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10 May Perchè il jeans è ancora il più amato dopo 100 anni?

 

Se esistesse nel mondo tessile un “immortale” questo secondo me sarebbe sicuramente il Denim o Blue Jeans. Come tessuto se ne riportano tracce storiche da secoli e come capo d’abbigliamento se pensiamo al pantalone moderno se ne riconduce la nascita al 1871.

Io lo amo molto, sarà perché sono cresciuta guardando Happy Days? E il mitico Fonzie con i suoi jeans e il giubbotto di pelle, impersonava il bello, il duro e il vincente della serie? Perché simboleggiava la ribellione che poi ogni adolescente esprime, con la sua voglia di libertà? E lo spirito selvaggio è ancora in me?

Non ne sono sicura, di certo i motivi secondo i quali dopo 100 anni il jeans sia ancora un capo amatissimo, secondo me sono svariati:

  • alta resistenza; il buon vecchio denim è un tessuto corposo, spesso e con una trama fitta che ne fa un tessuto durevole, pensiamo agli indumenti da lavoro realizzati con questo tessuto già da decenni.
  • versatile; a seconda di come l’abbini gli conferisci uno stile più boho  o più fashion
  • sdoganato nella moda; molti stilisti hanno linee dedicate solo al  jeans, come per es. Armani Jeans, il che la dice lunga su quanto il jeans sia oggetto di culto e prodotto di punta del business. Oggi non si fanno più solo i pantaloni ma il denim è utilizzato anche nella fabbricazione di accessori e oggettistica.
  • Auto rigenerante: non perde mai il suo fascino; il jeans invecchia col tempo, ma è l’unico tessuto che non butti finché non è del tutto inservibile, infatti più invecchia e più acquista carattere e personalità. Il tuo jeans racconta una storia vissuta la tua. (tanto che oggi si producono pantaloni o capi già trattati per apparire vissuti e invecchiati.)
  • trasversale: portato da donne, uomini e bambini, giovani e meno giovani.
  • Innovativo: il denim viene trattato e lavorato migliorandone delle caratteristiche a seconda dell’utilizzo:  La linea Commuter di Levi’s è studiata per i ciclisti urbani che hanno bisogno di libertà di movimento, idrorepellenza e traspirazione.
  • Easy: la sua manutenzione è semplice; lavaggio e stiratura possono essere fatte con l’attrezzatura casalinga.

 

Pare che addirittura Garibaldi indossasse dei pantaloni in tela denim nello sbarco a Marsala durante la spedizione dei Mille. (Leggenda o realtà non lo so, pare siano esposti al museo del Risorgimento di Roma) di certo rimangono un capo insostituibile e intramontabile, chi non ne ha almeno un paio nell’armadio?

A pochi giorni poi dalla settimana della Fashion Revolution è giusto  dire anche purtroppo, che la lavorazione del jeans si è spostata come per gran parte del comparto tessile nelle zone di Asia e Africa, dove la manodopera è pagata di meno e non sempre le condizioni dei lavoratori sono tutelate e garantite in termini di sicurezza e salario. Una delle lavorazioni del jeans la Sabbiatura (sbianchimento per conferire aspetto vissuto) per esempio è pericolosa perché può provocare la silicosi. Le scelte di acquisto consapevoli su cui abbiamo riflettuto nei giorni scorsi non possono non farmi ricordare che è possibile non arrendersi alla fast fashion; ci sono aziende italiane che producono Jeans e capi in denim, in Italia, utilizzando materie prime certificate, a ridotto impatto ambientale, manodopera regolarmente assunta e presentano un prodotto Etico affinché noi consumatori possiamo scegliere consapevolmente. Alcune di queste sono per es. la Par.co, e la Ecogeco.

 Io amo il denim tanto che, è uno dei miei tessuti preferiti negli accessori che creo, e tu ne sei dipendente o è solo il capo basic da avere nell’armadio? Scrivimi il tuo rapporto col denim nei commenti o nei miei social. Mi aiuterai così nella progettazione di nuove creazioni.

