Inoltre la differenza sostanziale tra il lavoro di un artigiano da quello della produzione di massa è che non faccio operazioni in serie e quindi tempi e costi si allungano perché ti stai chiedendo?

 

 

Ti faccio degli esempi:

  • Quando io cucio una pochette utilizzando una sola macchina da cucire di solito devo infilare/sfilare il filo ogni volta io devo cambiare colore, quindi se la stessa è per esempio bianca e blu dovrò cambiare più volte il filo a seconda del colore che devo utilizzare. Immagina in una una borsa di più colori o con inserti vari quante volte e quanto tempo impiego in questa operazione. Nella produzione di massa ogni operaio addetto alla macchina da cucire cuce migliaia di pezzi dello stesso colore perché fa un solo passaggio chi cuce la cerniera, chi il fondo, chi il manico etc.
  • La stessa riflessione vale per lavorazioni particolari e strumenti come i piedini della macchina da cucire. Per attaccare la zip, per fare le impunture, per la pelle servono piedini e aghi della macchina diversi da sostituire ogni volta.
  • Altri tipi di lavorazioni sono poi per esempio le stampe; nelle shoppers io non uso stampe ma sono  Dipinte a mano per cui devo preparare il tessuto, il colore e passare lo stesso a pennello e lasciar asciugare prima di finire.

Solo da questo ne puoi evincere che i tempi di realizzazione sono diversi e già qui c’è una prima spiegazione sui costi, io magari in un ora produco un astuccio, in un industria ne vengono prodotti almeno 1000.

Ma oltre ai costi di materiale, il prezzo è da anche dal tempo, dalla cura e soprattutto dall’amore che ogni artigiano mette nella sua opera d’arte dall’inizio alla fine. La sua missione è completa; inizia con la nascita dell’idea, la cresce e infine la affida a chi la saprà amare come lui.

Il messaggio che voglio far passare oggi è “Chiedersi chi è quella persona che c’è dietro ogni creazione, e quanto c’è di essa in quello che fa” .

Read More

01 Mar La Professionalità vince SEMPRE

 

 

 

 

 

Io e mio marito abbiamo deciso che è ora di rinnovare la cameretta dei bambini, finché c’era la culla e il fasciatoio ci siamo arrangiati ma ora che i bimbi sono un pò più grandicelli vorremmo cercare di organizzare meglio gli spazi e renderla più fruibile.  Così da qualche settimana ci siamo messi alla ricerca di soluzioni e  idee e abbiamo cominciato  a visitare dei rivenditori per avere dei preventivi e delle proposte da valutare.

Abbiamo visitato 5 negozi fisici e  1 on line. Tre di questi propongono lo stesso marchio di camerette per cui ci è più facile fare anche i confronti. Ma voglio fare una riflessione indipendente dal discorso prezzo fine a se stesso.

Il risultato delle nostre visite/contatti è stato:

  • 2 negozi ci hanno fatto un preventivo a spanne, solo parlando, così buttando li un prezzo preso dal listino e tolto uno sconto non ben identificato con la calcolatrice.  RISULTATO: Si ho un’idea generale ma poi se torno questa potrebbe essere molto diversa perché non abbiamo preventivato/progettato nulla, nè valutato eventuali extra. Magari potrebbe anche essere più conveniente ma così facendo mi farebbe perdere tempo per una seconda visita. = Dubito che Torneremo

 

  • 1 negozio ci ha fatto un preventivo un pò più serio, almeno ho un foglio con qualche appunto in mano, si è preso il tempo per farlo e il tempo per spiegarci il tutto. RISULTATO: apprezzo lo sforzo  ma è stato pressante sul voler farci comprare subito e ci ha fatto vedere un catalogo del 2015. = Mi ha dato l’idea un pò di pressapochismo, e interessati solo alla vendita non tanto al customer care.

