Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Ti sei mai chiesta cos’è il giusto prezzo?

  Parlando con alcune colleghe creatrici e sui forum dedicati, ho riscontrato che una delle obiezioni che spesso un cliente fa a un creativo/artigiano è relativa al prezzo.     ” 19 euro per una pochette?” “20 euro per tre quaderni?” “E che ci vuole a farlo?...

Segnali e Riti di Primavera

        Eh si devo dire che si sente, è arrivata la primavera o sta per arrivare…gli alberi hanno già teneri germogli, i primi fiori di stagione sono fioriti, l’aria al sole è più calda e beh c’è molta più luce, tra un paio di settimane torneremo all’...

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22 Mar Ti sei mai chiesta cos’è il giusto prezzo?

 

Parlando con alcune colleghe creatrici e sui forum dedicati, ho riscontrato che una delle obiezioni che spesso un cliente fa a un creativo/artigiano è relativa al prezzo.

 

  ” 19 euro per una pochette?” “20 euro per tre quaderni?” “E che ci vuole a farlo? MA è solo un disegno”

Questi sono solo alcuni degli esempi sui toni con cui a volte si svolgono le conversazioni clienti/espositori nei mercati o alle fiere. Premesso che è giusto esprimere liberamente ciò che si pensa, (evviva se possiamo farlo!) Vorrei spezzare una lancia in favore del Giusto prezzo, per far capire come valutare una creazione in modo da conoscere perché ha certo prezzo, affinché si sappia come scegliere e soprattutto apprezzare ciò che si sta acquistando.

 

L’abbondanza negli odierni megastores con materiali importati ci ha abituato ad avere in mente un prezzo di riferimento per ogni prodotto e nella nostra mente facciamo sempre parallelismi con il prodotto di riferimento confrontandone i prezzi. questo è il comportamento medio. C’è poi chi ama il fatto a mano e l’artigianato e chi non lo conosce affatto e quindi va in tal senso educato.

 

Impariamo oggi ad andare però al di là di questo meccanismo mentale e a valutare ogni singolo oggetto per quello che rappresenta. Quando io addetta ai lavori vedo un prodotto magari simile a quelli che faccio io, mi piace valutarne la fattura, apprezzarne le lavorazioni e i dettagli e conosco ciò che sta dietro. D’altro canto l’esperienza mi permette anche di valutare se un prodotto ritengo sia fatto bene o meno. (Si carino ma non foderato, pattern più semplice e non sartoriale..) Tutte conoscenze tecniche che mi permettono di valutarne il giusto prezzo. Ma non tutti siamo addetti ai lavori.

Oggi voglio aiutarti a riflettere su alcuni punti che ti permetteranno di fare le tue valutazioni. Per fare questo,  ti voglio raccontare un pò di come nasce l’idea di ogni mia creazione, che sia una borsa, una pochette, un astuccio o semplicemente un decoro per la casa.

Perché te lo voglio raccontare? Ho manie di grandezza o sono presa da un grande ego? No, anzi non mi piace apparire, ma mi piace entrare piano piano in contatto con le persone e creare una conoscenza profonda e degna di fiducia e per questo voglio farti entrare un pò nel mio mondo e in quello che amo fare per te e darti gli strumenti per comprenderlo.

Voglio farti vedere perché parlo di tradizione sartoriale quando spiego  le mie opere.  Beh se già non lo sai, o se ancora non hai letto la mia about page, ti dico che ho frequentato l’istituto per la moda e  il tessile ai tempi delle superiori con un vecchio ordinamento che ancora prevedeva molte ore di disegno, di modellistica e scienze applicate. In ogni mia creazione parto quindi dall’idea, e dall’esperienza acquisite parlando quindi di professionalità.

All’inizio mi viene un’idea o mi innamoro di un tessuto e mi immagino già un prodotto realizzato con lo stesso. Ne curo poi tutto il processo produttivo facendo tutte le lavorazioni necessarie.