 

 

 

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08 Mar Alle Donne istantanee e un pò indomite

 

Sono scontata e sono banale a mettere la foto della mimosa oggi? Forse si, oggi ne vedremo tanto di giallo che te ne verrà a noia. Però la foto è mia, non è presa da siti di foto professionali, e mi dirai tu si vede pure!. (angolo a sin basso un pezzo di cancellata) Ma aggiungo  io non importa perché è presa da un mio vicino di casa, è istantanea, fresca e un pò selvaggia come come sono io e come è il mio lavoro. Per donne attive, avventurose e sempre in movimento. Quando ho fatto la foto c’era un bel vento e tanto sole quelle giornate in cui vorresti andare a fare trekking in montagna tanto si sta bene. Così mi piaceva oggi, portare un pò di mimosa nella tua casa anche se solo in foto.

Oggi il web è pieno di simbologia e commenti sul colore giallo e i suoi significati, dal canto mio non voglio aggiungere altro, ma ti suggerisco un articolo che di recente mi è piaciuto molto leggere visto che a me il giallo piace e contiene ottimi consigli sul giallo nella moda; il post di Anna Turcato ricco di sfumature e idee preziose per superare la paura  di indossare e abbinare questo colore.

Non ti voglio annoiare con la retorica sulla festa delle donne, voglio solo ricordare che si tratta di una giornata simbolo in cui soffermarsi a riflettere anche solo un minuto sulla nostra storia.  L’8 marzo è una giornata dedicata al riconoscimento delle lotte che sono state portate avanti  da donne forti e coraggiose che hanno combattuto affinché venissero riconosciuti loro, diritti sociali, economici e politici. (Ricordiamoci per esempio le donne sono arrivate al voto molti anni dopo degli uomini, in Italia solo nel 1946). Una giornata, ma ne servirebbero 365 di giorni  contro le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, molte donne sono vittime nel mondo.

Non mi piace festeggiare l’8 marzo, o meglio non l’ho fatto mai nel senso più prosaico del termine, (feste etc) preferisco un caffè o una cenetta tra donne in un giorno qualsiasi quando c’è solo il piacere di stare insieme e di festeggiarsi come mamme, mogli, donne e super creature magiche perché un pò lo siamo no? E senza magia riusciremmo a gestire casa, figli, scuole, sport, educazione, marito, hobby, lavoro, genitori, condominio, amici e via dicendo in solo 24h al giorno?

Per questo io credo sia giusto festeggiare la nostra bellezza, la nostra completezza e la nostra dignità. Visto che l’8 marzo è nato come simbolo delle lotte che le nostre nonne e le loro nonne hanno portato avanti per il nostro futuro, l’augurio che voglio fare quest’anno è quello che finalmente venga riconosciuto alle donne la possibilità di lavorare:

  • part time quando lo vorranno in tutte le aziende italiane (perché credetemi in molti casi è ancora un tabù)
  • la possibilità di accedere a un colloquio di lavoro e sentirsi chiedere : “ha figli o pensa di averne a breve?”
  • senza discriminazioni o obblighi, stipendio pari a quello di un collega maschio o niente fogli bianchi firmati alla stipula del contratto.

 

Ecco queste sarebbero per me le prossime tre conquiste che le donne dovrebbero avere sul piano della libertà e del riconoscimento dei loro diritti. Ce ne sono e saranno anche altre, hai voglia di dirmi cosa ti auguri per la tua festa delle donne?

E per liberare  la tua creatività voglio farti un regalo; con il progetto “#Imakemytote” a marzo puoi divertirti a tirare fuori la tua creatività di donna, oppure ritagliarti un momento di relax solo per te divertendoti a colorate la tua personale tote bag. Come fare? Stampa il file allegato, colora la tua tote immaginaria come ti piacerebbe fosse la tua borsa, nessun limite alla fantasia, usa colori, scritte quello che vuoi e poi se ti va condividi sui tuoi social con l’hashtag #Imakemytote così potremmo vedere tutte le borse che la nostra fantasia ha creato!

 

Stampa il pdf printable qui: Imakemytote

Se invece non ti senti creativa ma vuoi lo stesso farti una coccola, per oggi e solo  fino alle 24h puoi utilizzare uno speciale sconto sul mio Etsyshop : utilizza il codice “8marzo” per acquistare borse a accessori per donne attive con uno sconto del 15%.

 

Aspetto di vedere i tuoi disegni, magari potrei realizzare proprio una delle tote che disegnerai tu!