 

  • 1 negozio ci ha liquidato dicendo che o prendevamo la composizione così come era esposta nello show room o  sarebbe costata molto di più. ERRORE COMMESSO: perché ha deciso il prezzo per me? io non ho detto che budget avevo (e se fosse alto?) ma  come voglio la cameretta e vorrei un preventivo su misura. = Niente servizio al cliente Tailor made, nessuna proposta fa al caso nostro, e ci ha dato l’idea che non avessero voglia di farci un preventivo. Vendita Persa

 

  • Da un altro negozio consigliatoci da parenti, ci hanno fatto un preventivo senza nemmeno darci una spiegazione sulla struttura della cameretta, parlando solo di prezzo e urgenza dell’acquisto perché le loro offerte scadono fra due giorni. COMMENTO ma una fotocopia per il cliente perché non lasciarla magari elencato ciò che mi stai vendendo e le caratteristiche migliori?

 

  • 1 negozio ci ha fornito un disegno personalizzato della cameretta, con un preventivo su misura completo di dettagli con colori e forme disponibili e ha già fatto un Follow up al cliente.

 

Secondo voi se dovessi acquistare oggi la cameretta a chi mi rivolgerei?

Certo ammetto che il mio campione è esiguo, ma avere un servizio professionale solo dal 16% dei negozi interpellati fino ad oggi, è oltre che molto triste secondo me, sinonimo di non voler curare il proprio business, di non avere strategie o politiche mirate a costruire un marchio e una identità per il brand.

Mi sembra di incontrare molta gente improvvisata ma soprattutto poco formata, e quindi poco professionale sia come conoscenza del prodotto che come approccio al cliente (e io lo ammetto perché per molti anni ho fatto servizi al pubblico che non sia facile anzi non lo è) però ora sono diventata molto esigente nel valutare un servizio di qualità e professionale. Da cliente ammetto che se la scelta di acquistare ricade su uno piuttosto che un altro produttore/rivenditore è proprio in base al servizio che mi offre e come me lo offre. Un cartellino col nome del negozio/commessi, una maglietta uguale per tutti i consulenti,  una cartellina lasciata al cliente, sono investimenti di piccola entità per un business ma possono fare molta differenza nelle scelte del cliente.

Per questo ho scelto di voler fare la differenza agli occhi del mio cliente, nel mio business, perché alla mia professionalità tengo e voglio sia il segno distintivo nelle mie creazioni, Ho scelto di fare servizio tailor made, anche se è un processo lento e non sempre altamente remunerativo e ho scelto di dimostrare che faccio sul serio.

Propongo i miei accessori, le mie borse secondo il mio stile, ma insieme possiamo ri-disegnare il tutto e personalizzare ogni progetto come vuoi. Ti piace la forma ma non il colore? scrivimi, valutiamo insieme cosa posso fare insieme a te.

Perché secondo me la Professionalità vince sempre.

Oggi un post un pò anomalo, perché ti ho voluto parlare un pò di come la penso e di cosa voglio come cliente perchè sono i valori che cerco di trasmettere nel mio business, per raccontarti chi sono, come sono e cosa faccio.  Se vuoi sul mio shop www.katiafabricstudio.etsy.com puoi leggere anche i feedback lasciati dai clienti.

 

Aspetto di leggere le tue esperienze e commenti su cosa osservi e come valuti quando devi fare un acquisto e confrontare diversi servizi.

 

 

 

Read More

22 Feb Segui sempre la tua strada e impara a cucire diritto.

 

 

 

 

Ti ricordi quel vecchio film del 1939 con Judy Garland, Il Mago di Oz? Dorothy doveva seguire il sentiero dorato che l’avrebbe condotta dal grande Mago di Oz per tornare a casa nel Kansas. Dorothy segui il sentiero, lungo il quale fece incontri magici, alcuni paurosi, ma trovò anche grandi amici, l’uomo di latta, lo spaventapasseri e il leone codardo. Dorothy segui la sua strada, anche nel magico regno di Oz rimase sempre lei una fiera ragazzina del Kansas e alla fine riuscì a tornare a casa.

