Textures Archives - KatiaFabricStudio
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Textures

24 May Dietro le quinte di una maglietta

 

La maglietta o Tshirt (sapete perchè si chiama così?) è il capo basic che tutti abbiamo nell’armadio e che usiamo in molte occasioni e outfit diversi. Regina dell’estate quando l’abbiniamo a pantaloncini o gonne corte, non si ripone mai perché serve anche per l’allenamento in palestra durante l’inverno, per dormire tutto l’anno, o come nel caso

L’idea di fare delle magliette personalizzate, Tshirts con dei miei disegni, mi è venuta alcuni anni fa, ma dovetti rinunciare all’idea perché troppo onerosa. La stamperia, per ottimizzare i costi giustamente chiede un buon numero di stampe da un disegno e io non potevo partire con una produzione in grande.

Però non ho abbandonato l’idea, che anzi ha continuato a ronzarmi in testa, e  ho continuato a pensare a questa idea e a sperimentare.  Ho acquistato i colori per tessuti, i quali una volta asciutti si fissano al tessuto e resistono ai lavaggi.  E ho acquistato delle magliette neutre per provare a realizzare  i miei disegni.

 

Da alcuni anni ho realizzato la mie prime due magliette, una bianca e una gialla che ancora possiedo ma che cominciano a dare segni di usura..e indosso oramai solo per stare in libertà a casa. Ma non ti dico la soddisfazione di averle ancora.

Ti starai chiedendo perché fare delle magliette, di cui il mercato è saturo? E perché quando potresti acquistare una maglietta già bella che decorata anche per pochi euro?

  • Il mercato è pieno, ma non non c’erano negozi on e off line di handmade con magliette illustrate con fashion design come le mie. e in ogni caso ogni disegnatore di moda ha un suo stile personale per cui non sarebbe mai uguale.
  • Perché posso rappresentare ciò che mi/ti piace, o una tua passione. Come nel caso della maglietta con figurino a ballerina. o quella con i fenicotteri.
  • Lascia ampio campo alle personalizzazioni, nei colori  del figurino così si possono abbinare ai capi che già hai (pantaloni/gonne o cardigan) e puoi esprimere te stessa attraverso il tuo colore preferito.
  • Sono un regalo perfetto per un compleanno, un’amica, una damigella o una sposa o mamma/figlia. Non troppo impegnativo, utile ma soprattutto fatto pensando alla persona.

 

Non sono una ritrattista, come disegnatrice di moda ho il mio stile e le mie figure sono rappresentate come bozzetti di moda, allungate, in posa come se stessero sulla passerella, la maggior parte delle volte senza volto, ma come nelle ultime che ho realizzato mi è stata chiesta un personalizzazione e ho realizzato le figure somiglianti a chi la dovrà ricevere. E’ stata una bella sfida perché si fa anche un lavoro di psicologia, cercando di rappresentare non solo l’immagine della persona ma anche un pò di essa per fare in modo che esprima e si riconosca nel disegno.

Come nasce quindi una Fashion tshirt di KatiaFabricstudio? Ecco la mi tabella di marcia in 10 mosse:  (semiseria per lavorare in allegria)

  1. La maglietta deve essere in cotone, da un minimo di 80% al 100%, per avere i migliori risultati con il colore.
  2. La lavo in sola acqua, non deve avere residui di lavorazione o detergenti, e faccio asciugare all’aria (sole non mi abbandonare!)
  3. Preparo su carta il disegno, facendo tutte le prove necessarie per trovare il bozzetto definitivo. (tempo variabile al grado di soddisfazione di raggiungimento dell’obiettivo)
  4. Preparo la maglietta delimitando la parte dove la disegnerò e coprendo il resto. Tessuto ben teso appuntato su n piano impermeabile (e si uso anche volgare carta di riciclo tipo i volantini dei supermercati e del nobile scotch carta evitando sprechi ecologici)
  5. Trasferisco il disegno o con carta calcante o a mano, riproducendone i contorni e i tratti principali a matita leggera.
  6. Passo alla pittura vera e propria con pennelli e miscele di colore (e qui mi entro nella fase Renoir 🙂
  7. Lascio asciugare (anche 1  giorno per sicurezza)
  8. Rifinisco con il tratto a punta fine per dare carattere e delineare le figure
  9. Si rifà asciugare  e si fissa il colore stirando al rovescio con il ferro caldo.
  10. Controllo qualità e voilà…la maglietta unica è pronta per essere il vanto di chi la indosserà.