 

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01 Mar La Professionalità vince SEMPRE

 

 

 

 

 

Io e mio marito abbiamo deciso che è ora di rinnovare la cameretta dei bambini, finché c’era la culla e il fasciatoio ci siamo arrangiati ma ora che i bimbi sono un pò più grandicelli vorremmo cercare di organizzare meglio gli spazi e renderla più fruibile.  Così da qualche settimana ci siamo messi alla ricerca di soluzioni e  idee e abbiamo cominciato  a visitare dei rivenditori per avere dei preventivi e delle proposte da valutare.

Abbiamo visitato 5 negozi fisici e  1 on line. Tre di questi propongono lo stesso marchio di camerette per cui ci è più facile fare anche i confronti. Ma voglio fare una riflessione indipendente dal discorso prezzo fine a se stesso.

Il risultato delle nostre visite/contatti è stato:

  • 2 negozi ci hanno fatto un preventivo a spanne, solo parlando, così buttando li un prezzo preso dal listino e tolto uno sconto non ben identificato con la calcolatrice.  RISULTATO: Si ho un’idea generale ma poi se torno questa potrebbe essere molto diversa perché non abbiamo preventivato/progettato nulla, nè valutato eventuali extra. Magari potrebbe anche essere più conveniente ma così facendo mi farebbe perdere tempo per una seconda visita. = Dubito che Torneremo

 

  • 1 negozio ci ha fatto un preventivo un pò più serio, almeno ho un foglio con qualche appunto in mano, si è preso il tempo per farlo e il tempo per spiegarci il tutto. RISULTATO: apprezzo lo sforzo  ma è stato pressante sul voler farci comprare subito e ci ha fatto vedere un catalogo del 2015. = Mi ha dato l’idea un pò di pressapochismo, e interessati solo alla vendita non tanto al customer care.

 

  • 1 negozio ci ha liquidato dicendo che o prendevamo la composizione così come era esposta nello show room o  sarebbe costata molto di più. ERRORE COMMESSO: perché ha deciso il prezzo per me? io non ho detto che budget avevo (e se fosse alto?) ma  come voglio la cameretta e vorrei un preventivo su misura. = Niente servizio al cliente Tailor made, nessuna proposta fa al caso nostro, e ci ha dato l’idea che non avessero voglia di farci un preventivo. Vendita Persa

 

  • Da un altro negozio consigliatoci da parenti, ci hanno fatto un preventivo senza nemmeno darci una spiegazione sulla struttura della cameretta, parlando solo di prezzo e urgenza dell’acquisto perché le loro offerte scadono fra due giorni. COMMENTO ma una fotocopia per il cliente perché non lasciarla magari elencato ciò che mi stai vendendo e le caratteristiche migliori?

 

  • 1 negozio ci ha fornito un disegno personalizzato della cameretta, con un preventivo su misura completo di dettagli con colori e forme disponibili e ha già fatto un Follow up al cliente.

 

Secondo voi se dovessi acquistare oggi la cameretta a chi mi rivolgerei?

Certo ammetto che il mio campione è esiguo, ma avere un servizio professionale solo dal 16% dei negozi interpellati fino ad oggi, è oltre che molto triste secondo me, sinonimo di non voler curare il proprio business, di non avere strategie o politiche mirate a costruire un marchio e una identità per il brand.

Mi sembra di incontrare molta gente improvvisata ma soprattutto poco formata, e quindi poco professionale sia come conoscenza del prodotto che come approccio al cliente (e io lo ammetto perché per molti anni ho fatto servizi al pubblico che non sia facile anzi non lo è) però ora sono diventata molto esigente nel valutare un servizio di qualità e professionale. Da cliente ammetto che se la scelta di acquistare ricade su uno piuttosto che un altro produttore/rivenditore è proprio in base al servizio che mi offre e come me lo offre. Un cartellino col nome del negozio/commessi, una maglietta uguale per tutti i consulenti,  una cartellina lasciata al cliente, sono investimenti di piccola entità per un business ma possono fare molta differenza nelle scelte del cliente.

Per questo ho scelto di voler fare la differenza agli occhi del mio cliente, nel mio business, perché alla mia professionalità tengo e voglio sia il segno distintivo nelle mie creazioni, Ho scelto di fare servizio tailor made, anche se è un processo lento e non sempre altamente remunerativo e ho scelto di dimostrare che faccio sul serio.

Propongo i miei accessori, le mie borse secondo il mio stile, ma insieme possiamo ri-disegnare il tutto e personalizzare ogni progetto come vuoi. Ti piace la forma ma non il colore? scrivimi, valutiamo insieme cosa posso fare insieme a te.