 

Si è capito che amo i vecchi film? Si quelli che con zero effetti speciali ( e che oggi ci fanno sorridere) ma che tanto ci hanno fatto sognare, ridato fiducia e infuso di grandi eroi/ne che inseguivano i loro ideali?. Dici che sono una sognatrice? Forse un pò, e si ho sognato almeno venti volte di essere Rossella O’Hara almeno per un giorno. Mio marito mi dice che sono vecchia…:-)

Però io un vestito con le tende di Tara me lo cucirei ben volentieri, sarà per questo che ho voluto fare la scuola di moda e disegnare abiti? Tutta colpa di Via col Vento? Forse un pò si, tanto si sa l’imprinting che si ha durante l’infanzia, ci rimane anche da adulti, e io questo film l’ho visto per la prima volta a due anni. E io ho scelto di seguire la mia strada, il sentiero che mi avrebbe condotta al mio regno di Oz.  A volte affrontando le correnti, a volte entrando in vicoli ciechi, ma ogni volta che parlo con una cliente soddisfatta, ho capito che sono andata dritta e ho centrato il mio sentiero. Mattoncino dopo mattoncino come Dorothy.

 

E tu? Ti sei mai trovata a dover seguire una strada con molte insidie pur di arrivare al tuo regno di Oz?

 

Io credo di aver cominciato a scuola quando il primo semestre nelle lezioni teoriche riuscivo meglio che nelle pratiche. Cosa ho fatto? Ho mollato no! Ho continuati a seguire la mia strada e punto dopo punto ho raggiunto OZ. Molte volte incontro persone che mi dicono “io non so fare, ma mi piacerebbe imparare a cucire, ho la macchina della nonna ma non so usarla bene”. Prendi esempio da Dorothy, ha affrontato la strega dell’ovest pur di arrivare dove voleva, non ti farai spaventare da una cucitura diritta?

Intanto perché può essere utile per te imparare a cucire, perchè in tutto quello che fai ci deve essere un vantaggio per te:

  • per sopperire a piccoli inconvenienti (bottoni, strappi, scuciture) che si possono verificare
  • perché vuoi realizzare piccoli progetti DIY
  • per rinnovare l’arredo della casa o rimodernare alcuni capi che hai
  • per ritrovare la fiducia in te stessa appassionandoti a un hobby.

Se hai quindi un desiderio, la voglia di imparare qualcosa o sperimentare, allora io ti dico prova, fai come Dorothy e segui la strada.  Se ti va di provare ti lascio il link al mio  tutorial per principianti:

 

-Esercizio per la cucitura diritta. Clicca qui

Aprirai  la pagina dove troverai foto-spiegato un semplice esercizio da fare se sei alle prime armi e vuoi far crescere  la tua abilità con la macchina da cucire. Ti permette di imparare a fare cuciture diritte senza sforzo! Personalmente testato al primo anno dell’istituto per la moda,!

Fammi sapere se ti è utile, o cosa ti piacerebbe realizzare come primo progetto fai da te per il cucito. Sarò felice d creare nuovi tutorial per te!

Ci ritroviamo qui la settimana prossima, cominceremo il mese di marzo , mese in cui parleremo di primavera, novità, e colori e… prepara le matite!

Read More

15 Feb Il panico della prima vendita…oltreoceano e consigli per non essere impreparati

Su cosa ho imparato fino ad oggi

 

Quando ho aperto il mio Etsy shop, nel 2011, non avevo idea del grande mondo che avrei scoperto. Avevo sentito parlare di Etsy, ma ancora in Italia era sconosciuto ai più, mentre conoscevamo già bene altre piattaforme di vendite varia. Ma Etsy era dedicato al “fatto a mano” all’artigianale”. In quel periodo io facevo handmade,  e in oltre non lavoravo perché in attesa del mio primo figlio.  Ho aperto e messo delle cosine in vendita, ricami, prodotti per bambini, qualche borsa, di tutto un pò insomma.

Devo ammettere che l’ho aperto un pò così senza avere una chiara idea di cosa fosse il branding e di come si costruisce una identità legata al marchio etc (tutte cose che oggi dopo anni e con tanto impegno e studio conosco almeno in parte). Ho fatto la cosiddetta “gavetta” imparando sul campo.

