Il mio Blog di creatività e artigianato tessile per i tuoi accessori
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Dietro le quinte di una maglietta

  La maglietta o Tshirt (sapete perchè si chiama così?) è il capo basic che tutti abbiamo nell’armadio e che usiamo in molte occasioni e outfit diversi. Regina dell’estate quando l’abbiniamo a pantaloncini o gonne corte, non si ripone mai perché serve anche per l’all...

Cosa ho imparato dalle cucine da incubo

    Si, lo ammetto sono una patita di quei programmi Tv in cui si ristrutturano case, oppure si parla ristoranti o hotel impossibili. E da loro imparo tantissimo, sono una lezione di marketing impareggiabile. Qualcuno forse le trova noiose, altre volte paradossali, ma io ne traggo sempre q...

Perchè il jeans è ancora il più amato dopo 100 anni?

  Se esistesse nel mondo tessile un “immortale” questo secondo me sarebbe sicuramente il Denim o Blue Jeans. Come tessuto se ne riportano tracce storiche da secoli e come capo d’abbigliamento se pensiamo al pantalone moderno se ne riconduce la nascita al 1871. Io lo amo molto...

24 May Dietro le quinte di una maglietta

 

La maglietta o Tshirt (sapete perchè si chiama così?) è il capo basic che tutti abbiamo nell’armadio e che usiamo in molte occasioni e outfit diversi. Regina dell’estate quando l’abbiniamo a pantaloncini o gonne corte, non si ripone mai perché serve anche per l’allenamento in palestra durante l’inverno, per dormire tutto l’anno, o come nel caso

L’idea di fare delle magliette personalizzate, Tshirts con dei miei disegni, mi è venuta alcuni anni fa, ma dovetti rinunciare all’idea perché troppo onerosa. La stamperia, per ottimizzare i costi giustamente chiede un buon numero di stampe da un disegno e io non potevo partire con una produzione in grande.

Però non ho abbandonato l’idea, che anzi ha continuato a ronzarmi in testa, e  ho continuato a pensare a questa idea e a sperimentare.  Ho acquistato i colori per tessuti, i quali una volta asciutti si fissano al tessuto e resistono ai lavaggi.  E ho acquistato delle magliette neutre per provare a realizzare  i miei disegni.

 

Da alcuni anni ho realizzato la mie prime due magliette, una bianca e una gialla che ancora possiedo ma che cominciano a dare segni di usura..e indosso oramai solo per stare in libertà a casa. Ma non ti dico la soddisfazione di averle ancora.

Ti starai chiedendo perché fare delle magliette, di cui il mercato è saturo? E perché quando potresti acquistare una maglietta già bella che decorata anche per pochi euro?

  • Il mercato è pieno, ma non non c’erano negozi on e off line di handmade con magliette illustrate con fashion design come le mie. e in ogni caso ogni disegnatore di moda ha un suo stile personale per cui non sarebbe mai uguale.
  • Perché posso rappresentare ciò che mi/ti piace, o una tua passione. Come nel caso della maglietta con figurino a ballerina. o quella con i fenicotteri.
  • Lascia ampio campo alle personalizzazioni, nei colori  del figurino così si possono abbinare ai capi che già hai (pantaloni/gonne o cardigan) e puoi esprimere te stessa attraverso il tuo colore preferito.
  • Sono un regalo perfetto per un compleanno, un’amica, una damigella o una sposa o mamma/figlia. Non troppo impegnativo, utile ma soprattutto fatto pensando alla persona.

 

Non sono una ritrattista, come disegnatrice di moda ho il mio stile e le mie figure sono rappresentate come bozzetti di moda, allungate, in posa come se stessero sulla passerella, la maggior parte delle volte senza volto, ma come nelle ultime che ho realizzato mi è stata chiesta un personalizzazione e ho realizzato le figure somiglianti a chi la dovrà ricevere. E’ stata una bella sfida perché si fa anche un lavoro di psicologia, cercando di rappresentare non solo l’immagine della persona ma anche un pò di essa per fare in modo che esprima e si riconosca nel disegno.

Come nasce quindi una Fashion tshirt di KatiaFabricstudio? Ecco la mi tabella di marcia in 10 mosse:  (semiseria per lavorare in allegria)

  1. La maglietta deve essere in cotone, da un minimo di 80% al 100%, per avere i migliori risultati con il colore.
  2. La lavo in sola acqua, non deve avere residui di lavorazione o detergenti, e faccio asciugare all’aria (sole non mi abbandonare!)
  3. Preparo su carta il disegno, facendo tutte le prove necessarie per trovare il bozzetto definitivo. (tempo variabile al grado di soddisfazione di raggiungimento dell’obiettivo)
  4. Preparo la maglietta delimitando la parte dove la disegnerò e coprendo il resto. Tessuto ben teso appuntato su n piano impermeabile (e si uso anche volgare carta di riciclo tipo i volantini dei supermercati e del nobile scotch carta evitando sprechi ecologici)
  5. Trasferisco il disegno o con carta calcante o a mano, riproducendone i contorni e i tratti principali a matita leggera.
  6. Passo alla pittura vera e propria con pennelli e miscele di colore (e qui mi entro nella fase Renoir 🙂
  7. Lascio asciugare (anche 1  giorno per sicurezza)
  8. Rifinisco con il tratto a punta fine per dare carattere e delineare le figure
  9. Si rifà asciugare  e si fissa il colore stirando al rovescio con il ferro caldo.
  10. Controllo qualità e voilà…la maglietta unica è pronta per essere il vanto di chi la indosserà.