Perché secondo me la Professionalità vince sempre.

Oggi un post un pò anomalo, perché ti ho voluto parlare un pò di come la penso e di cosa voglio come cliente perchè sono i valori che cerco di trasmettere nel mio business, per raccontarti chi sono, come sono e cosa faccio.  Se vuoi sul mio shop www.katiafabricstudio.etsy.com puoi leggere anche i feedback lasciati dai clienti.

 

Aspetto di leggere le tue esperienze e commenti su cosa osservi e come valuti quando devi fare un acquisto e confrontare diversi servizi.

 

 

 

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01 Feb Globalizzare o Personalizzare?

 

 

Lo sentiamo sempre più spesso che siamo nell’epoca della “globalizzazione” e, aggiungo io, della contaminazione.

Fino a qualche anno fa, forse anche un paio di decenni o  più, nelle nostre  città non esistevano così tanti ristoranti etnici, non avevamo così tante catene di negozi, non eravamo sempre connessi da sapere cosa succedesse in ogni parte del mondo a seguire le mode del momento. Oggi con la globalizzazione e la libera circolazione possiamo cambiare cucina tutte le sere, alla scoperta di nuovi sapori, nuove ricette e nuovi profumi. Oppure possiamo acquistare la stessa maglietta che la nostra amica siciliana che studia a Milano ha comprato nel franchising sotto casa. Un bene o un male?

Se ne potrebbe discutere all’infinito, sia sui pro che sui contro, di tale fenomeno, possiamo sicuramente trovare aspetti meravigliosi in tutto ciò e cose che contemporaneamente ci riempiono di tristezza infinita. Il bello è poter acquistare vicino casa da marchi di catena o poter mangiare sushi senza volare per forza in Giappone. Il brutto del rovescio di questa medaglia è che piccole botteghe antiche o storiche  chiudono perché non possono reggere il confronto con un merchandising agguerrito e sempre nuovo. Impotenti contro  la popolarità nazionale dei franchising per loro che magari sono “appena” il top nel quartiere o in città.

In tutto questo non ci sono vincitori, ma è curioso come a mio avviso la globalizzazione aumenti la personalizzazione. Mi spiego meglio, io sono molto contenta  quando apre un nuovo negozio in città e dico: – che bello anche qui sta per arrivare “tizio” o  “caio”!. Questo perché come spesso succede la catena si conosce già e non si vede l’ora che apra anche vicino casa  per non sentirsi privati di una ricchezza che gli altri hanno. D’altro canto questa sicurezza di dire, si se mi serve la trovo lì, mi crea un senso di vuoto quando penso che devo “personalizzare” o devo fare un regalo perché questa cosa già ce l’avrà, o tanto sarà uguale alla sua, o la può trovare ovunque.

Si perché diciamocelo più siamo globalizzati e tutti uguali, più io sento il bisogno di distinguermi, di tirare fuori la mia individualità. Se ho bisogno di soddisfare un mio bisogno o trovare cose di mio gusto spesso non posso rivolgermi ai prodotti globalizzati. (niente paura  non vado in giro col calesse al posto dell’auto per distinguermi).

Questa esigenza è diventata per me sempre più “sentita” dopo la nascita dei miei bimbi, perché mi chiederai tu? Perché nel periodo della gravidanza e nei primi anni di vita di un bambino, il tuo corpo cambia, cambiano le tue abitudini, hai meno tempo per te stessa, sei sottoposta a un bombardamenti di emozioni e sentimenti e fatiche, si diciamolo fatiche, e tu alla fine non sei più quella di prima.  Il tuo ruolo cambia, ora sei una mamma, sei sempre una donna, ma magari non esci più a fare serata dall’aperitivo a notte inoltrata, ma scegli  locali o eventi target famiglia. Nulla di male, ma la tua identità va recuperata. Per me è stato così, e per questo ora per ridarmi una mia identità non mi accontento più di vestire, acquistare o semplicemente leggere quello che fanno tutti. Mi piace sempre più qualcosa di personalizzato che mi faccia dire è solo mio, per me, per le mie esigenze. Per questo l’artigianato è diventato per me importante, il recupero del fatto a mano, e del contatto con i creativi soddisfa questo mia ricerca di personalità.