La prima vendita mi ha messo parecchia agitazione ma era in Italia e devo dire grazie a una attività di promozione interna ad etsy. per cui diciamo che mi ha emozionato ed agitato, e se ci ripenso ora, dopo tutto il lavoro sul branding, sul taget e sul cliente fatto, mi darei un pessimo voto.

Ma il panico mi prese qualche tempo più tardi quando arrivò la seconda vendita e la prima Oltreoceano. Tra l’altro la cliente mi chiedeva una personalizzazione alla borsa che avevo in vendita.

Da cosa derivavano le mie paure e la  mia agitazione? Panic, si si mi prese una sano e terrificante panico a stringermi le budella, per tanti motivi per i quali oggi posso dire, che gestire un’attività non è facile ma soprattutto bisogna essere preparati. Alcune delle cose che mi turbavano erano:

  • Comunicavo con la cliente in inglese, e sebbene io abbia una comprensione dello scritto discreta, alcuni termini tecnici o slang non li conosco per cui ogni volta per leggere i suoi messaggi impiegavo parecchio tempo per essere sicura di capire bene le sue richieste.
  • Avrei dovuto spedire in Texas, oh un bel viaggetto..e se non arrivava? e come sarebbe stato meglio confezionarlo?
  • La borsa era una creazione unica, in parte con tessuto nuovo in parte derivante da un progetto di up-cycled, e quindi non disponevo di molto materiale per fare le modifiche e si sa se sbagliavo qualcosa sarebbe stato un grosso problema.

 

Oggi ho imparato sul campo ad affrontare tutte queste “agitazioni” e soprattutto ho letto e studiato molto, non posso dire che  so tutto, anzi ancora c’è molto da imparare e mi sono iscritta anche al programma di Etsy Resolution che si sta svolgendo in questi giorni e che aiuta ad aprire uno shop su etsy, grazie a dei tutor che seguono chi vuole aprire lo shop e cominciare a vendere on line, perché sebbene io ormai abbia aperto da un pò qualche nuovo suggerimento può sempre arrivare. Dopotutto si sa non si finisce mai di imparare.

Se posso darti dei consigli oggi su come affrontare la vendita su un marketpalce come Etsy (ma che rimangono valide anche per altri marketplaces con piccole modifiche) sono sicuramente questi:

 

  • Naviga prima sulla piattaforma, vedi che genere di cose si vendono, come vengono presentate, cosa scrivono di loro i venditori e leggi bene le policies e il Manuale del venditore creato per risolvere i dubbi. Fatti un’idea generale di come può esserti utile un marketplace per creativi come Etsy, ALM o Amazon Handmade.
  • Se sei un artigiana o una creatrice e vuoi impostare il tuo lavoro su una vetrina come Etsy o gli altri, puoi leggere prima delle risorse utili a farti capire come impostare il tuo brand. Per questo ti suggerisco “Tutto fa branding di Gioia Gottini” un semplice e-book con tanti esercizi che ti fa ragionare sul tuo piccolo business e trovare il tuo perché fai quello che fai. Io l’ho scoperto solo l’anno scorso, ma è stato molto utile per fare un lavoro di restyling e impostazione del mio marchio, della mia impronta online.
  • Su Etsy, c’è una grande community e dei gruppi/ team di venditori che si aiutano e si promuovono a vicenda, in un team puoi trovare il supporto necessario  e fare networking per partecipare a iniziative per farti conoscere.
  • Se vuoi farti conoscere, oggi è molto utile avere anche un profilo nei social, perché ormai la comunicazione si è spostata anche su questi canali. Trova i social più adatti a te, al tuo cliente e a farti trovare. Per conoscere meglio e utilizzare IG ti posso consigliare un e-book di approfondimento molto utile: quello di Rita Mys.cottage.
  • Osserva, osserva e osserva cosa fanno gli altri, i tuoi cosiddetti concorrenti o le persone che da più tempo sono li. Non è per copiare ma per capire che errori commetti o cosa puoi migliorare, soprattutto nelle foto, che sono essenziali per vendere on line a distanza. Non preoccuparti, ognuno ha il suo stile e c’è spazio per tutti.
  • Non sentirti sola, ci sono molte risorse utili, e persone esperte che ti possono aiutare a fare altri piccoli aggiustamenti affinché la tua attività abbia successo, con corsi, consulenze e revisioni. (dalla commercialista, alla web designer, alla consulente di prodotto)