  1. Il percorso per dar vita a una borsa o accessorio  ha dei punti che così posso riassumere:
  2. Disegno il prodotto così come lo immagino o lo vorrei vedere finito
  3. Ne studio la fattibilità pensando allo schema costruttivo e al pattern/cartamodello
  4. Se ritengo ci siano dei punti più ostici nella realizzazione, ne preparo un modello di carta per capire i passaggi della costruzione. Questo nei prototipi o pezzi unici come le borse più grandi.
  5. Passo al taglio del tessuto in tutte le sue componenti, esterno/interni/parti di supporto e preparo tutti ciò che compone la borsa e/o altro, quindi anche le fibbie/bottoni/cerniere ed etichette.
  6. Comincio a cucire la varie parti, preparando prima ogni passaggio che non sarebbe più possibile fare dopo, come per es. attaccare le etichette col marchio all’interno o le eventuali applicazioni.
  7. Quando il tutto è cucito a macchina alla fine rimane la parte da rifinire a mano, come la chiusura della fodera, il fissaggio dei fili  e la stiratura.

 

Naturalmente se è prevista la decorazione manuale come dipingere il tessuto vanno aggiunti, lavaggio, disegno, trasferimento disegno, pittura asciugatura e stiratura supplementari.

Come puoi vedere i vari step sono diversi, e non sono nemmeno pochi. Inoltre la differenza sostanziale tra il lavoro di un artigiano da quello della produzione di massa è che non faccio operazioni in serie e quindi tempi e costi si allungano perché ti stai chiedendo?

 

 

Ti faccio degli esempi:

  • Quando io cucio una pochette utilizzando una sola macchina da cucire di solito devo infilare/sfilare il filo ogni volta io devo cambiare colore, quindi se la stessa è per esempio bianca e blu dovrò cambiare più volte il filo a seconda del colore che devo utilizzare. Immagina in una una borsa di più colori o con inserti vari quante volte e quanto tempo impiego in questa operazione. Nella produzione di massa ogni operaio addetto alla macchina da cucire cuce migliaia di pezzi dello stesso colore perché fa un solo passaggio chi cuce la cerniera, chi il fondo, chi il manico etc.
  • La stessa riflessione vale per lavorazioni particolari e strumenti come i piedini della macchina da cucire. Per attaccare la zip, per fare le impunture, per la pelle servono piedini e aghi della macchina diversi da sostituire ogni volta.
  • Altri tipi di lavorazioni sono poi per esempio le stampe; nelle shoppers io non uso stampe ma sono  Dipinte a mano per cui devo preparare il tessuto, il colore e passare lo stesso a pennello e lasciar asciugare prima di finire.

Solo da questo ne puoi evincere che i tempi di realizzazione sono diversi e già qui c’è una prima spiegazione sui costi, io magari in un ora produco un astuccio, in un industria ne vengono prodotti almeno 1000.

Ma oltre ai costi di materiale, il prezzo è da anche dal tempo, dalla cura e soprattutto dall’amore che ogni artigiano mette nella sua opera d’arte dall’inizio alla fine. La sua missione è completa; inizia con la nascita dell’idea, la cresce e infine la affida a chi la saprà amare come lui.

Il messaggio che voglio far passare oggi è “Chiedersi chi è quella persona che c’è dietro ogni creazione, e quanto c’è di essa in quello che fa” .

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15 Mar Segnali e Riti di Primavera

 

 

 

 

Eh si devo dire che si sente, è arrivata la primavera o sta per arrivare…gli alberi hanno già teneri germogli, i primi fiori di stagione sono fioriti, l’aria al sole è più calda e beh c’è molta più luce, tra un paio di settimane torneremo all’ora legale e allora godremo di più tempo da dedicare a noi stessi con la luce naturale.

 

Questi sono i segnali biologici che la natura ci regala. E tu quali sono le cose che fai all’inizio della nuova stagione e che ti fanno dire “è primavera”?

Il mio primo segnale del cambio di stagione è devo togliere il cappotto, e gli stivali…si devo liberarmi di scarpe e giacconi e così ha inizio il de-cluttering o pulizia dell’armadio. Via piumini, cappotti  e tute termiche, via il collo alto (ma tengo sciarpine e foulard leggeri perché ho una certa familiarità con malanni di gola e cervicale, l’eta sai come è..) e comincio a liberare i piedi ..con scarpe più leggere.

Liberare i piedi dagli stivali mi da un senso di fresco anche se ancora indosso le scarpe…un po’ come quando ti arrotoli i pantaloni e metti in ammollo i piedi nel ruscello gorgogliante dopo una lunga camminata in montagna…non è una sensazione di libertà grandissima?? L’hai mai provata? e’ una sensazione inebriante, corroborante e rigenerante secondo me. (anche se l’acqua è fredda e non si resiste per molto)

Ti suggerisco di provare a fare questo esercizio proprio ora al cambio di stagione, liberare i piedi da calze e calzini regala un momento di relax e al contempo rigenerante che ti aiuta a prepararti alla nuova stagione, non solo meteo ma anche a ripartire con te stessa e le tue forze. E beh pazienza se ancora non possiamo uscire in infradito e ci rimettiamo calzini e scarpe. abbiamo fatto il nostro rito di iniziazione di primavera per darci la carica. 