Perché l‘artigianato e il fatto a mano può aiutarti a esprimere la tua individualità? Ecco 5 buoni motivi per ricorrere a lui nell’epoca della globalizzazione.

  1.  Quando vuoi fare un regalo, e vuoi che questo simboleggi una parte di te. (es: un ricamo o una incisione di una “tua” parola)
  2.  Vuoi soddisfare i gusti di una persona quando devi fargli un regalo? (es: farti fare una maglietta con un disegno scelto da te)
  3.  Hai bisogno di creare qualcosa su misura, nella taglia, nel colore, nella dimensione o nella finitura. (es una finestra in ferro battuto dalle dimensioni non standard)
  4.  Sei allergica e hai bisogni di trattamenti naturali (come ad es: le tinture vegetali dei filati o dei tessuti.)
  5. Perché sei stanca di essere come tutti gli altri, e ti piace dire questo è solo mio, fatto per me.

Poter personalizzare quando acquisti è un valore aggiunto molto forte, che solo con il fatto a mano e l’artigianato puoi soddisfare. 

Le mie clienti più entusiaste sono state proprio coloro che mi avevano chiesto una personalizzazione; le bomboniere ricamate con il nome della la nipote, una borsa con i colori preferiti, sono alcuni esempi.

Rimaniamo sempre  in un epoca di globalizzazione, e io continuo lo stesso ad acquistare anche da catene & co, ma sempre di meno, cerco di scovare sempre cose nuove che non trovo nei negozi. Mi piace poter dire: questo lo faccio io per me e per tutte le donne che lo vorranno, che meritano di essere uniche e che apprezzano  essere originali ritornando a personalizzare e ad esprimersi. Questa forza, questa voglia di ritornare a non essere tutti uguali è la leva che ogni giorno mi spinge a creare, borse, magliette e accessori di uso comune, ma dallo stile personale per ritrovare  la mia identità.

Quali sono le cose che apprezzi di più e quelle che ami di meno di quest’epoca di globalizzazione?

Torna a leggermi la settimana prossima nella settimana di S.Valentino che parleremo  …d’amore ma in modo non scontato e ci sarà una bella iniziativa a cui partecipare. Ti aspetto!

 

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19 Jan Pensare fuori dagli schemi alimenta la creatività

A volte in giornate come oggi, quando senti 4 scosse di terremoto in 4 ore tutte sopra la magnitudo 5.0 e ti trovi a più di 100 km dall’epicentro beh tutto si rimette in discussione. Questo post lo avevo pensato già da qualche giorno, e quindi scelgo comunque di pubblicarlo, perché vi racconta una parte di me, del mio lavoro e di come lo faccio, anche se l’animo oggi non è leggero.

 

Oggi ti voglio raccontare come le cose più inaspettate, quelle che magari non avresti mai pensato di fare a volte si rivelano esperienze interessanti e vivificanti. Di come un lavoro che non avrei mai pensato di fare, si sia rivelato invece molto soddisfacente. Ti è mai capitato? Magari qualcosa su cui eri sicurissima non è andata bene e qualcosa che ti ha fatto esclamare  bleah…ma si forse, non so…poi invece sia stato un successo?

Ecco in questa occasione per me è stato “pensare fuori dagli schemi” e  tutto ciò ha contribuito ad alimentare la  mia creatività.

Molte volte mi è capitato, soprattutto in ambito lavorativo come dipendente che mi venisse chiesto “pensa fuori dagli schemi”. Si ma cosa significa esattamente pensare fuori dagli schemi? Comunemente è pensare secondo regole inverse, senza seguire schemi prefissati o metodologie di comportamento consuete. Per me che sono razionale quando  bisognava usare la cosiddetta capacità di “problem solving” e “pensare fuori dagli schemi” mi spiazzava anche se poi arrivavo al risultato.

Ora da creativa, pensare fuori dagli schemi diventa più naturale, perché alla base della creatività c’è proprio sovvertire i processi mentali che di solito facciamo. Ma non sempre viene spontaneo perché preda di mille paure. In questi giorni ho  potuto lavorare a un progetto che mi ha portato veramente fuori dai miei schemi e il risultato mi ha reso molto felice oltre che soddisfatta.