 

Ultimo, ma non meno importante secondo me, non avere fretta, e se vuoi cominciare sii sicura di avere un pò di cose pronte da proporre, con le foto, di aver già capito come poter spedire nel caso i tuoi acquirenti siano lontani da te, e non ultimo aver calcolato bene il valore del tuo lavoro. (leggi prezzi 🙂

Quello che mi sento di averti suggerito qui sopra è derivato dalla mia esperienza diretta e personale, sicuramente ci saranno anche altri suggerimenti validi che qui non metterò e che magari scoprirai tu e per questo torna a raccontameli nei commenti!

Ora se vuoi vedere i miei shop dove propongo le mie creazioni puoi cliccare qui e farti un’idea, ogni suggerimento è ben accetto!

Ti ringrazio dell’accoglienza riservata alla #KFSloveweek che si sta concludendo oggi  e  della partecipazione! Presto arriveranno nuove iniziative dove dovrai anche metterci del tuo!

 

 

Read More

01 Feb Globalizzare o Personalizzare?

 

 

Lo sentiamo sempre più spesso che siamo nell’epoca della “globalizzazione” e, aggiungo io, della contaminazione.

Fino a qualche anno fa, forse anche un paio di decenni o  più, nelle nostre  città non esistevano così tanti ristoranti etnici, non avevamo così tante catene di negozi, non eravamo sempre connessi da sapere cosa succedesse in ogni parte del mondo a seguire le mode del momento. Oggi con la globalizzazione e la libera circolazione possiamo cambiare cucina tutte le sere, alla scoperta di nuovi sapori, nuove ricette e nuovi profumi. Oppure possiamo acquistare la stessa maglietta che la nostra amica siciliana che studia a Milano ha comprato nel franchising sotto casa. Un bene o un male?

Se ne potrebbe discutere all’infinito, sia sui pro che sui contro, di tale fenomeno, possiamo sicuramente trovare aspetti meravigliosi in tutto ciò e cose che contemporaneamente ci riempiono di tristezza infinita. Il bello è poter acquistare vicino casa da marchi di catena o poter mangiare sushi senza volare per forza in Giappone. Il brutto del rovescio di questa medaglia è che piccole botteghe antiche o storiche  chiudono perché non possono reggere il confronto con un merchandising agguerrito e sempre nuovo. Impotenti contro  la popolarità nazionale dei franchising per loro che magari sono “appena” il top nel quartiere o in città.

In tutto questo non ci sono vincitori, ma è curioso come a mio avviso la globalizzazione aumenti la personalizzazione. Mi spiego meglio, io sono molto contenta  quando apre un nuovo negozio in città e dico: – che bello anche qui sta per arrivare “tizio” o  “caio”!. Questo perché come spesso succede la catena si conosce già e non si vede l’ora che apra anche vicino casa  per non sentirsi privati di una ricchezza che gli altri hanno. D’altro canto questa sicurezza di dire, si se mi serve la trovo lì, mi crea un senso di vuoto quando penso che devo “personalizzare” o devo fare un regalo perché questa cosa già ce l’avrà, o tanto sarà uguale alla sua, o la può trovare ovunque.

Si perché diciamocelo più siamo globalizzati e tutti uguali, più io sento il bisogno di distinguermi, di tirare fuori la mia individualità. Se ho bisogno di soddisfare un mio bisogno o trovare cose di mio gusto spesso non posso rivolgermi ai prodotti globalizzati. (niente paura  non vado in giro col calesse al posto dell’auto per distinguermi).

