Etics Handmade Archives - KatiaFabricStudio
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Etics Handmade

05 Jul Le stagioni e i ricordi…del mio primo telefono

 

Di stagioni, di simboli e di ricordi.

“Quando i telefoni cellulari cominciarono a essere di uso “comune” e “plebeo” anche io acquistai il mio primo “mobile”. Era la fine del ’98, verso Natale, era un Motorola, li vendevano in nero o grigio e a pensarci ora forse pesava 2 o 300 grammi. Un bel peso da tenere in borsa, ma all’inizio erano tutti così belli cicciotti,  fu il mio primo telefono, l’unico modello che potevo permettermi (lavoravo da poco) e ne ero felice. Rimase con me fino all’inizio del 2002 quando  acquistai quello che fu il mio grande amore dei cellulari; il Sony Ericsson T39,  Si poteva definire un “UFO” quando uscì sul mercato, era il primo modello con fotocamera, (non integrata, era una appendice da comprare a parte ed attaccare al telefono; non la comprai mai perché troppo costosa) e rimase con me per ben 9 anni (anche se accompagnato prima e soppiantato poi, da altri telefoni e alla fine era diventato solo un cellulare di scorta di una seconda sim). Eppure lui è stato in assoluto il cellulare di cui serbo il ricordo più tenero e al contempo appassionato, probabilmente perché lo associo al periodo della mia vita in cui ho dei ricordi vividi e piacevoli. Quel telefono lo acquistai in contemporanea ad una storia d’amore appassionata, ad un nuovo lavoro in cui misi l’anima, ai periodi delle feste e delle amicizie sincere. Forse alla fine era solo un banale telefono ma io gli riconoscei un amore spassionato e lo presi a simbolo per ricordare tutto questo.”

 

Perché misi tanta cura nel conservare quel telefonino? Forse per prolungare l’epoca che stavo vivendo, le emozioni e i sentimenti. Forse perché quando ti sudi le cose e riesci ad acquistarle con la fatica, le ami di più e poi perché mi piace aver cura delle cose, almeno di quelle di valore.

 

I nostri oggetti a volte diventano simboli, piccoli ex-voto o reliquie da conservare. Rappresentano una parte di noi stessi del nostro mondo e del nostro tempo.

 

Per questo mi piace aver cura delle mie cose, perché ;

  • mi sono costate fatica, per acquistarle o per costruirle
  • riconosco il valore intrinseco e quello che donano alla mia vita (penso agli strumenti di lavoro, come possono essere le macchine da cucire, le stampanti 3D, i programmi di grafica, i pc etc)
  • ne prolungo la vita, evito quindi di comprare sempre cose nuove, riciclando e quindi contribuendo al risparmio energetico
  • fanno rivivere in me le sensazioni e le emozioni legati a un momento a un periodo diventandone il simbolo

 

Ecco perché mi piace prendermi cura delle cose; per il mio telefono quando l’ho comprato un anno fa ho realizzato una cover per poterlo conservare e trasportare in sicurezza. Da quell’occasione è nata l’idea di realizzarne in tanti colori e finiture.  Se le vuoi vedere le puoi trovare qui: http://etsy.me/2upC2CJ

 

Come ti aiutano?

  • proteggono il telefono da graffi e polvere quando lo appoggi
  • hanno una taschina sul davanti per  trasportare  piccoli oggetti come gli auricolari  quando sei in viaggio o lo tieni in borsa
  • rendono il tuo telefono più “privato” agli occhi indiscreti ed attutiscono leggermente i bip della suoneria
  • li puoi personalizzare con i colori che preferisci abbinandoli al tuo stile e al tuo gusto

Li trovi nel mio shop http://bit.ly/KFSshop e utilizzando il codice sconto “20SALE” fino al 15 luglio li puoi avere scontati! Non perdere l’occasione!

Se sei in partenza per le vacanze ti auguro buon viaggio e aspetto di vedere tante belle immagini dei posti che visiterai, se invece rimani in città ti aspetto qui la settimana prossima, e non ti svelo ancora nulla sull’argomento!

 

 

 

 

 

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28 Jun Innamorarsi con gli occhi

 

 

 

Conosci  il detto “prima si mangia con gli occhi“? Ti è mai capitato di essere seduta a un ristorante hai visto passare un piatto per il tavolo vicino al tuo e hai pensato : “voglio quello!” ? La mia vista poi “comanda” il mio cervello quando è ora di scegliere.  Se una pietanza mi attrae, per come è disposta, presentata per i colori, i dettagli e quel tocco in più decido di mangiarla molto più volentieri.

Oppure ti sei mai trovata nella situazione in cui passeggi tranquilla e passando davanti a una vetrina decidi di entrare e dare un occhiata perché qualcosa ti ha colpito visivamente? Eppure non avevi pensato di fermarti a fare shopping.