Sono stata contattata da una cliente sul mio Etsy Shop, che mi chi chiedeva se potevo fargli una maglietta come quella nella foto che mi allegava. Nel mio  negozio di creazioni sartoriali  propongo anche  delle magliette dipinte a mano. In genere come soggetto dipingo delle figure femminile i cosiddetti “figurini di moda” come si chiamano in termine tecnico, Sono tutte diverse l’una dall’altra e quindi altamente personalizzabili. Il mio modo per rendere un capo basic come la t shirt che tutti abbiamo nell’armadio, molto originale, unico e fashion rimanendo un easy outfit ma, con personalità.

Bene la possibile cliente dopo avermi fatto i complimenti mi chiede se posso farle una maglietta con due fenicotteri rosa che si toccano e che formano con il collo un grande cuore sul davanti. Fenicotteri? Rosa? Mah …sono perplessa e aspetto un pò a risponderle perché non so bene cosa fare.  I sentimenti che si alternano in me sono:

  • Oddio perché mi chiede questo?
  • I Fenicotteri? mah Boh! e poi tutto rosa, ma non li so fare…io disegno figurini…
  • Come posso tradurle gentilmente che non voglio fare la maglietta?
  • Non me la sento e se poi non le piace? Nello stomaco la paura mi dice no..lascia stare.

Temporeggio, non le rispondo subito ma mi prendo qualche ora (conto sul fuso orario per non apparire scortese). Lascio decantare il pensiero e cerco soluzioni alternative per non perdere una vendita; il pensare con schemi diversi dal consueto per me è stato avere Fiducia, Correre dei rischi, pensare all’obiettivo finale e lavorare senza vincoli.

  1. Nell’oceano di Etsy, pullulante di magliette dipinte e artigiani creativi bravissimi è arrivata da me, perché probabilmente ha trovato quello che poteva fare al caso suo. Quindi lei ha fiducia in me e io perché non dovrei averla in me stessa? ABBI FIDUCIA nelle tue CAPACITA’
  2. Mi mette ansia farle un ordine personalizzato di un disegno che non ho mai realizzato? Bene allora le propongo un accordo che è vantaggioso per entrambe; faccio delle prove e le sottopongo le idee così se poi non le piace siamo entrambe tranquille se la cosa non va in porto. ASSUMI il RISCHIO 
  3. Le chiedo comunque la taglia, per essere pronta in ogni caso evitando di perdere tempo. ANTICIPA le RICHIESTE
  4. Faccio il disegno, lo trasferisco sulla maglietta e comincio non sapendo bene se col colore sarei riuscita ad ottenere il risultato sperato ma tanto mi ripeto siamo libere sa vincoli. ALLONTANA LO STRESS da PRESTAZIONE

Il risultato? ho lavorato con interesse perché mi sono messa alla prova, ho affrontato una nuova sfida, la maglietta secondo me è venuta molto bene, (sempre migliorabile ma come prima esecuzione non male) e la cliente ne è rimasta entusiasta. Entrambe soddisfatte e tutto ciò mi porta a pensare che posso allargare la mia creatività ad altri orizzonti e altri temi, pensando fuori dagli schemi.

E tu mi vuoi raccontare se qualche volta rei ricorsa a soluzioni alternative per il tuo lavoro?

Qui sotto vi metto la maglietta finita così mi potete lasciare un parere.

 

 

PS: Sabato 21 è la giornata internazionale delle coccole e degli abbracci “HUG DAY” un mio grande abbraccio virtuale a tutti coloro che sono in situazione di disagio per il terremoto e il maltempo.

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12 Jan La rivoluzione della moda artigiana ti migliora la vita

 

Da alcuni anni il concetto di moda sostenibile e il concetto di etica nel tessile ha cominciato a farsi avanti e a diventare un argomento di primo piano per chi lavora nel mondo dell’abbigliamento più in generale. Alcuni anni fa studi e ricerche portarono alla luce che l’industria tessile era una delle più inquinanti e con un grande impatto nel sociale. Dopo tali mobilitazioni di associazioni ambientaliste e non solo, molte aziende e grandi marchi dell’abbigliamento hanno cominciato a introdurre nei loro protocolli di lavorazione migliorie tali da consentire una riduzione dell’inquinamento dovuto alle loro lavorazioni.