 

Ecco un riassunto filmato, e poi voglio sapere da te cosa ne pensi e cosa ti piacerebbe vedere disegnato su una tua maglietta!

 

 

Lavaggio

 

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10 May Perchè il jeans è ancora il più amato dopo 100 anni?

 

Se esistesse nel mondo tessile un “immortale” questo secondo me sarebbe sicuramente il Denim o Blue Jeans. Come tessuto se ne riportano tracce storiche da secoli e come capo d’abbigliamento se pensiamo al pantalone moderno se ne riconduce la nascita al 1871.

Io lo amo molto, sarà perché sono cresciuta guardando Happy Days? E il mitico Fonzie con i suoi jeans e il giubbotto di pelle, impersonava il bello, il duro e il vincente della serie? Perché simboleggiava la ribellione che poi ogni adolescente esprime, con la sua voglia di libertà? E lo spirito selvaggio è ancora in me?

Non ne sono sicura, di certo i motivi secondo i quali dopo 100 anni il jeans sia ancora un capo amatissimo, secondo me sono svariati:

  • alta resistenza; il buon vecchio denim è un tessuto corposo, spesso e con una trama fitta che ne fa un tessuto durevole, pensiamo agli indumenti da lavoro realizzati con questo tessuto già da decenni.
  • versatile; a seconda di come l’abbini gli conferisci uno stile più boho  o più fashion
  • sdoganato nella moda; molti stilisti hanno linee dedicate solo al  jeans, come per es. Armani Jeans, il che la dice lunga su quanto il jeans sia oggetto di culto e prodotto di punta del business. Oggi non si fanno più solo i pantaloni ma il denim è utilizzato anche nella fabbricazione di accessori e oggettistica.
  • Auto rigenerante: non perde mai il suo fascino; il jeans invecchia col tempo, ma è l’unico tessuto che non butti finché non è del tutto inservibile, infatti più invecchia e più acquista carattere e personalità. Il tuo jeans racconta una storia vissuta la tua. (tanto che oggi si producono pantaloni o capi già trattati per apparire vissuti e invecchiati.)
  • trasversale: portato da donne, uomini e bambini, giovani e meno giovani.
  • Innovativo: il denim viene trattato e lavorato migliorandone delle caratteristiche a seconda dell’utilizzo:  La linea Commuter di Levi’s è studiata per i ciclisti urbani che hanno bisogno di libertà di movimento, idrorepellenza e traspirazione.
  • Easy: la sua manutenzione è semplice; lavaggio e stiratura possono essere fatte con l’attrezzatura casalinga.

 

Pare che addirittura Garibaldi indossasse dei pantaloni in tela denim nello sbarco a Marsala durante la spedizione dei Mille. (Leggenda o realtà non lo so, pare siano esposti al museo del Risorgimento di Roma) di certo rimangono un capo insostituibile e intramontabile, chi non ne ha almeno un paio nell’armadio?

A pochi giorni poi dalla settimana della Fashion Revolution è giusto  dire anche purtroppo, che la lavorazione del jeans si è spostata come per gran parte del comparto tessile nelle zone di Asia e Africa, dove la manodopera è pagata di meno e non sempre le condizioni dei lavoratori sono tutelate e garantite in termini di sicurezza e salario. Una delle lavorazioni del jeans la Sabbiatura (sbianchimento per conferire aspetto vissuto) per esempio è pericolosa perché può provocare la silicosi. Le scelte di acquisto consapevoli su cui abbiamo riflettuto nei giorni scorsi non possono non farmi ricordare che è possibile non arrendersi alla fast fashion; ci sono aziende italiane che producono Jeans e capi in denim, in Italia, utilizzando materie prime certificate, a ridotto impatto ambientale, manodopera regolarmente assunta e presentano un prodotto Etico affinché noi consumatori possiamo scegliere consapevolmente. Alcune di queste sono per es. la Par.co, e la Ecogeco.

 Io amo il denim tanto che, è uno dei miei tessuti preferiti negli accessori che creo, e tu ne sei dipendente o è solo il capo basic da avere nell’armadio? Scrivimi il tuo rapporto col denim nei commenti o nei miei social. Mi aiuterai così nella progettazione di nuove creazioni.

 

 

 

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