Nel mio caso è così…tra i cinque sensi di cui siamo dotati la vista è quello che “influenza” di più le mie azioni. Non perché abbia 10 decimi di diottrie per occhio  🙂 ma perché mi Innamoro con gli occhi. Di cosa? Di tutto:

  • del colore dell’erba di montagna che è un verde che sembra brillare
  • di un dipinto quando ne seguo le pennellate sulla tela con lo sguardo in un museo
  • della luce che filtra tra le foglie degli alberi
  • delle espressioni buffe e degli occhi che sorridono
  • del profilo miei bimbi che dormono e io li osservo in silenzio
  • di un patio  pieno di cuscini e  posate colorate pronto per una festa
  • di un tessuto con un intreccio particolare di trama
  • di una stoffa dal disegno particolare che subito mi suggerisce un idea

 

La lista potrebbe continuare, elencando tutta una serie di esperienze dove la parte visiva  è predominante sugli altri sensi. A volte collabora con l’olfatto come quando sento il profumo del pane appena sfornato uscire dalla panetteria ed entrando vedo tutte le pagnotte in fila belle ordinate con le sfumature di colore e i gusti differenti e comprerei tutto il negozio.

La mia vista poi “comanda” il mio cervello e il mio istinto. A volte questa cosa mi sembra “effimera” e quindi  rifletto su questa cosa e mi chiedo perché la razionalità che è una delle caratteristiche della mia personalità venga meno.  Perché a volte bisogna anche lasciarsi andare, essere istintivi, allegri e improvvisare.

 

Il risultato è sempre buono? Non sempre si vince …

  1. Alcune volte mi pento o rimando delusa di quello che ho acquistato/mangiato guidata solo dal fatto che mi sembrava bello, ma poi la maglietta non mi sta come al manichino o la caponata di verdure si è rivelata un purè di sapori indistinguibili. Andrà meglio la prossima volta, imparo la lezione. Altre volte un piatto meno “bello” si rivela buonissimo e appetitoso.
  2. Nella scelta degli acquisti on line dove non tocco il prodotto ma lo vedo attraverso le foto,  scelgo da chi ha più foto, con i dettagli. Quando cerco di prenotare un hotel o un appartamento per le vacanze per esempio, scarto a priori chi non ha foto di interni o esterni della struttura. E mi chiedo ma se non mi mostri qualcosa c’è un perché? Questo mi ha permesso fino ad ora di essere quasi soddisfatta delle mie scelte.
  3. Le volte in cui la vista non mi basta, mi faccio aiutare dagli altri sensi, come per esempio il tatto come quando scelgo dei tessuti nuovi e ne voglio sentire la “mano” cioè la morbidezza, il peso, la lucentezza, il drappeggio.

 

Che conclusioni ne traggo nel mio caso?

  • Non sempre la vista è infallibile, va aiutata e supportate dagli altri sensi, olfatto e tatto ma anche udito e gusto.
  • A volte mi devo fidare solo della  vista,  ma se la sua esperienza è limitata non posso rischiare. (quando compro un tessuto on line e non lo tocco ne prendo un campione)
  • A volte bisogna andare oltre le apparenze, magari una semplice pallina bianca di gelato nasconde un cuore di cioccolato e una granella golosissima…

 

Aguzzate la vista, ma educatela a vedere anche oltre. (cit mia 🙂 )

 

 

 

 

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19 Apr Vesto Unico, Vesto con Piacere

 

 

Siamo ormai vicini alla Fashion Revolution week di quest’anno, ( se non sapete di cosa si tratta, potete leggere qui) e oggi voglio dedicare il mio post blog della rubrica Wild Soul proprio a questo tema, anche se con la mia personale interpretazione.

Mi è capitato di viaggiare in molti paesi europei e qualcuno anche extra europa e una cosa che mi ha sempre colpito è come le donne non si vestano tutte uguali. Noi italiani siamo più omologati in questo, prendiamo a modello una persona (vip, blogger o personaggio della tv) e via a volerle assomigliare a tutti i costi, stessi jeans, stessi occhiali e medesima borsa. Io invece adoravo le donne francesi, o le inglesi perché non sono tutte prodotte in serie, le loro gonne così uniche, magari vintage, magari di negozi indipendenti. Si quegli store indipendenti che propongono una moda che non arriva dai grandi marchi o catene e che hanno spesso pezzi unici una maglietta a tiratura limitata o le borse fatte in paglia tinte a mano.

Sono belle, sono tutte diverse, ognuna ha un proprio stile e ha una sua personalità. Io sinceramente le ammiro, le adoro e trovo che siano veramente Wild Spirit.

Cosa significa Wild Spirit per me? La mia Wild Soul è la donna che non si lascia condizionare troppo dalle mode, ma ricerca il suo stile. Se una tendenza proprio non le piace, non la seguirà. (ammetto per me niente risvoltini ai pantaloni, no non ce la faccio) ecco il lato wild. Indomito e  Selvaggio.