Questa esigenza è diventata per me sempre più “sentita” dopo la nascita dei miei bimbi, perché mi chiederai tu? Perché nel periodo della gravidanza e nei primi anni di vita di un bambino, il tuo corpo cambia, cambiano le tue abitudini, hai meno tempo per te stessa, sei sottoposta a un bombardamenti di emozioni e sentimenti e fatiche, si diciamolo fatiche, e tu alla fine non sei più quella di prima.  Il tuo ruolo cambia, ora sei una mamma, sei sempre una donna, ma magari non esci più a fare serata dall’aperitivo a notte inoltrata, ma scegli  locali o eventi target famiglia. Nulla di male, ma la tua identità va recuperata. Per me è stato così, e per questo ora per ridarmi una mia identità non mi accontento più di vestire, acquistare o semplicemente leggere quello che fanno tutti. Mi piace sempre più qualcosa di personalizzato che mi faccia dire è solo mio, per me, per le mie esigenze. Per questo l’artigianato è diventato per me importante, il recupero del fatto a mano, e del contatto con i creativi soddisfa questo mia ricerca di personalità.

Perché l‘artigianato e il fatto a mano può aiutarti a esprimere la tua individualità? Ecco 5 buoni motivi per ricorrere a lui nell’epoca della globalizzazione.

  1.  Quando vuoi fare un regalo, e vuoi che questo simboleggi una parte di te. (es: un ricamo o una incisione di una “tua” parola)
  2.  Vuoi soddisfare i gusti di una persona quando devi fargli un regalo? (es: farti fare una maglietta con un disegno scelto da te)
  3.  Hai bisogno di creare qualcosa su misura, nella taglia, nel colore, nella dimensione o nella finitura. (es una finestra in ferro battuto dalle dimensioni non standard)
  4.  Sei allergica e hai bisogni di trattamenti naturali (come ad es: le tinture vegetali dei filati o dei tessuti.)
  5. Perché sei stanca di essere come tutti gli altri, e ti piace dire questo è solo mio, fatto per me.

Poter personalizzare quando acquisti è un valore aggiunto molto forte, che solo con il fatto a mano e l’artigianato puoi soddisfare. 

Le mie clienti più entusiaste sono state proprio coloro che mi avevano chiesto una personalizzazione; le bomboniere ricamate con il nome della la nipote, una borsa con i colori preferiti, sono alcuni esempi.

Rimaniamo sempre  in un epoca di globalizzazione, e io continuo lo stesso ad acquistare anche da catene & co, ma sempre di meno, cerco di scovare sempre cose nuove che non trovo nei negozi. Mi piace poter dire: questo lo faccio io per me e per tutte le donne che lo vorranno, che meritano di essere uniche e che apprezzano  essere originali ritornando a personalizzare e ad esprimersi. Questa forza, questa voglia di ritornare a non essere tutti uguali è la leva che ogni giorno mi spinge a creare, borse, magliette e accessori di uso comune, ma dallo stile personale per ritrovare  la mia identità.

Quali sono le cose che apprezzi di più e quelle che ami di meno di quest’epoca di globalizzazione?

Torna a leggermi la settimana prossima nella settimana di S.Valentino che parleremo  …d’amore ma in modo non scontato e ci sarà una bella iniziativa a cui partecipare. Ti aspetto!

 

Read More

19 Oct Un metodo semplice per organizzare la tua borsa

woman bag

 

Mio marito dice sempre che l’ultima cosa che vorrebbe fare è cercare qualcosa nella mia borsa perchè potrebbe non uscire più per mesi…Scherzi a parte, donne confessate…chi non ha una borsa piena zeppa di cose e se ne cerca una deve rovesciarla di brutto?

Facciamo un piccolo esempio di cosa mediamente contiene la borsa di una donna:

Portafoglio bello gonfio di tessere…e pochi soldi, Cellulare e/o altre device, Fazzolettini, Caramelle, Chiavi, Pezzi vari di makeup, Salvaslip, penna, carta, crema per le mani, acqua, shopper multiuso per la spesa, bollette o varie da pagare in scadenza così se si passa davanti alla posta o la ricetta per ritirare in farmacia.

