Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Blog

Nutrire la creatività prima della partenza

  La creatività va nutrita. Come un cucciolo, o un bambino a cui devi dare da mangiare perché cresca, piano piano e così va alimentata la creatività. L’avevo già letto in uno dei recenti post di Gioia Gottini, i modi per ritrovare la creatività proprio in questo periodo estivo. In q...

L’onda giusta arriva sempre

  Racconto semi- serio su un pomeriggio al mare    Tempo di vacanze, di mare, e io ho la fortuna di abitare sulla costa Adriatica vicino al Monte Conero.  Avere il mare a 10 minuti da casa ti permette di viverlo sia d’estate per fare attività balneare e cercare un pò di refrigeri...

Le stagioni e i ricordi…del mio primo telefono

  Di stagioni, di simboli e di ricordi. “Quando i telefoni cellulari cominciarono a essere di uso “comune” e “plebeo” anche io acquistai il mio primo “mobile”. Era la fine del ’98, verso Natale, era un Motorola, li vendevano in nero o grigio e a p...

08 Feb Quella volta che ho avuto la sindrome da Wonder Woman…

 

 

Mi sembrano passati così pochi giorni dall’inizio di questo 2017 che invece eccoci qua siamo già alla settimana più zuccherosa dell’anno, quella dedicata a San Valentino e che vuole celebrare l’amore, quello romantico e passionale. Io sono una sostenitrice della teoria secondo cui  l’amore va professato tutto l’anno e in molteplici forme e non solo a San Valentino, ma prendiamo questo giorno almeno per darci la possibilità di riflettere su cosa significhi per noi AMORE.

Niente paura non vi propinerò una lista di  temi zuccherosi farciti di cuori rossi, brillanti e cioccolatosi. Vi voglio solo fare una veloce riflessione sul significato del mio San Valentino.

In Italia, San Valentino è visto proprio come festa per gli innamorati, condita di romanticherie a base di cene intime e bigliettini di poesie. Personalmente preferisco la versione americana dove San Valentino è la festa dell’amore ma anche della famiglia e dell’amicizia, e per tradizione ci si scambiano bigliettini spesso fatti a mano con affettuose frasi e si regalano alle persone care.

Questo San Valentino 2017 lo voglio dedicare alle donne e all’amore per loro stesse, all’amore per la vita, per la famiglia e per il proprio lavoro.  Un ricordo speciale a tutte le donne vittime di femminicidio nel 2016, ma anche a tutte quelle che rimangono nell’ombra e combattono ogni giorno per vedere riconosciuto il proprio valore.

Il mio pensiero di San Valentino per quest’anno vuole essere proprio questo “Amare se stessi” no non in senso egoistico, non a discapito di altri, ma a finalizzare il benessere personale. Perché è innegabile che se  stiamo bene noi, di riflesso anche ci sta accanto gioverà di tanto amore. Al contrario se siamo noi le prime a non “ascoltarci” siamo le prime a perdere il focus con la realtà.

Io tendo a  soffrire della  Sindrome di Wonder Woman, ne ho sofferto negli ultimi anni quando si sono accumulati tanti impegni e tanta voglia di far fronte a tutti, marito, figli, scuola, sport, casa, finanze e lavoro, e qualche volta tendo a lascirami andare ancora allo stress di voler fare tutto, benissimo e perfettissimo. Il risultato? qualcuno direbbe lo “sclero” totale, altri lo chiamerebbero “esaurimento” perchè non è possibile fare tutto, bene e subito e le cose non possono essere come noi le vogliamo. Possiamo fare del nostro meglio senza svilirci, amandoci di più per vivere meglio.

