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25 Jan Come essere Green in poche mosse

Quest’anno il colore dell’anno di Pantone è un verde chiaro, che loro chiamano Greenery. Che sia una scelta dai risvolti socio/psicologici, antropologici o che semplicemente si siano rifatti al nostro vecchio detto “Verde porta Speranza”?

Non so come la pensi Pantone, ma io sono un amante del verde in generale, dopotutto una versione del verde la vedete anche qui nel mio sito e fa parte della mia palette di colori. Io amo molti i colori legati alla terra, quindi i verdi che si rifanno al bosco, ai prati, le terre come il siena bruciato o le sfumature di ocra. Questo colore del 2017 è chiaro e brillante che mi piace un pò meno, ma vediamone le proprietà per capire come usarlo.

Nella cromoterapia, una pratica alternativa che fa uso dei colori come terapia in grado di stimolare il corpo e  ritrovare il  naturale equilibrio il verde è il colore  dell’armonia e della calma. Il verde infatti è il risultato dell’incontro di due dei colori primari giallo e blu, ed è il punto di equilibrio tra i colori caldi (giallo arancio rosso) e quelli freddi (violetto indaco blu).  Ora la cromoterapia ancora non è riconosciuta dalla comunità scientifica, in quanto nessuna pratica cromo-terapica è mai stata in grado di superare uno studio clinico. (cit- Wikipedia) però di certo alcuni colori stimolano più l’energia di altri.  Quello che a mio parere è vero è che su un prato verde a me viene una grande voglia di stendermi e rilassarmi. In primavera quando la terra ritorna verde, mi viene anche la voglia di stare fuori, passeggiare e godere della natura. Nell’arredamento viene infatti usato per ambienti living dove si vuole favorire il rilassamento o la concentrazione, come soggiorni o camere da letto.

Il verde nella moda è stato visto sempre come un colore difficile, soprattutto per gli abbinamenti, poco adatto alle bionde, per fortuna  gli stilisti di recente ci hanno regalato capi green che hanno finalmente sdoganato questo colore. Senza pensare alla storia del costume e dell’abbigliamento che ci riporta all’uso di questo colore nel passato basti citare per l’arte “Il ritratto degli Arnolfini” del fiammingo Jan ven Eyck esposto alla National Gallery di Londra che ne testimonia l’uso nel ‘400 o al cinema all’abito verde che Rossella cuce con le tende in “Via col Vento” il film vincitore del premio oscar del ’40.

Essere Green ha però anche oggi un altro significato, più sociologico e vuole dire rispettare la natura, evitare lo sfruttamento di foreste o coltivazioni. Significa evitare di inquinare, prediligere fibre naturali, coltivazioni bio, limitare l’uso di sostanze chimiche e ridurre il carico di rifiuti che emettiamo.  Come possiamo essere green nella vita di tutti i giorni in poche mosse?

  1. Quando facciamo la spesa portiamoci un sacchetto, è vero che oggi quelli che ci danno nei negozi sono quasi tutti compostabili e quindi si possono utilizzare per la raccolta differenziata, ma non sono molto resistenti (leggi spesa sparsa sul pianerottolo) per certi carichi e possono comunque finire in giro a inquinare o essere pericolosi per gli animali. Se anche tu ami o collezioni le totes e cerchi un sacchetto che sia resistente ma anche bello ti ricordo che molte delle mie shopper, sono ora in saldo a prezzi di liquidazione perchè sono le ultime, esaurite queste non verranno per ora riassortite. Ti lascio il link alla sezione dello shop clicca qui, accaparrati la tua!
  2. Quando siamo in vacanza o magari facciamo un pic nic, non abbandonare sacchetti di rifiuti in giro, pratica poco salubre per gli animali che se ne possono nutrire o che si possono soffocare con plastica o quant’altro.  Oltre che essere una pratica maleducata.
  3. Prediligiamo fibre naturali, come cotone, lino, lana, canapa, seta, di origine vegetale o animale, di coltivazioni certificate o bio. Oltre a limitare l’utilizzo della chimica, sono più confortevoli da indossare.
  4. Riduciamo gli sprechi, riutilizziamo tutto quello che possiamo, riadattiamo capi di abbigliamento o articoli ancora in buono stato. Ci sono gruppi sui social che promuovono lo scambio, la vendita di materiali che non vuoi più o che non ti servono, ma possono essere utili ad altre persone. Io faccio parte (avendo due bimbi che crescono in fretta) di alcuni dedicati agli articoli dei bambini, come seggiolini, carrozzine, lettini che si utilizzano per alcuni mesi e poi finiscono buttati seminuovi, in questo modo evito di conferire in discarica materiale che può essere ancora utilizzato. E ho spazio in casa yeah!
  5. Cerchiamo di fare acquisti local, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di verdura, o alimentari in genere mi piace sempre più acquistare dai produttori, perchè acquisto genuino, aiuto un coltivatore/allevatore, evito l’inquinamento dovuto al trasporto su gomma della merce. Certo non per tutto posso farlo, ma di certo anche una piccola parte mi rende più Green!
  6.  Riduciamo il materiale da imballaggio al supermercato, scegliendo prodotti alla spina (detersivi/cereali latte) o prodotti dei banchi serviti per esempio, evitando lo spreco di confezioni.

E tu ami il verde come colore e hai qualche pratica che metti in atto per essere più green? Nella tua vita o lavori  fai riferimento ai colori per aiutarti a superare certi momenti? Raccontami!

Ci rincontriamo la prossima settimana con il nuovo post in cui parleremo di personalizzazione, ti aspetto!

