Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Vesto Unico, Vesto con Piacere

    Siamo ormai vicini alla Fashion Revolution week di quest’anno, ( se non sapete di cosa si tratta, potete leggere qui) e oggi voglio dedicare il mio post blog della rubrica Wild Soul proprio a questo tema, anche se con la mia personale interpretazione. Mi è capitato di viaggiare ...

L’Handmade é un piacere come il cioccolato

    Per gratificarsi a volte non è necessario far ricorso al cioccolato. Si lo sappiamo il cioccolato è goloso, buono, e ha diversi effetti sul nostro organismo tra cui stimolare quegli ormoni che provocano senso di euforia e ci regalano sensazioni di benessere e appagamento.   Spes...

Quanto mi piacevano quegli stivali…

  Quando ero adolescente per un periodo, adesso non potrei dire quanto fu lungo, spopolò la moda degli stivali “Camperos” liberamente ispirati ai stivali texani. Come tutte le mode dilaganti fu intensa e in quel periodo che ancora non esistevano i social, e le mode duravano una sta...

29 Mar Quanto mi piacevano quegli stivali…

 

Quando ero adolescente per un periodo, adesso non potrei dire quanto fu lungo, spopolò la moda degli stivali “Camperos” liberamente ispirati ai stivali texani. Come tutte le mode dilaganti fu intensa e in quel periodo che ancora non esistevano i social, e le mode duravano una stagione o due al posto di 2 mesi tutti li portavamo.

 

Io li ho adorati, e con quelli ai piedi mi sentivo invincibile, si diciamo pure “gnocca” come solo una adolescente può sentirsi, molto cool e appagata. Non credo di avere foto dell’epoca, ed è meglio così, perché ora potrei farmi delle sane risate o morire di vergogna arrossendo fin alla radice dei capelli.

Ti starai chiedendo “Ma allora rinneghi il tuo passato”? No, ogni periodo ha proposto delle mode, dai costumi ascellari anni 80, alle giacche doppiopetto anni 90, quando si è più giovani si tende a seguirle e ad omologarsi altrimenti sei fuori dal gruppo.  E io i camperos li ho veramente amati, probabilmente se vivessi a San Antonio ancora li porterei!

 

E allora perché ti racconto questa storia? Perché è stato l’inizio del mio modo di reinterpretare le mode. I miei di stivali non erano gli originali,  semplicemente perché costavano troppo  e quindi erano una delle tante variazioni sul tema. Certo a quell’età mi dispiaceva non poco, (provate a dire a un adolescente di oggi che invece delle “New Balance” gli comprate una scarpa simile..tragedia) ma così era e io comunque li avevo. Non erano originali ma li adoravo e così è stato con molte altre mode anche negli anni a seguire.

Che insegnamento ne traggo da questa storia?

  • credo sia nata in quel contesto la voglia di essere alla moda ma non seguirla, rielaborando uno stile originale
  • Non sono mai stata fiera di omologarmi,  mi da più piacere esprimere il mio stile personale 
  • Non amo comprare o seguire una moda solo perché tutti ce l’hanno o lo fanno.
  • Se amo un capo o un accessorio questo mi regala grandi emozioni

 

Per questo la mia mission è “Aiutare le donne a esprimere la propria individualità e a essere loro stesse con lo stile che più che le rappresenta per farle stare bene

 

Quel’è il tuo rapporto con le mode? Le segui alla lettera o ami rielaborare personalizzando? Ti senti meglio se hai la borsa più in voga del momentoi o vai controcorrente? E cosa ti regala più emozione?

Se sei curiosa di conoscere qualcosa in più  puoi seguire la mia Fashion Board su Pinterest a questo link. E mi piacerebbe vedere anche la tua!

 

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22 Mar Ti sei mai chiesta cos’è il giusto prezzo?

 

Parlando con alcune colleghe creatrici e sui forum dedicati, ho riscontrato che una delle obiezioni che spesso un cliente fa a un creativo/artigiano è relativa al prezzo.

 

  ” 19 euro per una pochette?” “20 euro per tre quaderni?” “E che ci vuole a farlo? MA è solo un disegno”

Questi sono solo alcuni degli esempi sui toni con cui a volte si svolgono le conversazioni clienti/espositori nei mercati o alle fiere. Premesso che è giusto esprimere liberamente ciò che si pensa, (evviva se possiamo farlo!) Vorrei spezzare una lancia in favore del Giusto prezzo, per far capire come valutare una creazione in modo da conoscere perché ha certo prezzo, affinché si sappia come scegliere e soprattutto apprezzare ciò che si sta acquistando.

 

L’abbondanza negli odierni megastores con materiali importati ci ha abituato ad avere in mente un prezzo di riferimento per ogni prodotto e nella nostra mente facciamo sempre parallelismi con il prodotto di riferimento confrontandone i prezzi. questo è il comportamento medio. C’è poi chi ama il fatto a mano e l’artigianato e chi non lo conosce affatto e quindi va in tal senso educato.

