Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Nutrire la creatività prima della partenza

  La creatività va nutrita. Come un cucciolo, o un bambino a cui devi dare da mangiare perché cresca, piano piano e così va alimentata la creatività. L’avevo già letto in uno dei recenti post di Gioia Gottini, i modi per ritrovare la creatività proprio in questo periodo estivo. In q...

L’onda giusta arriva sempre

  Racconto semi- serio su un pomeriggio al mare    Tempo di vacanze, di mare, e io ho la fortuna di abitare sulla costa Adriatica vicino al Monte Conero.  Avere il mare a 10 minuti da casa ti permette di viverlo sia d’estate per fare attività balneare e cercare un pò di refrigeri...

Le stagioni e i ricordi…del mio primo telefono

  Di stagioni, di simboli e di ricordi. “Quando i telefoni cellulari cominciarono a essere di uso “comune” e “plebeo” anche io acquistai il mio primo “mobile”. Era la fine del ’98, verso Natale, era un Motorola, li vendevano in nero o grigio e a p...

05 Jul Le stagioni e i ricordi…del mio primo telefono

 

Di stagioni, di simboli e di ricordi.

“Quando i telefoni cellulari cominciarono a essere di uso “comune” e “plebeo” anche io acquistai il mio primo “mobile”. Era la fine del ’98, verso Natale, era un Motorola, li vendevano in nero o grigio e a pensarci ora forse pesava 2 o 300 grammi. Un bel peso da tenere in borsa, ma all’inizio erano tutti così belli cicciotti,  fu il mio primo telefono, l’unico modello che potevo permettermi (lavoravo da poco) e ne ero felice. Rimase con me fino all’inizio del 2002 quando  acquistai quello che fu il mio grande amore dei cellulari; il Sony Ericsson T39,  Si poteva definire un “UFO” quando uscì sul mercato, era il primo modello con fotocamera, (non integrata, era una appendice da comprare a parte ed attaccare al telefono; non la comprai mai perché troppo costosa) e rimase con me per ben 9 anni (anche se accompagnato prima e soppiantato poi, da altri telefoni e alla fine era diventato solo un cellulare di scorta di una seconda sim). Eppure lui è stato in assoluto il cellulare di cui serbo il ricordo più tenero e al contempo appassionato, probabilmente perché lo associo al periodo della mia vita in cui ho dei ricordi vividi e piacevoli. Quel telefono lo acquistai in contemporanea ad una storia d’amore appassionata, ad un nuovo lavoro in cui misi l’anima, ai periodi delle feste e delle amicizie sincere. Forse alla fine era solo un banale telefono ma io gli riconoscei un amore spassionato e lo presi a simbolo per ricordare tutto questo.”

 

Perché misi tanta cura nel conservare quel telefonino? Forse per prolungare l’epoca che stavo vivendo, le emozioni e i sentimenti. Forse perché quando ti sudi le cose e riesci ad acquistarle con la fatica, le ami di più e poi perché mi piace aver cura delle cose, almeno di quelle di valore.

 

I nostri oggetti a volte diventano simboli, piccoli ex-voto o reliquie da conservare. Rappresentano una parte di noi stessi del nostro mondo e del nostro tempo.

 

Per questo mi piace aver cura delle mie cose, perché ;

  • mi sono costate fatica, per acquistarle o per costruirle
  • riconosco il valore intrinseco e quello che donano alla mia vita (penso agli strumenti di lavoro, come possono essere le macchine da cucire, le stampanti 3D, i programmi di grafica, i pc etc)
  • ne prolungo la vita, evito quindi di comprare sempre cose nuove, riciclando e quindi contribuendo al risparmio energetico
  • fanno rivivere in me le sensazioni e le emozioni legati a un momento a un periodo diventandone il simbolo

 

Ecco perché mi piace prendermi cura delle cose; per il mio telefono quando l’ho comprato un anno fa ho realizzato una cover per poterlo conservare e trasportare in sicurezza. Da quell’occasione è nata l’idea di realizzarne in tanti colori e finiture.  Se le vuoi vedere le puoi trovare qui: http://etsy.me/2upC2CJ

 

Come ti aiutano?

  • proteggono il telefono da graffi e polvere quando lo appoggi
  • hanno una taschina sul davanti per  trasportare  piccoli oggetti come gli auricolari  quando sei in viaggio o lo tieni in borsa
  • rendono il tuo telefono più “privato” agli occhi indiscreti ed attutiscono leggermente i bip della suoneria
  • li puoi personalizzare con i colori che preferisci abbinandoli al tuo stile e al tuo gusto

Li trovi nel mio shop http://bit.ly/KFSshop e utilizzando il codice sconto “20SALE” fino al 15 luglio li puoi avere scontati! Non perdere l’occasione!