 

Ecco un riassunto filmato, e poi voglio sapere da te cosa ne pensi e cosa ti piacerebbe vedere disegnato su una tua maglietta!

 

 

Lavaggio

 

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17 May Cosa ho imparato dalle cucine da incubo

 

 

Si, lo ammetto sono una patita di quei programmi Tv in cui si ristrutturano case, oppure si parla ristoranti o hotel impossibili. E da loro imparo tantissimo, sono una lezione di marketing impareggiabile. Qualcuno forse le trova noiose, altre volte paradossali, ma io ne traggo sempre qualche buon  suggerimento utile da mettere in pratica nel proprio campo, sopratutto se il proprio business ha a che fare con clienti.

 

In questi ultimi giorni ho visto una puntata di Cucine da incubo versione italiana, e sebbene io creda che molto del programma sia preparato ai fini televisivi, mi piace vederlo, per trarne consigli di marketing per migliorare il mio lavoro. (sebbene io non sia una ristoratrice).

 

In questa puntata lo chef trovava una formaggiera sporca e del pane vecchio. Sono tornata un attimo con la memoria a qualche anno fa quando partecipai al pranzo annuale di una associazione di cui fa parte mio marito. Ristorante molto famoso in zona, un location classica per matrimoni perché dotata di ampie sale e quindi in grado di soddisfare gruppi numerosi. Io non c’ero mai stata, lo avevo valutato due anni prima per il mio di matrimonio, ma non lo avevo scelto e quel giorno ero molto curiosa nel provare la sua cucina e la sua accoglienza.

 

In quell’occasione, trovai il pane vecchio, considerando che era domenica pensai fosse  del giorno prima. Ora premetto che il pane del giorno prima si può mangiare tranquillamente, e anzi se ne possono fare molti usi e ricette sfiziose, non trovo però che un ristorante lo debba servire a degli ospiti. Questa cosa mi fece pensare e mi lasciò un pò di amaro in bocca, perché da un ristorante del genere non me lo sarei aspettata. Ormai ci facciamo il pane in casa nel nostro forno domestico, a un ristorante ben equipaggiato cosa costa fare altrettanto? Ho pensato a mille motivi per cui non mettere in tavola pane fresco, ho trovato tante scusanti, ( era un pranzo sociale, con un menù fisso, una associazione benefica etc ma non ci sono scuse per non dare un servizio all’altezza) e rimane il fatto che io di quel ristorante non ho avuto una buona impressione e non mi sarei sentita di consigliarlo ad altri.

Più o meno lo stesso pensiero ha fatto pure Cannavacciuolo nel programma TV, ha chiesto al titolare “Ma che servi pane vecchio”? Vabbé scena preparata o no, mi sono rivista per un attimo  in quel ristorante e mi sono fatta una domanda;

perché non dare un servizio top anche nei dettagli? Un cliente torna più volentieri dove tutto il servizio, la cucina, i dettagli, l’atmosfera, la pulizia sono ok. Fidelizzare il cliente è anche non cadere sui dettagli e farlo sorprendere per tutti gli aspetti del  rapporto che si instaura.

L’insegnamento di marketing,  che dal pane vecchio ho deciso di portare nel mio biz, è di dare sempre un servizio al top, se non sono convinta di un prodotto non lo metto in vendita. Perché?

  • Se un cliente acquista da me una borsa e questa è cucita visibilmente male probabilmente non ricomprerà più
  • Lo stesso non parlerà di me ad amici e conoscenti e quindi non godrò di una buona pubblicità o del passaparola
  • Io non sarò a mio agio sapendo che una mia creazione presenta già dei difetti

 

Di recente ho creato una variante di una pochette con doppia zip con un tessuto  a fiori giapponese molto bello, ma ho fatto due errori, ( che probabilmente a un occhio non esperto di sartoria passerebbero inosservati ma a me no). La funzione della bustina non è compromessa e quindi funzionale, ma ho deciso che non potevo nel caso qualcuno me l’acquistasse spedirla per cui ho deciso che la inserirò su ordinazione, rifacendo lo stesso modello a richiesta e il prototipo lo tengo per me 🙂

Si difetti piccoli o grandi non importa, non va fornito un servizio NON al top, e se io per prima non ne sono convinta trasmetto di sicuro questa mia perplessità al mio cliente. Quando ho ospiti a cena compro pane fresco e quando devo vendere una mia creazione la voglio consegnare con la coscienza di aver fatto del mio meglio.

Quindi nella mia “panetteria” o sartoria creativa voglio sentire sempre il profumo del pane fresco!

E tu mi racconti quali sono le cose per cui non ti sei più rivolta a un negozio, ristorante o professionista? Scrivimi nei commenti, il tuo consiglio potrebbe essere utile ad altri!

 

 

 

 

 

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