Aggiungiamo che sia pure mamma:

Biberon/Borraccia per i bimbi, Merende varie e snacks, Biancheria di ricambio, Giochini vari, Salviette e/o pannolini…

Mettiamo anche che sia una donna previdente o faccia lunghi tragitti:

Un collant di ricambio, non si sa mai in ufficio si smagliasse la calza….e un’aspirina per mal di testa improvvisi, gli auricolari e magari un libro da leggere oppure l’ombrello.

Bene a questo punto abbiamo un baule…io almeno viaggio mediamente con tutte queste cose (tranne il collant lo confesso perchè le occasioni in cui lo porto sono molto poche) Dimentico qualcosa? Vuoi aggiungere altro?

Sapete quanto tempo impiega una donna a trovare una penna in borsa? 15 sec, vi sembra poco? tanto? io ho trovato il mio personale metodo, perchè viaggio sempre con delle belle totes grandi proprio per poter portare tutto di cui sopra, ma ho imparato a suddividerlo per evitare ansie inutili. Ecco i miei quttro consigli utili per organizzare la borsa e non perdere più nulla.

  • Scelgo borse multitasca dentro o fuori non importa, e nelle tasche tengo chiavi, caramelle, penne e in generale le piccole cose.
  • Proteggo oggetti delicati come il telefono con le giuste cover per evitare graffi e piccoli urti.
  • Uso pochette e cases per suddividere i vari contenuti; una per il make up, una per salvaslip e creme, una per medicinali.
  • i documenti vari e in genere la carta le tengo in buste trasparenti, quelle dei raccoglitori per capirci così non perdo nulla e si stropicciano di meno

 

Questo è un semplice metodo, che non tutti usano, ma che mi permette di avere una borsa in ordine e quindi:

  • risparmiare tempo nel cercare le cose
  • rispondere al telefono  o ai bisogni dei bambini evitando attese e pianti
  • non essere imbarazzata perchè dalla borsa non fuoriescono più “calzini sporchi” o altro.

Se ti piace l’idea di avere delle pochette che ti aiutano a contenere tutto e sono anche belle da vedere e da utilizzare come minibag, dai uno’occhiata alla mia gallery Bag & Co su questo sito, cliccando qui.

Puoi trovare tutte le mie ultime bustine e pochette ideali da tenere in borsetta, inoltre sono comodissime nella pausa caffè quando esci e ti porti solo cellulare e chiavetta o monetine con te, puoi vederne in anteprima anche quelle che ancora non trovi nello shop. Inoltre ti ricordo che per tutti gli ordini il packaging natalizio è compreso!

Piccola anticipazione per il prossimo post del mercoledi;  concluderemo il mese di ottobre e il suo argomento “Organizzazione”, passando attraverso Halloween a novembre. Ti aspetto!!

 

Read More

27 Sep Nella vita serve organizzazione….è vero?

 yarn-1156523_1280colorful-1665006_1280

Si dice comunemente che nella vita serva organizzazione, è vero? E tu come la pensi?

Diciamo che sicuramente non siamo tutti uguali,  intendiamoci c’è chi organizza, prende appunti, cataloga, suddivide la pagina dell’agenda in minuti per poi occuparli tutti e rimanere in “panne” quando rimane uno spazio vuoto e scatta l’urlo “E ora come faccio?”.

E poi ci sono quelli, potremmo chiamarli neo-neoromantici che invece non organizzano proprio nulla, nemmeno la lista della spesa, si improvvisa, si vive l’attimo, fanno una cosa per volta quella che deve essere fatta in quel momento e stop, non fissa appuntamenti (se non con il dottore…perchè obbligato) e vive benissimo.

Pensate che uno sia migliore dell’altro? Secondo me no, e come in molte cose, il buonsenso e la giusta misura sono la chiave per il buon vivere.