Se sei in partenza per le vacanze ti auguro buon viaggio e aspetto di vedere tante belle immagini dei posti che visiterai, se invece rimani in città ti aspetto qui la settimana prossima, e non ti svelo ancora nulla sull’argomento!

 

 

 

 

 

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28 Jun Innamorarsi con gli occhi

 

 

 

Conosci  il detto “prima si mangia con gli occhi“? Ti è mai capitato di essere seduta a un ristorante hai visto passare un piatto per il tavolo vicino al tuo e hai pensato : “voglio quello!” ? La mia vista poi “comanda” il mio cervello quando è ora di scegliere.  Se una pietanza mi attrae, per come è disposta, presentata per i colori, i dettagli e quel tocco in più decido di mangiarla molto più volentieri.

Oppure ti sei mai trovata nella situazione in cui passeggi tranquilla e passando davanti a una vetrina decidi di entrare e dare un occhiata perché qualcosa ti ha colpito visivamente? Eppure non avevi pensato di fermarti a fare shopping.

Nel mio caso è così…tra i cinque sensi di cui siamo dotati la vista è quello che “influenza” di più le mie azioni. Non perché abbia 10 decimi di diottrie per occhio  🙂 ma perché mi Innamoro con gli occhi. Di cosa? Di tutto:

  • del colore dell’erba di montagna che è un verde che sembra brillare
  • di un dipinto quando ne seguo le pennellate sulla tela con lo sguardo in un museo
  • della luce che filtra tra le foglie degli alberi
  • delle espressioni buffe e degli occhi che sorridono
  • del profilo miei bimbi che dormono e io li osservo in silenzio
  • di un patio  pieno di cuscini e  posate colorate pronto per una festa
  • di un tessuto con un intreccio particolare di trama
  • di una stoffa dal disegno particolare che subito mi suggerisce un idea

 

La lista potrebbe continuare, elencando tutta una serie di esperienze dove la parte visiva  è predominante sugli altri sensi. A volte collabora con l’olfatto come quando sento il profumo del pane appena sfornato uscire dalla panetteria ed entrando vedo tutte le pagnotte in fila belle ordinate con le sfumature di colore e i gusti differenti e comprerei tutto il negozio.

La mia vista poi “comanda” il mio cervello e il mio istinto. A volte questa cosa mi sembra “effimera” e quindi  rifletto su questa cosa e mi chiedo perché la razionalità che è una delle caratteristiche della mia personalità venga meno.  Perché a volte bisogna anche lasciarsi andare, essere istintivi, allegri e improvvisare.

 

Il risultato è sempre buono? Non sempre si vince …

  1. Alcune volte mi pento o rimando delusa di quello che ho acquistato/mangiato guidata solo dal fatto che mi sembrava bello, ma poi la maglietta non mi sta come al manichino o la caponata di verdure si è rivelata un purè di sapori indistinguibili. Andrà meglio la prossima volta, imparo la lezione. Altre volte un piatto meno “bello” si rivela buonissimo e appetitoso.
  2. Nella scelta degli acquisti on line dove non tocco il prodotto ma lo vedo attraverso le foto,  scelgo da chi ha più foto, con i dettagli. Quando cerco di prenotare un hotel o un appartamento per le vacanze per esempio, scarto a priori chi non ha foto di interni o esterni della struttura. E mi chiedo ma se non mi mostri qualcosa c’è un perché? Questo mi ha permesso fino ad ora di essere quasi soddisfatta delle mie scelte.
  3. Le volte in cui la vista non mi basta, mi faccio aiutare dagli altri sensi, come per esempio il tatto come quando scelgo dei tessuti nuovi e ne voglio sentire la “mano” cioè la morbidezza, il peso, la lucentezza, il drappeggio.

 

Che conclusioni ne traggo nel mio caso?

  • Non sempre la vista è infallibile, va aiutata e supportate dagli altri sensi, olfatto e tatto ma anche udito e gusto.
  • A volte mi devo fidare solo della  vista,  ma se la sua esperienza è limitata non posso rischiare. (quando compro un tessuto on line e non lo tocco ne prendo un campione)
  • A volte bisogna andare oltre le apparenze, magari una semplice pallina bianca di gelato nasconde un cuore di cioccolato e una granella golosissima…

 

Aguzzate la vista, ma educatela a vedere anche oltre. (cit mia 🙂 )

 

 

 

 

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