 

Impariamo oggi ad andare però al di là di questo meccanismo mentale e a valutare ogni singolo oggetto per quello che rappresenta. Quando io addetta ai lavori vedo un prodotto magari simile a quelli che faccio io, mi piace valutarne la fattura, apprezzarne le lavorazioni e i dettagli e conosco ciò che sta dietro. D’altro canto l’esperienza mi permette anche di valutare se un prodotto ritengo sia fatto bene o meno. (Si carino ma non foderato, pattern più semplice e non sartoriale..) Tutte conoscenze tecniche che mi permettono di valutarne il giusto prezzo. Ma non tutti siamo addetti ai lavori.

Oggi voglio aiutarti a riflettere su alcuni punti che ti permetteranno di fare le tue valutazioni. Per fare questo,  ti voglio raccontare un pò di come nasce l’idea di ogni mia creazione, che sia una borsa, una pochette, un astuccio o semplicemente un decoro per la casa.

Perché te lo voglio raccontare? Ho manie di grandezza o sono presa da un grande ego? No, anzi non mi piace apparire, ma mi piace entrare piano piano in contatto con le persone e creare una conoscenza profonda e degna di fiducia e per questo voglio farti entrare un pò nel mio mondo e in quello che amo fare per te e darti gli strumenti per comprenderlo.

Voglio farti vedere perché parlo di tradizione sartoriale quando spiego  le mie opere.  Beh se già non lo sai, o se ancora non hai letto la mia about page, ti dico che ho frequentato l’istituto per la moda e  il tessile ai tempi delle superiori con un vecchio ordinamento che ancora prevedeva molte ore di disegno, di modellistica e scienze applicate. In ogni mia creazione parto quindi dall’idea, e dall’esperienza acquisite parlando quindi di professionalità.

All’inizio mi viene un’idea o mi innamoro di un tessuto e mi immagino già un prodotto realizzato con lo stesso. Ne curo poi tutto il processo produttivo facendo tutte le lavorazioni necessarie.

  1. Il percorso per dar vita a una borsa o accessorio  ha dei punti che così posso riassumere:
  2. Disegno il prodotto così come lo immagino o lo vorrei vedere finito
  3. Ne studio la fattibilità pensando allo schema costruttivo e al pattern/cartamodello
  4. Se ritengo ci siano dei punti più ostici nella realizzazione, ne preparo un modello di carta per capire i passaggi della costruzione. Questo nei prototipi o pezzi unici come le borse più grandi.
  5. Passo al taglio del tessuto in tutte le sue componenti, esterno/interni/parti di supporto e preparo tutti ciò che compone la borsa e/o altro, quindi anche le fibbie/bottoni/cerniere ed etichette.
  6. Comincio a cucire la varie parti, preparando prima ogni passaggio che non sarebbe più possibile fare dopo, come per es. attaccare le etichette col marchio all’interno o le eventuali applicazioni.
  7. Quando il tutto è cucito a macchina alla fine rimane la parte da rifinire a mano, come la chiusura della fodera, il fissaggio dei fili  e la stiratura.

 

Naturalmente se è prevista la decorazione manuale come dipingere il tessuto vanno aggiunti, lavaggio, disegno, trasferimento disegno, pittura asciugatura e stiratura supplementari.

Come puoi vedere i vari step sono diversi, e non sono nemmeno pochi. Inoltre la differenza sostanziale tra il lavoro di un artigiano da quello della produzione di massa è che non faccio operazioni in serie e quindi tempi e costi si allungano perché ti stai chiedendo?

 

 

Ti faccio degli esempi:

  • Quando io cucio una pochette utilizzando una sola macchina da cucire di solito devo infilare/sfilare il filo ogni volta io devo cambiare colore, quindi se la stessa è per esempio bianca e blu dovrò cambiare più volte il filo a seconda del colore che devo utilizzare. Immagina in una una borsa di più colori o con inserti vari quante volte e quanto tempo impiego in questa operazione. Nella produzione di massa ogni operaio addetto alla macchina da cucire cuce migliaia di pezzi dello stesso colore perché fa un solo passaggio chi cuce la cerniera, chi il fondo, chi il manico etc.
  • La stessa riflessione vale per lavorazioni particolari e strumenti come i piedini della macchina da cucire. Per attaccare la zip, per fare le impunture, per la pelle servono piedini e aghi della macchina diversi da sostituire ogni volta.
  • Altri tipi di lavorazioni sono poi per esempio le stampe; nelle shoppers io non uso stampe ma sono  Dipinte a mano per cui devo preparare il tessuto, il colore e passare lo stesso a pennello e lasciar asciugare prima di finire.

Solo da questo ne puoi evincere che i tempi di realizzazione sono diversi e già qui c’è una prima spiegazione sui costi, io magari in un ora produco un astuccio, in un industria ne vengono prodotti almeno 1000.

Ma oltre ai costi di materiale, il prezzo è da anche dal tempo, dalla cura e soprattutto dall’amore che ogni artigiano mette nella sua opera d’arte dall’inizio alla fine. La sua missione è completa; inizia con la nascita dell’idea, la cresce e infine la affida a chi la saprà amare come lui.

Il messaggio che voglio far passare oggi è “Chiedersi chi è quella persona che c’è dietro ogni creazione, e quanto c’è di essa in quello che fa” .

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