Come possiamo volerci più bene? Ecco qualche mio consiglio, ma siete libere di farne di vostri o reinterpretarli:

  • comincia a darti il giusto valore; io sono una che tende sempre a sminuire se stessa e il proprio lavoro, ma da qualche tempo ho cominciato a ripetermi che non tutti magari sono in grado di disegnare o di cucire come faccio io e mi ripeto “non tutti sano fare alcune cose che fai tu, sei brava in questo ce la posso fare”
  • ritagliati degli spazi per te stessa; non voler fare la Wonder Woman, qualche volta io ho bisogno di un’ora tutta per me, dove fare qualcosa solo per il piacere di farlo. Lascio che il soggiorno stia in disordine, che i piatti li lavi mio marito o la lavastoviglie, che qualcosa rimanga imperfetto…ma non rinunciare a un piccolo piacere. Che sia leggere, andare dal parrucchiere, fare una manicure o ascoltare un pò di musica che non senti da tanto tempo. Si lo so la tua incapacità di far fronte a tutto sarà dolorosa all’inizio da digerire, ma poi sopravviverai e comincerai a capire che in realtà stai meglio.
  • fatti un regalo ogni tanto; non importa quanto piccolo o grande sia, ma quanto può gratificarti. Non ti sei mai sentita più allegra dopo aver comprato anche solo un nuovo smalto per le unghie o un paio di orecchini nuovi? Io ora voglio regalarmi un biglietto per una mostra che c’è in città, voglio vivere un’ora al museo solo per godere di cultura e bellezza.
  • Trova un momento per la socialità, che sia un caffè con un amica, una chat con chi è lontano, un workshop a cui partecipare. Ne uscirai sempre più arricchita, l’ultimo workshop a cui ho partecipato mi ha fatto conoscere una grande professionista e una realtà nuova in città.

Questi sono solo alcuni degli spunti che io sperimento in questo nuovo periodo per volermi bene, perché se io mi voglio bene, so voler bene anche agli altri.  Sto cercando di abbandonare l’istinto a voler fare tutto e a far spazio al piacere di farne altre.

Ma sono un pò curiosa e voglio sapere anche quali  sono le tue coccole dell’amore (no non  quelle intime) ma quali sono le cose che ti fanno stare bene e che ti fanno dire I LOVE ME!

E visto che è la festa più dolce e zuccherosa dell’anno, ti voglio fare un regalo speciale per San Valentino, per dimostrare il mio amore per me, per il mio lavoro e per le mie clienti,  da domani 9 febbraio fino al 14 febbraio ogni giorno ti farò una sorpresa nel mio Etsy shop! Ogni giorno ti proporrò un piccolo regalo legato a una mia creazione.  Se vuoi conoscerle tutte  segui i miei canali social, Instagram, la pagina Facebook e Twitter per scoprire ogni giorno la piccola sorpresa riservata! Pubblicherò in mattinata la sopresa e  #KFSloveweek sarà l’hastag che userò per segnalare le iniziative della settimana per cui se hai puntato qualcosa stay tuned!

( Attenzione i miei prodotti a volte sono pezzi unici per cui venduto uno, potrebbe non essercene un secondo disponibile! CARPE DIEM! )

Ti aspetto questa settimana nei miei social e mercoledì con il prossimo appuntamento qui.

 

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01 Feb Globalizzare o Personalizzare?

 

 

Lo sentiamo sempre più spesso che siamo nell’epoca della “globalizzazione” e, aggiungo io, della contaminazione.

Fino a qualche anno fa, forse anche un paio di decenni o  più, nelle nostre  città non esistevano così tanti ristoranti etnici, non avevamo così tante catene di negozi, non eravamo sempre connessi da sapere cosa succedesse in ogni parte del mondo a seguire le mode del momento. Oggi con la globalizzazione e la libera circolazione possiamo cambiare cucina tutte le sere, alla scoperta di nuovi sapori, nuove ricette e nuovi profumi. Oppure possiamo acquistare la stessa maglietta che la nostra amica siciliana che studia a Milano ha comprato nel franchising sotto casa. Un bene o un male?

Se ne potrebbe discutere all’infinito, sia sui pro che sui contro, di tale fenomeno, possiamo sicuramente trovare aspetti meravigliosi in tutto ciò e cose che contemporaneamente ci riempiono di tristezza infinita. Il bello è poter acquistare vicino casa da marchi di catena o poter mangiare sushi senza volare per forza in Giappone. Il brutto del rovescio di questa medaglia è che piccole botteghe antiche o storiche  chiudono perché non possono reggere il confronto con un merchandising agguerrito e sempre nuovo. Impotenti contro  la popolarità nazionale dei franchising per loro che magari sono “appena” il top nel quartiere o in città.