Questo è il suggerimento su come mi sento io all’inizio della bella stagione, in cui sento il bisogno di liberare i piedi, ma ti posso suggerire di leggere un interessante post di Veronica Pacella. nutrizionista e life coach. Veronica approfondisce in modo professionale il concetto di disintossicare l’organismo  proprio in questo periodo di cambio stagione.

Io poi amo sentirmi a mio agio con i capi che indosso, e non mi riferisco solo alla vestibilità, si preferisco cose comode soprattutto per corriere dietro ai bambini, ma io sono una “portabandiera” per esempio della tuta solo per fare ginnastica…e scarpe da tennis solo in palestra…Adesso vabbé , lo dico non è che esco come A.Hepburn in “Colazione da Tiffany” tutti i giorni,  anche perché non ho il suo fisico, ma con la tuta mi sento vulnerabile…e insicura. E tu hai un capo “Scudo” che ti protegge e ti fa sentire, forte, sicura, bella e vincente? (vietato dire il costume di Wonder Woman)

Hai mai provato una sensazione simile? Ci sono capi o outfits che ti fanno stare meglio di altri? Io ho un bellissimo ricordo dei miei pomeriggi di shopping con la mia amica che mi diceva sempre no questo non è per te, invece questo è il tuo stile. Mi faceva sorridere come mi conoscesse bene, ma è anche vero che il nostro stile, il nostro modo di esprimerci si vede anche dai nostri abiti, perché tendiamo a essere fedeli alle linee che ci stanno meglio ma che ci fanno anche stare meglio. E poi un po’ per pigrizia un po’ per paura di lasciare la nostra confort zone facciamo poche deviazioni dalla nostra strada e il nostro armadio o diventa monocolore o mono-genere. Qual’è il capo di abbigliamento che ti fa sentire meglio? Sei una t-shirt-maniac, una jeans dipendente come se non ci fosse un domani, o una mai tacchi sennò inciampo sempre?

Prova a mettere i tuoi abiti preferiti sul letto o in ordine nell’armadio, hai mai riflettuto che probabilmente hai una tua palette di colori, e una linea che si ripete spesso? Oppure ami variare e spazi da gonne a pantaloni, ad abitini stile Windsor con una facilità incredibile? ( e qui io nutro una sana invidia)

 

Che cosa ti fa pensare questo di te? Ami i colori più scuri legati alla terra, o vivaci e brillanti legati alla luce?

Beh cominciamo col mio, io si amo molto i jeans, e mi piacciono tanto le giacche modello sahariana/militare con mille tasche/cerniere bottoni e cinture…si adoro le giacche strutturate. E come colori adoro tutte le terre; siena, ocra, bruciate e i verdi oltre al blu.  Poi ho dei tocchi luminosi perché mi piace il giallo e l’arancio come dettagli o abbinamenti.  E poi l’avrai capito  anche il mio sito predilige il verde e il blu:-) E anche nelle mie creazioni amo molto usare questi colori. (fai una panoramica del mio shop cliccando nel banner Etsy qui sotto)

 

Non è facile cambiare il nostro stile, io lo sto facendo piano piano e me ne accorgo quando mostro per esempio un paio di scarpe nuove a mio marito e mi guarda strano, con uno sguardo diviso tra lo stupore, la diffidenza, e il punto interrogativo, e mi dice : – Ma queste ti piacciono? E io rido perché capisco  che non se lo aspettava. Ho stupito tutti avvicinandomi a un genere diverso, si certo leggermente diverso 🙂

Qual’è il tuo segnale o il tuo rito propiziatorio del cambio di stagione? Raccontami cosa fai per rinnovare la tua te stessa e il tuo armadio.

 

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Prima di lasciarti voglio ricordarti che tra i segnali di primavera c’è anche la festa è la festa dei papà,  che è il 19 marzo. Voglio fare gli auguri a tutti i papà del mondo,  a coloro che sono lontani dai propri figli e a coloro che non li possono abbracciare più. Auguri papà.

Ee se cerchi idee per un regalino o un biglietto da fare con i bambini puoi visitare la mia collection For Man di Pinterest qui.

Alla prossima settimana!

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