Io sono un buon 60% della prima opzione, mi piace essere organizzata e avere il controllo…(io la lista della spesa la faccio eccome, sfogliando i volantini e a volte addirittura con i prezzi scritti a fianco….) Sono maniacalmente disturbata? forse un pò, ma poi finisco sempre che oltre alla lista compro sempre dell’altro, perchè “colgo l’attimo”, mi viene un’ispirazione lì in mezzo agli scaffali un’idea per cucinare qualcosa di nuovo, o mi ricordo che ho finito il sapone  e allora improvviso, esco dagli schemi e l’organizzazione viene meno.   Poi diciamo che ho anche un 40% di donna non organizzata in me che, bilancia, compensa e sostiene che non si può organizzare tutto per vivere con allegria e spensieratezza ciò che ci succede.

Ci sono dei campi in cui però è meglio organizzare perchè questo ti aiuta a lavorare meglio, ad avere maggiore produttività e quindi a risparmiare tempo, denaro e raggiungere degli obiettivi.

Mi sono resa conto che nel mio business non ero per nulla organizzata, facevo poco, o meglio facevo quando dovevo perchè non seguivo un “business plan” ritrovandomi a lavorare 12 ore la domenica per finire un ordine. No così mi sono detta non va bene, seguendo poi anche i consigli di Gioia Gottini mi sono resa conto che un vero biz ha bisogno di un  di pianificazione per funzionare bene.

In questo periodo sto quindi imparando, non ho ancora raggiunto il livello di organizzazione per gestire meglio i flussi ma ho fatto piccoli passi in avanti, ecco per cui i miei consigli per aiutarti in questa fase difficile del:  “si beh e da dove comincio?”con me hanno funzionato, provali anche tu!

  • aiutati con un supporto, cartaceo o no decidilo tu, io ho comprato un’agenda 16 mesi e sto cominciando a programmarmi le settimane, mi segno cosa voglio o devo fare in quel giorno e mi impongo di rispettarlo. Credetemi  funziona, perchè verba volant scripta manent e vedere nero su bianco cosa dovevi fare e non hai fatto….ti aiuta a non procrastinare ulteriormente. Certo non sempre si riesce a rispettare la lista per tanti motivi ma la si aggiorna e la si porta avanti. Depennare è una grande soddisfazione!
  • cerco di raggruppare per tipologia le cose da fare. Se per esempio devo fare delle foto alle nuove creazioni cerco di raggrupparne almeno 3 o 4 nsieme in modo da dedicare una fascia di tempo solo a quello, questo mi evita di perdere tempo, facendo le foto, scaricarle, editarle ogni singola volta. Le faccio, le salvo e poi sono disponibili quando voglio. E se per caso un giorno piove ho le foto già nell’hard disk.
  • Cerco di lavorare materiali o modelli simili insieme, oltre a creare minicollezioni belle da presentare, mi aiuta a ottimizzare la spesa, approfittare di sconti e quindi a calcolare meglio i prezzi per me e il cliente.
  • Faccio una lista del materiale che mi serve prima per ogni collezione. Se ho pensato di fare 4 pochette, 2 totes e 2 zaini mi segno il materiale che mi serve e non ho in casa, così dedico una mezza giornata al giro fornitori e poi ho tutto pronto per cominciare e impiego delle giornate solo per creare.

Sono piccole cose ma vi assicuro che nel mio piccolo hanno già cominciato ad aiutarmi, in questi giorni per esempio non posso usare l’elettricità  (per non sovraccaricare la rete utilizzata da operai che ho in cortile per dei lavori) Quindi niente maccina da cucire o ferro etc e non sto producendo, ma l’aver “organizzato” prima alcuni lavori mi permette ora di proporvi comunque la nuova linea di pochette  per l’autunno e quindi a non farmi prendere dall’ansia oddio adesso come faccio.?!

Per alcune cose ho ancora parecchio da lavorare..non si impara tutto da un giorno all’altro, e tu? Rinvii o pianifichi?

Aspetto i tuoi consigli nei commenti, e se nel frattempo pensi di cominciare a organizzarti, e vuoi cominciare dalla tua borsetta…si lo so come è la borsa di una donna…ti consiglio di dare un’occhiata alle mie nuove  “organicase” piccole miniborsette che puoi usare come portafoglio, portacellulare, make up bag, o austiccio per non perdere nulla e trovare subito tutto ciò che ti occorre. Vedile  cliccando qui.

 

,

 

Read More