 

Perché vestire unico?

 

  1. Perché è utile non solo a te ma al pianeta: meno produzione di massa, significa meno sfruttamento delle persone e meno inquinamento. Ricorda che non tutto è inesauribile e io vorrei lasciare qualcosa ai miei figli da godere in questa terra.
  2. Perché mi differenzia : non sono più omologata a un codice, sono una persona, magari amo un colore e lo indosso spesso così esprimo il mio stile. (certo questo per come lo interpreto io non significa che vado in giro con la parrucca incipriata del 700)
  3. Mi permette di esprimermi in libertà: Se quella scarpa non mi piace, non la indosserò solo per appartenere a una élite o esibire uno status symbol. Sarò pienamente libera di portare ciò che mi fa stare bene nell’umore e nel corpo.

 

Il vestire con piacere è dato dal sentirsi bene con i propri panni addosso, vestirsi provando una gioia nell’indossare quel capo, quell’accessorio, perché mi fa stare bene con me stessa in primis e poi nel mio modo di rapportarmi  con gli altri.  Ti è mai capitato di presentarti  a un colloquio o ad un appuntamento importante e tu prima abbia indossato un vestito che ti piaceva o ti stava particolarmente bene? e magari ti facesse pure sentire forte e bella. Alzi la mano chi almeno una volta l’ha fatto. Non c’è nulla di male…io mi sento a disagio se non ho un colletto…si un colletto, della camicia della polo o della giacca…per me il collo deve esserci è un pò il scudo…la mia copertina di linus. Tu nai un dettaglio o un capo che ti fa stare particolarmente bene o con cui ti senti più sicura? Lascia un commento così scopriremo quali sono i capi o le piccole manie che ci portiamo con noi!

 

Quindi Vesto Unico, Vesto con Piacere per dire IO SONO, PENSO E MI ESPRIMO.

 

 

 

 

 

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12 Apr L’Handmade é un piacere come il cioccolato

 

 

Per gratificarsi a volte non è necessario far ricorso al cioccolato. Si lo sappiamo il cioccolato è goloso, buono, e ha diversi effetti sul nostro organismo tra cui stimolare quegli ormoni che provocano senso di euforia e ci regalano sensazioni di benessere e appagamento.

 

Spesso ricorriamo a piccoli gesti per sentirci appagati e soddisfatti. Uno tra questi che colpisce molte donne è l’acquisto istintivo, compulsivo. Beh chi non resiste davanti a una bella vetrina o un bel banco di prodotti di bellezza ben rifornito? Oh, lungi da ma voler fare la paternale! anzi io mi includo proprio in questo gruppo!

Mi piace la cioccolata e mi piace girovagare per i negozi alla ricerca di cose nuove, belle utili e che mi piacciano tanto! Per fortuna che da quando ho i bimbi piccoli ho meno tempo per fare questo con buona pace del mio portafoglio!

Ecco secondo me l’handmade oggi rappresenta una valida alternativa al cioccolato. Seguendo e frequentando sempre più il mondo dell’artigianato e della creatività mi nutro di tanta bellezza, di ingegno e di creatività a 360 gradi e sempre più mi piacciono le creazioni che vedo realizzate da tanti bravi artigiani e senza passare dai negozi di catena tradizionali faccio acquisti molto appaganti.

Perché paragono l’handmade al cioccolato?

  • Un acquisto da una/un creativo mi fa stare bene, soddisfa i miei piccoli o grandi bisogni e lo fa proprio pensando alle mie necessità. (la tracolla della borsa per tenere le mani libere quando sono con i bambini per es. così li tengo per mano)

 

  • Stimola l’euforia perché è un acquisto “social” perché ho conosciuto lui/lei il creativo/a, la sua storia, la sua professionalità. Magari ho visitato il suo laboratorio e ho visto con quanta cura e tempo realizza i suoi piccoli tesori. entro in contatto con il produttore e compro da una persona non da una insegna. Senza dimenticare che concorri alla riduzione di sfruttamento e inquinamento.

 

  • Un acquisto artigianale non è magari un prodotto essenziale (ma non sempre pensiamo ai produttori bio alimentari ) ma mi aiuta in tante occasioni: mi serve una clutch bag per una cerimonia e la vorrei fatta con la stoffa dell’abito. Vorrei un regalo personalizzato per il compleanno della cugina Teresa e trovo chi mi decora una tazza con il suo nome e la sua data di nascita, cose che non potrei trovare altrove ma che qualcuno è in grado di realizzare per me.

 

Se ti vuoi sentire bene, senza temere la bilancia, sfrutta la naturale endorfina fatta con la Magia dell’Handmade. Non ci sono effetti collaterali e non ci sono controindicazioni! Posologia libera 🙂

 

Visto che questo è l’ultimo post prima di Pasqua, beh allora tanti auguri di Pace e Serenità per tutti, che ne abbiamo bisogno!!

 

 

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