Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Dietro le quinte di una maglietta

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Cosa ho imparato dalle cucine da incubo

    Si, lo ammetto sono una patita di quei programmi Tv in cui si ristrutturano case, oppure si parla ristoranti o hotel impossibili. E da loro imparo tantissimo, sono una lezione di marketing impareggiabile. Qualcuno forse le trova noiose, altre volte paradossali, ma io ne traggo sempre q...

Perchè il jeans è ancora il più amato dopo 100 anni?

  Se esistesse nel mondo tessile un “immortale” questo secondo me sarebbe sicuramente il Denim o Blue Jeans. Come tessuto se ne riportano tracce storiche da secoli e come capo d’abbigliamento se pensiamo al pantalone moderno se ne riconduce la nascita al 1871. Io lo amo molto...

10 May Perchè il jeans è ancora il più amato dopo 100 anni?

 

Se esistesse nel mondo tessile un “immortale” questo secondo me sarebbe sicuramente il Denim o Blue Jeans. Come tessuto se ne riportano tracce storiche da secoli e come capo d’abbigliamento se pensiamo al pantalone moderno se ne riconduce la nascita al 1871.

Io lo amo molto, sarà perché sono cresciuta guardando Happy Days? E il mitico Fonzie con i suoi jeans e il giubbotto di pelle, impersonava il bello, il duro e il vincente della serie? Perché simboleggiava la ribellione che poi ogni adolescente esprime, con la sua voglia di libertà? E lo spirito selvaggio è ancora in me?

Non ne sono sicura, di certo i motivi secondo i quali dopo 100 anni il jeans sia ancora un capo amatissimo, secondo me sono svariati:

  • alta resistenza; il buon vecchio denim è un tessuto corposo, spesso e con una trama fitta che ne fa un tessuto durevole, pensiamo agli indumenti da lavoro realizzati con questo tessuto già da decenni.
  • versatile; a seconda di come l’abbini gli conferisci uno stile più boho  o più fashion
  • sdoganato nella moda; molti stilisti hanno linee dedicate solo al  jeans, come per es. Armani Jeans, il che la dice lunga su quanto il jeans sia oggetto di culto e prodotto di punta del business. Oggi non si fanno più solo i pantaloni ma il denim è utilizzato anche nella fabbricazione di accessori e oggettistica.
  • Auto rigenerante: non perde mai il suo fascino; il jeans invecchia col tempo, ma è l’unico tessuto che non butti finché non è del tutto inservibile, infatti più invecchia e più acquista carattere e personalità. Il tuo jeans racconta una storia vissuta la tua. (tanto che oggi si producono pantaloni o capi già trattati per apparire vissuti e invecchiati.)
  • trasversale: portato da donne, uomini e bambini, giovani e meno giovani.
  • Innovativo: il denim viene trattato e lavorato migliorandone delle caratteristiche a seconda dell’utilizzo:  La linea Commuter di Levi’s è studiata per i ciclisti urbani che hanno bisogno di libertà di movimento, idrorepellenza e traspirazione.
  • Easy: la sua manutenzione è semplice; lavaggio e stiratura possono essere fatte con l’attrezzatura casalinga.

 

Pare che addirittura Garibaldi indossasse dei pantaloni in tela denim nello sbarco a Marsala durante la spedizione dei Mille. (Leggenda o realtà non lo so, pare siano esposti al museo del Risorgimento di Roma) di certo rimangono un capo insostituibile e intramontabile, chi non ne ha almeno un paio nell’armadio?

A pochi giorni poi dalla settimana della Fashion Revolution è giusto  dire anche purtroppo, che la lavorazione del jeans si è spostata come per gran parte del comparto tessile nelle zone di Asia e Africa, dove la manodopera è pagata di meno e non sempre le condizioni dei lavoratori sono tutelate e garantite in termini di sicurezza e salario. Una delle lavorazioni del jeans la Sabbiatura (sbianchimento per conferire aspetto vissuto) per esempio è pericolosa perché può provocare la silicosi. Le scelte di acquisto consapevoli su cui abbiamo riflettuto nei giorni scorsi non possono non farmi ricordare che è possibile non arrendersi alla fast fashion; ci sono aziende italiane che producono Jeans e capi in denim, in Italia, utilizzando materie prime certificate, a ridotto impatto ambientale, manodopera regolarmente assunta e presentano un prodotto Etico affinché noi consumatori possiamo scegliere consapevolmente. Alcune di queste sono per es. la Par.co, e la Ecogeco.