Io non voglio entrare nel merito di un argomento complesso e difficile, ma voglio fare alcune considerazioni sul perché la rivoluzione della moda e la scelta dell’artigianale ti migliora la vita direttamente e indirettamente:

 

  • Sostenibilità Ambientale   la produzione di  enormi quantità di capi d’abbigliamento e accessori, comportano un utilizzo di risorse come l’acqua ed energia durante la lavorazione che poi viene rilasciata e sprecata. Se scegli di comprare da un artigiano/artigiana che ha una piccola produzione, o che spesso lavora in proprio, ridurrai l’utilizzo e lo spreco di risorse utili al pianeta. Dopotutto sappiamo che l’energia e l’acqua non sono infinite…
  • Riduzione Sostante tossiche: è stato evidenziato come nell’industria tessile si usino sostanze e coloranti tossici per l’uomo o addirittura cancerogeni in caso di esposizione prolungata. Alcune Aziende si stanno mobilitando in questo senso e ne prendiamo atto, ma molti artigiani o piccole realtà hanno cominciato a utilizzare coloranti a basso impatto o a tinte naturali di origine vegetale. Quando compi una scelta di acquisto valuta anche tutto ciò al fine di ridurre nell’ambiente la presenza di queste sostante e tutelare la tua salute. Un artigiano di solito acquista un piccolo pezzo di stoffa, evita gli sprechi e quindi utilizza al meglio le risorse disponibili.
  • Sostenibilità Sociale: gran parte delle produzioni tessili a basso costo (ma non solo) impiegano manodopera femminile, minorile e anche maschile sottopagata e con pochissime tutele. Prendi una delle tue magliette e leggi l’etichetta scopri MADE in …. Troverai molta Cina, Bangladesh, India, Turchia etc. Se scegli di acquistare da un artigiano/a saprai che non stai sfruttando nessuno, perché l’artigiano  ti farà pagare un prezzo equo per le ore di lavorazione che ha impiegato a produrre per te la giacca, la borsa, le scarpe etc garantendogli una dignitosa sussistenza.  In ogni caso la fashion revolution vuole porre l’accento sulle le condizioni di lavoro in alcuni paesi, a tal proposito ti vorrei segnalare l’iniziativa “Who Made my Clothes” link qui  con la quale anche quest’anno ad aprile 2017 si vuole riportare all’attenzione di tutti  questo tema scottante della riduzione dello sfruttamento umano nella produzione tessile.

 

In sostanza quali sono quindi i vantaggi per te quando acquisti da piccoli produttori, artigiani makers e crafters:

  1. Sai cosa indossi e chi l’ha prodotto/confezionato, evitando di sfruttare o sottopagare un padre di famiglia, una vedova, un bambino.
  2. Hai contribuito a ridurre l’inquinamento, e lo sfruttamento di energie non rinnovabili, considera anche oltre a quanto detto sopra che  molte merci fanno lunghi viaggi intorno al pianeta prima di arrivare nei grandi stores che frequentiamo.
  3. Promuovi e sostieni il lavoro tradizionale, la tua comunità locale, la cultura artigianale.

 

Il mio suggerimento? Il mio invito quando fai un acquisto è quello di  Leggere sempre le etichette di quello che acquisti, per fare una  una scelta consapevole. Oltre a trovare la composizione di quel capo, troverai dove è stato confezionato e chiediti #whomademyclothes.  La consapevolezza ti aiuterà a fare scelte responsabili o almeno a essere più attento ai temi della sostenibilità. Scegli di acquistare anche da piccoli produttori, da realtà di sviluppo equo e solidale oppure da aziende di moda etica. Se anche solo una parte del tuo guardaroba sarà di provenienza artigianale avrai fatto un grande passo verso la riduzione degli sprechi e il miglioramento della vita di qualcuno.

Ci sono molti negozi sia nelle nostre città che online dove puoi scoprire come talentuosi makers e artigiani confezionano modelli unici, originali o decorino in modo naturale capi per offrirti la possibilità di combinare con stile il tuo outfit. I maggiori marketplace online sono Etsy.com, Alittlemarket.it, Dawanda e Amazon Handmade, solo per citarne alcuni, ma fai attenzione anche in questo caso, leggi il profilo del venditore, così ne conoscerai la storia e la sua esperienza e se vuoi contattalo, saprà sicuramente consigliarti nel tuo acquisto.

Vuoi raccontarmi come fai acquisti tu e se conosci qualche negozio etico o artigianle dove hai acquistato? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

 

 

 

 

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