 

 

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19 Jan Pensare fuori dagli schemi alimenta la creatività

A volte in giornate come oggi, quando senti 4 scosse di terremoto in 4 ore tutte sopra la magnitudo 5.0 e ti trovi a più di 100 km dall’epicentro beh tutto si rimette in discussione. Questo post lo avevo pensato già da qualche giorno, e quindi scelgo comunque di pubblicarlo, perché vi racconta una parte di me, del mio lavoro e di come lo faccio, anche se l’animo oggi non è leggero.

 

Oggi ti voglio raccontare come le cose più inaspettate, quelle che magari non avresti mai pensato di fare a volte si rivelano esperienze interessanti e vivificanti. Di come un lavoro che non avrei mai pensato di fare, si sia rivelato invece molto soddisfacente. Ti è mai capitato? Magari qualcosa su cui eri sicurissima non è andata bene e qualcosa che ti ha fatto esclamare  bleah…ma si forse, non so…poi invece sia stato un successo?

Ecco in questa occasione per me è stato “pensare fuori dagli schemi” e  tutto ciò ha contribuito ad alimentare la  mia creatività.

Molte volte mi è capitato, soprattutto in ambito lavorativo come dipendente che mi venisse chiesto “pensa fuori dagli schemi”. Si ma cosa significa esattamente pensare fuori dagli schemi? Comunemente è pensare secondo regole inverse, senza seguire schemi prefissati o metodologie di comportamento consuete. Per me che sono razionale quando  bisognava usare la cosiddetta capacità di “problem solving” e “pensare fuori dagli schemi” mi spiazzava anche se poi arrivavo al risultato.

Ora da creativa, pensare fuori dagli schemi diventa più naturale, perché alla base della creatività c’è proprio sovvertire i processi mentali che di solito facciamo. Ma non sempre viene spontaneo perché preda di mille paure. In questi giorni ho  potuto lavorare a un progetto che mi ha portato veramente fuori dai miei schemi e il risultato mi ha reso molto felice oltre che soddisfatta.

Sono stata contattata da una cliente sul mio Etsy Shop, che mi chi chiedeva se potevo fargli una maglietta come quella nella foto che mi allegava. Nel mio  negozio di creazioni sartoriali  propongo anche  delle magliette dipinte a mano. In genere come soggetto dipingo delle figure femminile i cosiddetti “figurini di moda” come si chiamano in termine tecnico, Sono tutte diverse l’una dall’altra e quindi altamente personalizzabili. Il mio modo per rendere un capo basic come la t shirt che tutti abbiamo nell’armadio, molto originale, unico e fashion rimanendo un easy outfit ma, con personalità.

Bene la possibile cliente dopo avermi fatto i complimenti mi chiede se posso farle una maglietta con due fenicotteri rosa che si toccano e che formano con il collo un grande cuore sul davanti. Fenicotteri? Rosa? Mah …sono perplessa e aspetto un pò a risponderle perché non so bene cosa fare.  I sentimenti che si alternano in me sono:

  • Oddio perché mi chiede questo?
  • I Fenicotteri? mah Boh! e poi tutto rosa, ma non li so fare…io disegno figurini…
  • Come posso tradurle gentilmente che non voglio fare la maglietta?
  • Non me la sento e se poi non le piace? Nello stomaco la paura mi dice no..lascia stare.

Temporeggio, non le rispondo subito ma mi prendo qualche ora (conto sul fuso orario per non apparire scortese). Lascio decantare il pensiero e cerco soluzioni alternative per non perdere una vendita; il pensare con schemi diversi dal consueto per me è stato avere Fiducia, Correre dei rischi, pensare all’obiettivo finale e lavorare senza vincoli.

  1. Nell’oceano di Etsy, pullulante di magliette dipinte e artigiani creativi bravissimi è arrivata da me, perché probabilmente ha trovato quello che poteva fare al caso suo. Quindi lei ha fiducia in me e io perché non dovrei averla in me stessa? ABBI FIDUCIA nelle tue CAPACITA’
  2. Mi mette ansia farle un ordine personalizzato di un disegno che non ho mai realizzato? Bene allora le propongo un accordo che è vantaggioso per entrambe; faccio delle prove e le sottopongo le idee così se poi non le piace siamo entrambe tranquille se la cosa non va in porto. ASSUMI il RISCHIO 
  3. Le chiedo comunque la taglia, per essere pronta in ogni caso evitando di perdere tempo. ANTICIPA le RICHIESTE
  4. Faccio il disegno, lo trasferisco sulla maglietta e comincio non sapendo bene se col colore sarei riuscita ad ottenere il risultato sperato ma tanto mi ripeto siamo libere sa vincoli. ALLONTANA LO STRESS da PRESTAZIONE

Il risultato? ho lavorato con interesse perché mi sono messa alla prova, ho affrontato una nuova sfida, la maglietta secondo me è venuta molto bene, (sempre migliorabile ma come prima esecuzione non male) e la cliente ne è rimasta entusiasta. Entrambe soddisfatte e tutto ciò mi porta a pensare che posso allargare la mia creatività ad altri orizzonti e altri temi, pensando fuori dagli schemi.

E tu mi vuoi raccontare se qualche volta rei ricorsa a soluzioni alternative per il tuo lavoro?

Qui sotto vi metto la maglietta finita così mi potete lasciare un parere.

 

 

PS: Sabato 21 è la giornata internazionale delle coccole e degli abbracci “HUG DAY” un mio grande abbraccio virtuale a tutti coloro che sono in situazione di disagio per il terremoto e il maltempo.

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