In tutto questo non ci sono vincitori, ma è curioso come a mio avviso la globalizzazione aumenti la personalizzazione. Mi spiego meglio, io sono molto contenta  quando apre un nuovo negozio in città e dico: – che bello anche qui sta per arrivare “tizio” o  “caio”!. Questo perché come spesso succede la catena si conosce già e non si vede l’ora che apra anche vicino casa  per non sentirsi privati di una ricchezza che gli altri hanno. D’altro canto questa sicurezza di dire, si se mi serve la trovo lì, mi crea un senso di vuoto quando penso che devo “personalizzare” o devo fare un regalo perché questa cosa già ce l’avrà, o tanto sarà uguale alla sua, o la può trovare ovunque.

Si perché diciamocelo più siamo globalizzati e tutti uguali, più io sento il bisogno di distinguermi, di tirare fuori la mia individualità. Se ho bisogno di soddisfare un mio bisogno o trovare cose di mio gusto spesso non posso rivolgermi ai prodotti globalizzati. (niente paura  non vado in giro col calesse al posto dell’auto per distinguermi).

Questa esigenza è diventata per me sempre più “sentita” dopo la nascita dei miei bimbi, perché mi chiederai tu? Perché nel periodo della gravidanza e nei primi anni di vita di un bambino, il tuo corpo cambia, cambiano le tue abitudini, hai meno tempo per te stessa, sei sottoposta a un bombardamenti di emozioni e sentimenti e fatiche, si diciamolo fatiche, e tu alla fine non sei più quella di prima.  Il tuo ruolo cambia, ora sei una mamma, sei sempre una donna, ma magari non esci più a fare serata dall’aperitivo a notte inoltrata, ma scegli  locali o eventi target famiglia. Nulla di male, ma la tua identità va recuperata. Per me è stato così, e per questo ora per ridarmi una mia identità non mi accontento più di vestire, acquistare o semplicemente leggere quello che fanno tutti. Mi piace sempre più qualcosa di personalizzato che mi faccia dire è solo mio, per me, per le mie esigenze. Per questo l’artigianato è diventato per me importante, il recupero del fatto a mano, e del contatto con i creativi soddisfa questo mia ricerca di personalità.

Perché l‘artigianato e il fatto a mano può aiutarti a esprimere la tua individualità? Ecco 5 buoni motivi per ricorrere a lui nell’epoca della globalizzazione.

  1.  Quando vuoi fare un regalo, e vuoi che questo simboleggi una parte di te. (es: un ricamo o una incisione di una “tua” parola)
  2.  Vuoi soddisfare i gusti di una persona quando devi fargli un regalo? (es: farti fare una maglietta con un disegno scelto da te)
  3.  Hai bisogno di creare qualcosa su misura, nella taglia, nel colore, nella dimensione o nella finitura. (es una finestra in ferro battuto dalle dimensioni non standard)
  4.  Sei allergica e hai bisogni di trattamenti naturali (come ad es: le tinture vegetali dei filati o dei tessuti.)
  5. Perché sei stanca di essere come tutti gli altri, e ti piace dire questo è solo mio, fatto per me.

Poter personalizzare quando acquisti è un valore aggiunto molto forte, che solo con il fatto a mano e l’artigianato puoi soddisfare. 

Le mie clienti più entusiaste sono state proprio coloro che mi avevano chiesto una personalizzazione; le bomboniere ricamate con il nome della la nipote, una borsa con i colori preferiti, sono alcuni esempi.

Rimaniamo sempre  in un epoca di globalizzazione, e io continuo lo stesso ad acquistare anche da catene & co, ma sempre di meno, cerco di scovare sempre cose nuove che non trovo nei negozi. Mi piace poter dire: questo lo faccio io per me e per tutte le donne che lo vorranno, che meritano di essere uniche e che apprezzano  essere originali ritornando a personalizzare e ad esprimersi. Questa forza, questa voglia di ritornare a non essere tutti uguali è la leva che ogni giorno mi spinge a creare, borse, magliette e accessori di uso comune, ma dallo stile personale per ritrovare  la mia identità.

Quali sono le cose che apprezzi di più e quelle che ami di meno di quest’epoca di globalizzazione?

Torna a leggermi la settimana prossima nella settimana di S.Valentino che parleremo  …d’amore ma in modo non scontato e ci sarà una bella iniziativa a cui partecipare. Ti aspetto!

 

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