 Io amo il denim tanto che, è uno dei miei tessuti preferiti negli accessori che creo, e tu ne sei dipendente o è solo il capo basic da avere nell’armadio? Scrivimi il tuo rapporto col denim nei commenti o nei miei social. Mi aiuterai così nella progettazione di nuove creazioni.

 

 

 

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03 May La mia borsa non è un porto di mare

 

“Accumulo e porto con me sempre tante cose che poi sparisce sempre tutto nel buco nero”.

Anche a te succede questo? La tua borsa è simile a un porto di mare? Dove arrivano, partono, si spostano, si mettono e si tolgono merci navi e persone?

 

La mia si, e io con due bambini da 5 anni a questa parte mi sono convertita alle maxi borse, per cui immagina cosa ci puoi trovare dentro. All’inizio quando il mio bimbo aveva pochi mesi, avevo preso l’abitudine di portarmi due borse una con i miei effetti personali e una in cui ci dovevo portare pure il latte, il biberon , il termos per l’acqua calda, ciuccio, pannolini, salviettine, un eventuale cambio, etc etc. Se sei mamma mi puoi capire. Ora che sono cresciuti devo comunque pensare all’acqua alla merenda, alla fame improvvisa ai ginocchi sbucciati…:-)

 

Ma anche la mia borsa “normale” non demorde mica sai…hai mai provato a svuotarla e mettere il contenuto sul tavolo? vuoi solo una parte di elenco delle cose che ho trovato io?

  • Portafoglio gonfio (non di soldi quelli non ci sono mai, ma ho ben, si le ho contate ho almeno 25 tessere fidelity dei vari negozi)
  • Telefono
  • Caramelline (non si sa mai l’alito..o un calo di zuccheri o la gola secca)
  • Set di ritocco per il make up (beh dai una incipriata nel pomeriggio può sempre servire)
  • una pochette per  giorni del ciclo
  • qualche moneta spicciola che a volte non metto nel portafoglio perché esco di corsa dal negozio e butto là.
  • il gettone per il carrello della spesa
  • la molletta per i capelli..a volte mi servisse
  • fazzoletti in svariato numero di pacchettini tutti rigorosamente iniziati e salviettine igienizzanti
  • una shopper leggera che tengo nel caso mi fermassi a fare delle spese non preventivate
  • bigliettini vari raccolti in giro o comunicazioni della scuola o penne e post it vari
  • varie ed eventuali stagionali…(occhiali da sole…sciarpina, berretto o fascia, crema per le mani….etc etc etcetera

 

Visto che ogni volta che cerco anche solo le chiavi è come cercare un ago in un pagliaio, mi  capitato solo qualche settimana fa di perderle. Panico più totale, era una giornata di pioggia e vento forte, e per fare prima quando ho portato i bimbi all’asilo e cercare di coprirli con l’ombrello e chiudere la macchina e attraversare la strada (si immagina la scena fantozziana) le ho messe in tasca, ma una tasca piccola e non chiusa bene e da li mi devono essere cadute. (poi fortunatamente ritrovate grazie a un signore gentilissimo qualche giorno dopo)

Per questo ho imparato a organizzare la mia borsa e ho deciso di utilizzare la tecnica  dei “compartimenti stagni” per usare un termine marinaresco. Ho deciso di organizzare la mia borsa e trovare per ogni cosa una soluzione. Tasche e taschine per gli oggetti piccoli, pochette e bustine per ogni settore. (uno per il makeup, uno per fazzoletti e salviette, una cover per il telefono che mi permetta di trovarlo e proteggerlo e così via…) Perché:

  1. Prima di tutto voglio risparmiare tempo, perché non ne ho mai abbastanza e comunque lo voglio impiegare in cose più piacevoli per me
  2. Perché mi piace avere il controllo sulle cose, o sentirmi sicura che mentre sono fuori sono in grado di far fronte alle piccole necessità come pulirmi le mani o soffiare il naso ai piccoli
  3. Per una questione di igiene e pulizia…pare che per esempio lo schermo del cellulare sia un vero ricettacolo di germi che poi spargiamo ovunque.
  4. Poi se cambio borsa basta che trasferisco la pochette che mi serve e faccio prima.

Io ho migliorato il mio rapporto con la paura di non essere pronta a far fronte alle mie necessità quando sono fuori, perché ora la mia borsa non è più un porto di mare. E poi è anche bellissimo tirare fuori una pochette colorata dalla borsa con quello che serve, è anche un modo discreto e personale. (tipo quando in ufficio devo andare in pausa e basta portare con te una di queste.

Mi piacerebbe conoscere anche il tuo rapporto con la borsa, la ami grande o piccola? e anche la tua somiglia a un porto di mare?

 

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